- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » C’è una sola via per chi vuole evitare la Brexit: che si negozi l’uscita

    C’è una sola via per chi vuole evitare la Brexit: che si negozi l’uscita

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    3 Luglio 2017
    in Editoriali
    Brexit, referendum, negoziato

    Non è ancora stata pronunciata l’ultima parola sulla Brexit. Al momento, con le carte che abbiamo ora sul tavolo, tutto sembra portare inevitabilmente ad un abbandono di Londra, anche abbastanza “hard” per come il governo di Theresa May imposta il negoziato e come anche l’Unione europea si pone.

    Però le carte del mazzo forse non sono ancora state tutte giocate. Dalla Gran Bretagna continuano ad arrivare notizie, commenti e sondaggi che fanno credere che tra la popolazione e le imprese la decisione di un abbandono, duro, senza mercato unico, senza libera circolazione delle persone, non sia ancora stata compresa e digerita completamente.

    E’ anche vero che i due partiti principali sono schierati per la Brexit, ma le posizioni sono molto complesse. Il Labour aveva fatto una tiepida campagna contro, ed ora si è allineato “per rispettare la volontà popolare”, ma buona parte, forse la maggioranza in realtà resta contraria alla scelta di lasciare l’Ue. Anche tra i conservatori ci sono alcuni remainers. Il piccolo partito irlandese Dup offre una fragile stampella alla maggioranza di May punta all’uscita, ma con una posizione contraddittoria : “hard” su tutto meno che sul confine con l’Eire.

    C’è chi chiede un secondo referendum che possa invertire il senso del primo; c’è chi punta ad una rapida caduta dell’esecutivo di Theresa May e a nuove elezioni; chi cerca un’alleanza trans-partitica; chi tenta di introdurre elementi di ammorbidimento nel negoziato, sia da parte britannica sia europea. Sono strade complicate, alcune aprirebbero a una grande incertezza, altre non sembrano realmente praticabili.

    I protagonisti di questo confronto sembrano iniziare ad “autoalimentare” il proprio ruolo, a renderlo qualcosa che vale “in sé”, forse un po’ distaccato dalla realtà di quel che vogliono i britannici e quel che vogliono, che serve agli altri europei. May ha deciso che è utile dimostrare di essere alla guida di un Paese forte, che sa fare da solo, che anzi, farà meglio da solo, Michel Barnier, il negoziatore dell’Ue, vuol mostrare a tutto il Mondo che lasciare l’Unione è una sconfitta, che porterà debolezza e minor ricchezza. Queste posizioni potrebbero esser giuste, le sostengono menti di tutto rispetto. Potrebbero però essere sbagliate, eccessive, non utili, e questo lo sostengono ancor più menti di rispetto. La questione è non incastrarsi nei ruoli assegnati, ma svolgerli con coerenza e serenità, tentando di arrivare all’accordo possibile (che, riteniamo noi, non sarà mai un “buon” accordo, perché non può esserlo, può solo contenere i danni, per ambedue le parti).

    La strada da seguire, a nostro giudizio, è una soltanto: avviare finalmente il negoziato, in maniera che sia possibile arrivare ad un accordo ed evitando scorciatoie intermedie tipo elezioni o tentativi di referendum basati solo su tatticismi, slogan o sentimenti dettati dalla contingenza.

    Il negoziato deve essere fatto e deve essere concluso entro i tempi previsti. E deve esser condotto dal governo conservatore: perché loro sono i più convinti brexiters, perché hanno già una linea negoziale (più o meno…), perché il negoziato è già avviato e non c’è il tempo di fermarlo per ripartire magari con una guida diversa, magari con contenuti diversi. Si alimenterebbe solo la confusione, l’incertezza, il temuto disordine. E poi, nonostante il brillante risultato elettorale, i laburisti non hanno vinto le elezioni e non sono in condizioni di formare un governo.

    Dunque May e Barnier devono negoziare e arrivare ad un accordo possibile. A quel punto, solo a quel punto, quando davvero tutte le carte saranno sul tavolo, quando i cittadini britannici sapranno cosa vorrà dire Brexit (e lo sapremo anche noi continentali), allora sarà possibile, lealmente, proporre un secondo referendum sulle condizioni dell’uscita, nel quale gli elettori del regno avranno piena coscienza della scelta.

    Nel frattempo i partiti si saranno posizionati, avranno modo di spiegare passo passo le loro posizioni e potranno dire, ad esempio i laburisti, “questo è l’accordo che è stato possibile, e se queste sono le condizioni allora diciamo ‘no’ alla Brexit”. In questo paio di anni ovviamente tutti coloro che sono contro la Brexit, coloro che lo diventeranno, coloro che dubiteranno dei risultati dell’accordo, devono lavorare a questo obiettivo, ad una nuova consultazione dei cittadini, è un processo che va costruito. Ma è l’unico chiaro e democratico processo, per quanto è possibile in questo disgraziato percorso avviato con colpevole leggerezza da David Cameron.

    Se la linea dovesse passare non sarà difficile per i 27 accordarsi su come bloccare il processo: in fondo nel famoso articolo 50 non c’è scritto nulla che impedisca il passo indietro.

    Tags: barnierbrexitnegoziatoreferendumTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, DONALD TRUMP PRESIDENTE USA (Imagoeconomica)
    Editoriali

    Il disastroso “mid term europeo” di Trump

    24 Marzo 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Politica

    Referendum sulla giustizia, i Verdi Europei: “Votare No per difendere l’indipendenza della magistratura”

    19 Marzo 2026
    Brexit, Gibilterra
    Politica Estera

    Via libera UE alle proposte per l’accordo con Londra su Gibilterra. Commissione: “Garanzia di benessere per i cittadini”

    17 Febbraio 2026
    Robert Golob
    Politica

    Marcia indietro in Slovenia: saltano i referendum sulle spese militari e sulla Nato

    21 Luglio 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione