- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 15 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Human Rights Watch: abusi della polizia belga nelle azioni antiterrorismo

    Human Rights Watch: abusi della polizia belga nelle azioni antiterrorismo

    Dagli insulti come “sporco arabo” o “sporco terrorista”, all’uso di azioni violente e improvvise per fermarli e arrestarli, al ricorso eccessivo all’isolamento nelle carceri: è quello che emerge dalle testimonianze di alcuni cittadini sospettati o fermati con l’accusa di essere legati all’Isis. Il governo federale parla di “casi isolati”

    Lisa D'Ignazio</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@DIgnazioLisa" target="_blank">@DIgnazioLisa</a> di Lisa D'Ignazio @DIgnazioLisa
    4 Novembre 2016
    in Cronaca

    Bruxelles – “Sono io ad essere terrorizzato dalla polizia. In realtà, chiamano noi terroristi”. Sono le parole del reporter Faycal Cheffou che lo scorso 22 marzo in poche ore divenne per tutti “l’uomo con il cappello” identificato come il terzo terrorista dell’attentato all’aeroporto Zaventem di Bruxelles. “Se digiti il mio nome su Google, esce ancora ‘terrorista’”, fa notare il giornalista.

    giornalista con cappello terro

    Sono passati quasi 8 mesi da quando la capitale belga subì l’attentato terroristico coordinato all’aeroporto di Zaventem e alla stazione della metro Maelbeek e Faycal Cheffou, arrestato e rilasciato dopo una settimana per mancanza di prove, racconta la sua vicenda alle telecamere di Human Rights Watch (Hrw): “Non c’è nessuna prova, niente. Ma in questo caso è la polizia che mi sta terrorizzando”.

    L’organizzazione internazionale sui diritti umani ha presentato questa mattina un rapporto sugli abusi perpetrati in questi mesi dalla polizia belga durante le operazioni antiterrorismo messe in atto all’indomani degli attentati di Bruxelles, 32 morti, e di Parigi del 13 Novembre del 2015, in cui morirono 130 persone.

    Il Belgio è il primo Paese da cui inizierà un lungo lavoro di Human Rights Watch sul rispetto dei diritti umani nell’applicazione delle misure antiterrorismo. Il Belgio è la cartina di tornasole per tutti i Paesi europei proprio, perché è il primo Paese dell’Occidente per numero di terroristi da lì provenienti che sono entrati nelle file dell’Isis. Secondo il governo federale almeno 450 belgi si sono uniti e hanno provato a unirsi allo Stato Islamico.

    Nelle 56 pagine del report “Motivi di preoccupazione: la risposta nella lotta al terrorismo da parte del Belgio dopo i casi degli attacchi di Parigi e Bruxelles”, sono documentati 26 casi di abusi da parte della polizia, dei soldati o delle autorità carcerarie nei confronti di persone della comunità araba e nord africana che vivono sul territorio belga, principalmente a Bruxelles, e sono sospettati o accusati di essere terroristi. “Tutti tranne uno sono musulmani”, si legge nel rapporto, “e tutti tranne due hanno origini nordafricane”.

    Gli abusi sono molti e diversi: dagli insulti come “sporco arabo” o “sporco terrorista”, “all’uso di azioni violente e improvvise per fermarli e arrestarli, fino all’uso eccessivo della forza nei confronti di chi è stato fermato perché sospettato di terrorismo ed è stato picchiato o sbattuto con la forza contro un’automobile”.

    Quando dal sospetto si passa al fermo e poi all’arresto la condizione di queste persone sospettate di terrorismo non cambia. Human Rights Watch ha denunciato casi di “isolamento prolungato nelle carceri, l’uso della sospensione dei passaporti e delle carte di identità, il governo belga ne ha sospesi 250, il ricorso a azioni investigative su e-mail e cellulari di persone sospettate di terrorismo”, mettendo così in pericolo la privacy. “Tutto questo senza che vi fosse alcuna autorizzazione giudiziaria”.

    Una delle misure antiterrorismo introdotte in Belgio nel 2015 stabilisce che è possibile mettere in isolamento un detenuto per un massimo di 23 ore al giorno. Human Rights Watch denuncia che ci sono casi in cui “alcuni detenuti sono stati tenuti in isolamento per almeno 10 mesi”. Inoltre, sempre secondo le testimonianze raccolte dall’organizzazione ci sono stati due casi in cui “le autorità carcerarie hanno continuato a mantenere il detenuto in isolamento sebbene avesse tentato il suicidio e lo psichiatra fosse stato informato che il detenuto ‘parlava con le mura’”. Attualmente almeno 35 detenuti per motivi terroristici sono in regime di isolamento.

