Bruxelles – Accesso a internet, sicurezza e diritti per tutti. “E poi educazione, educazione, educazione”. Questo il messaggio lanciato da Laure Batut, relatrice del Comitato europeo economico e sociale (Cese) per il digitale, le e-skills e la e-inclusion, al termine del Digital Day 2016 svoltosi il 21 aprile. L’evento, organizzato dal Cese e da Confrontation Europe, ha dato a rappresentanti di industria, società civile e mondo politico la possibilità di discutere sulle nuove sfide della rivoluzione digitale.
Il Cese ha sottolineato “l’importanza strategica economica per tutti gli Stati membri” dell’economia digitale, insistendo sul fatto che per “sbloccare a pieno il potenziale dell’economia basata sulla conoscenza è molto importante riqualificare i lavoratori, in modo da dare loro le competenze necessarie per lavorare in settori economici emergenti”. Un argomento “particolarmente importante visto che si prevede che, entro il 2020, l’80% dei posti di lavoro richiederanno competenze digitali”. Ma, ha sottolineato il Cese, “l’inclusione digitale deve avere un approccio globale e assicurare a ognuno l’indipendenza, a prescindere dalla sua posizione nella società”.


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