- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 17 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Hillary vs Donald, finale di partita velenoso

    Hillary vs Donald, finale di partita velenoso

    "È stata una campagna elettorale mediocre e cattiva. Ma il finale è stato molto peggio di tutto quello che s’era visto prima"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    8 Novembre 2016
    in Politica Estera
    #Usa2016, Clinton Trump voto

    Hillary Clinton e Donald Trump

    di Giampiero Gramaglia per Iaionline

    È stata una campagna elettorale mediocre e cattiva. Ma il finale è stato molto peggio di tutto quello che s’era visto prima: colpi bassi; accuse personali; la discesa in campo di personaggi decisamente marginali, come il direttore dell’Fbi James Comey e l’uomo in boxer, Anthony Weiner, diventati protagonisti tanto inattesi quanto determinanti.

    Dopo il terzo dibattito in diretta televisiva, la partita tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, era ancora aperta, ma orientata. Invece, la riapertura inopinata dell’inchiesta dell’Fbi, già archiviata, sull’emailgate ha rovesciato l’inerzia dall’avvicinamento al voto a favore del magnate, mentre l’ex first lady fatica a mantenersi a galla.

    È un po’ come se l’arbitro si sia messo a fischiare a senso unico, nelle ultime battute d’un match non ancora deciso. Anche la decisione di sabato sull’Arizona, uno degli stati in bilico, va contro Hillary e a favore di Donald: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha avallato la legge, voluta dai repubblicani e bloccata da una Corte d’Appello federale, che proibisce il voto anticipato.

    Un handicap per i democratici, perché sono soprattutto neri e ispanici a ricorrere al voto anticipato: due ‘constituencies’ pro-Clinton cruciali in uno Stato potenzialmente decisivo.Ottobre di sorprese, nella campagna, non ne ha portate una sola; e la coda di novembre s’è pure rivelata velenosa.

    Una settimana frenetica, allarmi, paure, minacce
    L’ultima settimana prima dell’ElectionDay, negli Stati Uniti è stata tesa e frenetica. Queste sono divenute elezioni da paranoia: un incubo, tra chi grida ai brogli, chi apre inchieste, chi ne conduce di soppiatto, chi razzia mail e chi le diffonde – gli hacker e Wikileaks. Un clima che favorisce il candidato repubblicano, più incline a gettarla in rissa, sulla rivale democratica, più precisa sui contenuti e a disagio quando si gioca ad alzare i toni. .

    L’Amministrazione statunitense si fa megafono del timore di un attacco di hacker massiccio, dalla Russia o da altrove, il giorno del voto, per gettare nel caos la democrazia Usa e mostrarne le fragilità, almeno tecnologiche – quelle sostanziali le ha già evidenziate la campagna. .

    L’intelligence mette in guardia dal rischio di un attacco dei terroristi di Al-Qaida – una cellula, o dei lupi solitari – che potrebbero colpire lunedì in Texas, o in Virginia, o a New York.

    E l’Fbi, da una settimana protagonista assoluto e schierato della campagna, starebbe indagando su falsi documenti volti a screditare la Clinton nell’ambito della più ampia indagine sui presunte interferenze russe.

    Verso il 20 gennaio
    Oltre18 mesi di campagna elettorale – il 22 marzo 2015, Ted Cruz, senatore del Texas, repubblicano, annunciava per primo la candidatura alla nomination -, quasi sei mesi di primarie e caucuses da gennaio a giugno, due convention, tre dibattiti presidenziali non condurranno, almeno formalmente, alla parola fine martedì prossimo.

    La sera dell’ElectionDay, però, si saprà chi sarà il 45° presidente degli Stati Uniti, salvo strascichi stile Florida 2000 tra George W. Bush e Al Gore: se per la prima volta una donna o per la prima volta una figura che non ha mai ricoperto un incarico pubblico né affrontato un voto popolare.

    Seguendo un preciso e complesso rituale costituzionale, le procedure per l’elezione del presidente andranno comunque avanti, dopo l’8 Novembre: il giorno chiave sarà mercoledì 19 dicembre, mentre l’insediamento avverrà venerdì 20 gennaio 2017.

    La procedura e i Grandi Elettori
    La Costituzione statunitense prevede che le elezioni si svolgano il martedì che segue il primo lunedì di novembre: dunque, quest’anno, l’8. Si vota per il presidente e il vicepresidente e per rinnovare parzialmente il Congresso: tutta la Camera, 435 seggi – oggi, 247 repubblicani e 188 democratici -, e un terzo del Senato, 34 seggi – 24 repubblicani e 10 democratici – su 100 – oggi, 54 repubblicani, 44 democratici e due indipendenti che votano per lo più democratico -, oltre a 12 governatori – sette democratici e cinque repubblicani – su 50.

    I mandati dei deputati durano due anni; quelli dei senatori sei: gli uni e gli altri sono rinnovabili senza – ma Trump vorrebbe rivedere questa norma. I mandati dei governatori durano quattro anni e sono rinnovabili una sola volta.

    Tradizionalmente, ci sono, inoltre, migliaia di consultazioni statali e locali e decine – o persino centinaia – di referendum statali e locali. Gli elettori, in genere, devono districarsi fra le schede, che siano moderne, elettroniche, o ancora con il vecchio, e contestato, sistema della punzonatura.

    Nei singoli Stati e nel Distretto di Colombia, dove sorge Washington, i votanti non eleggono direttamente il presidente, ma un collegio di Grandi Elettori in numero pari, per ogni Stato, alla somma dei senatori, due per ciascuno Stato, e dei deputati, variabili in funzione della popolazione.