    Non solo dentro le carceri, ma anche nelle strade della capitale belga ci sono situazioni che rischiano di far sfociare le misure di sicurezza nell’ambito delle violazione di diritti umani. Dal gennaio del 2015, dopo gli attacchi di Parigi, le vie di Bruxelles sono pattugliate da 1.800 soldati. “Sebbene il loro ruolo possa essere giustificato e proporzionale, un’eccessiva presenza dei militari per strada”, secondo Hrw, “non è  desiderabile in un contesto di polizia civile”.

    Human Rights Watch non ha parlato solo con coloro che hanno deciso di denunciare gli abusi. Hanno interpellato più di 30 attivisti dei diritti umani a livello nazionale e locale, ufficiali governativi, poliziotti, esperti di sicurezza e giornalisti e hanno visionato più di 30 proposte di legge e regolamenti relativi alla sicurezza antiterrorismo.

    L’organizzazione è stata ricevuta anche dal governo belga che ha dichiarato “che sono in corso numerose indagini su alcuni incidenti relativi a presunte violenze verbali e fisiche” di cui sono responsabili poliziotti che hanno agito nella fase successiva agli attacchi, ma che “si tratta di casi isolati e in nessun caso sono il risultato di una politica deliberata”.

    Sebbene l’organizzazione internazionale riconosca la necessità e il desiderio dei governi di adottare misure contro il terrorismo, “le azioni per combattere il terrorismo non devono essere prese a discapito dei diritti umani”, ha dichiarato Letta Tayler, ricercatrice di Hrw e autrice del rapporto, “La polizia e le autorità possono mettere in pratica le leggi e fare le indagini nel rispetto dei diritti umani. Questo è il modo efficace di combattere il terrorismo. Altrimenti”, ha aggiunto, “gli abusi non sono solo orribili e immorali, ma spingono le comunità a nascondersi o ad aver paura dello Stato e questo è proprio ciò che vuole l’Isis. Loro vogliono creare un muro tra il governo e le comunità islamiche”.

    Tags: abusiarabibelgiobruxellesFaycal Cheffougiornalistahuman rights watchIsisparigipoliziaterrorismoviolenza

    Ti potrebbe piacere anche

    Gara di atletica. Crediti: Nicolas Hoizey via Unsplash
    Sport

    I Campionati europei d’atletica scattano da Birmingham

    10 Agosto 2026
    Grand Place (Bruxelles). Crediti: Nate Holland via Unsplash
    Cronaca

    Il Dipartimento di Stato USA: viaggiare in Belgio espone a rischi di “criminalità, terrorismo e disordini”

    4 Agosto 2026
    Il giornalista Angelo Boccato, autore de' "L'ombra lunga dell'impero, Voci afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale"
    Cultura

    INTERVISTA/ L’eredità coloniale dell’Italia e non solo nel libro ‘L’ombra lunga dell’impero’ di Angelo Boccato

    3 Agosto 2026
    Riconoscimento facciale, AI Act, UE Italia
    Net & Tech

    L’UE richiama l’Italia sul riconoscimento facciale: “Controllo dei cittadini con l’IA è contro le regole”

    31 Luglio 2026
    Trasporti - clima - calore - Europa
    Green Economy

    Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    29 Luglio 2026
    diplomatici - Francia - Iran
    Cronaca

    Scontro sul caso dei diplomatici francesi in Iran: l’UE denuncia una violazione del diritto internazionale

    28 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Agosto 2026

    I dati preliminari di Frontex mostrano che tra gennaio e luglio gli attraversamenti contrari alle registrano complessivamente un 37 per...

    Emissioni Gas serra UE Eurostat

    Emissioni di gas serra, nell’UE aumentano dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    Bruxelles - Le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea tornano a crescere nel primo trimestre del 2026, ma a...

    ASILO EUROSTAT

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    I dati di Eurostat rilevano che ci sono state 9,4 prime richieste di asilo ogni 100.000 abitanti, un numero in...

    Carbone fossile Eurostat UE

    Uso del carbone ai minimi storici nell’UE: nel 2025 copre appena il 9,2 per cento dell’elettricità

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Agosto 2026

    Come rilevato dai dati di Eurostat, c'è una tendenza di lungo periodo che ha portato il carbone a passare da...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione