Bruxelles – La Commissione europea ha inflitto una multa da 166 milioni di euro a Sony, Panasonic e Sanyo perché le tre aziende, insieme a Samsung SDI, coordinavano i propri prezzi di vendita e si scambiavano informazioni sensibili sulle forniture di batterie utilizzate ad esempio nei computer portatili e nei telefoni cellulari, in violazione delle norme antitrust comunitarie. La Samsung non è stata multata in quanto è stata lei a rivelare l’esistenza del cartello, confermata poi dalle altre compagnie che hanno accettato l’ammenda e che verrà così divisa: il 50% sarà a carico di Panasonic e 20% a testa per Sony e Sanyo (il 10% a carico di Samsung le viene abbuonato).
Le aziende hanno avuto diversi incontri bilaterali e a volte anche multilaterali per evitare la competizione aggressiva nel mercato delle batterie a ioni di litio. In particolare hanno organizzato un incremento comune dei prezzi nel 2004 e nel 2007, in seguito agli aumenti temporanei del prezzo del cobalto, materiale usato per la costruzione delle batterie. Inoltre si scambiavano informazioni commerciali sensibili, come le previsioni di domanda e offerta, le previsioni di prezzo o le intenzioni riguardanti particolari offerte competitive organizzate da specifici produttori di cellulari, computer portatili o utensili elettrici.

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