    Il collegio elettorale si compone di 538 Grandi Elettori. Il numero minimo di Grandi Elettori per uno Stato è tre: Alaska, Delaware, Montana, North e South Dakota, Vermont, Wyoming e Distretto di Columbia. Il numero massimo è 55 (California), davanti a Texas 38 e New York 29. I numeri dei Grandi Elettori Stato per Stato vengono periodicamente adeguati alle variazioni demografiche.

    I collegi dei Grandi Elettori si riuniscono Stato per Stato il primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre: quest’anno, il 19 dicembre. I Grandi Elettori procedono a votazioni separate per il presidente e il vicepresidente. La norma vuole che, in tutti gli Stati, tranne Maine e Nebraska, tutti i voti dei Grandi Elettori vadano ai candidati che hanno ottenuto più voti popolari in quello Stato. Nel Maine – 4 – e nel Nebraska – 5 -, i voti sono contati nei singoli distretti elettorali.

    I risultati delle votazioni del 19 dicembre vengono trasmessi all’Ufficio del Registro federale, dove il Congresso li verifica entro la fine dell’anno.All’inizio di gennaio del 2017, il nuovo Congresso siede in sessione plenaria congiunta e procede al computo ufficiale dei voti elettorali. Il presidente del Senato annuncia l’esito delle elezioni e proclama il presidente eletto, se è stata raggiunta la maggioranza necessaria, cioè 270 Grandi Elettori su 538.

    Se così non fosse, toccherà alla Camera eleggere il presidente a maggioranza, votando per delegazioni di Stati, fra i tre candidati che hanno ottenuto più voti, e al Senato eleggere il vicepresidente, scegliendo fra i due candidati che hanno avuto più voti.

    Venerdì 20 gennaio, il processo si completa: il presidente e il vice-presidente prestano giuramento nelle mani del presidente della Corte Suprema ed entrano nel pieno delle loro funzioni. Saranno passate più di dieci settimane dall’ElectionDay. E chissà se l’inchiesta dell’Fbi sulle mail si sarà conclusa.

    Giampiero Gramaglia è consigliere per la comunicazione dello IAI.

    Tags: #ElezioniUsaclintonTrumpUsa2016voto

    Ti potrebbe piacere anche

    Bernd Lange, relatore della proposta. Fontw: EBS
    Economia

    Via libera finale dal Parlamento europeo all’accordo UE-USA sui dazi commerciali

    16 Giugno 2026
    Preparazione della foto di famiglia all'ultimo Summit del G7, nel giugno 2025, ad Alberta, in Canada. Source: EU Council
    Politica Estera

    Squilibri macroeconomici, Ucraina e Medio Oriente: i temi al Summit del G7 ad Evian

    12 Giugno 2026
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum. Source: EC - Audiovisual Service. Photographer : Dati Bendo
    Economia

    Accordo UE-Messico, arriva la firma ufficiale: meno dazi e più cooperazione geopolitica

    22 Maggio 2026
    Crediti: Carlo Carino by AI Mid via Imagoeconomica
    Economia

    Weber (PPE): “Mi aspetto il sì all’accordo UE-USA sui dazi, non possiamo perdere altro tempo”

    19 Maggio 2026
    Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio, insieme a Jamieson Greer, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, durante un loro incontro il 24 aprile 2026 a Washington. Fonte: Commissione UE
    Economia

    L’UE agli USA: “Noi siamo all’accordo di luglio, con dazi del 15 per cento”

    5 Maggio 2026
    Foto di gruppo dopo il punto stampa sul voto per delega in plenaria per i membri durante la gravidanza e dopo il parto (Bruxelles, 13 novembre 2025). Tra i presenti il relatore, lo spagnolo socialista, Juan F López Aguilar, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Foto di Daina Le Lardic. Copyright: © European Union 2025 - Source : EP
    Notizie In Breve

    Sì al voto tramite delega per le deputate UE incinte e dopo il parto

    28 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    fumo sigarette tabacco accise

    Accise sul tabacco, l’Eurocamera si ribella alla Commissione UE: chiesto il ritiro della proposta

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Giugno 2026

    Non solo la bocciatura della proposta dell'esecutivo UE: l'Eurocamera oggi (17 giugno) ha anche sconfessato la posizione approvata in precedenza...

    Manifestazione di agricoltori, allevatori, ambientalisti e cittadini, che nella mattinata di ieri, si sono riuniti di fronte all’emiciclo di Strasburgo per chiedere il respingimento il provvedimento sulle NGT. [Foto: Eunews]

    Sì del Parlamento UE alle Nuove Tecniche Genomiche, Guarda (Verdi): “Vogliamo agricoltori liberi o dipendenti dalle multinazionali?”

    di Caterina Mazzantini
    17 Giugno 2026

    Una nuova nomenclatura equipara piante con modifiche genetiche limitate a quelle simili ottenute con metodi tradizionali. L'allarme dell’eurodeputata italiana è...

    Un momento del summit UE-Russia del 2013 [foto: European Council]

    L’UE cerca canali di comunicazione con la Russia

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Giugno 2026

    Fonti UE rivelano che già nelle scorse settimane sono stati avviati contatti con Mosca per cercare vie diplomatiche per la...

    Source: Saverio De Giglio via Imagoeconomica

    Né buonismo, né estremismo. La forza delle regole batte chi lucra sul caos migratorio

    di Mattia de Grassi
    17 Giugno 2026

    Con il nuovo Patto l'Europa assume una linea più determinata nel contrasto all'immigrazione illegale. Sarà più facile rimpatriare ed esercitare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione