- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 19 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Il ministro degli Esteri catalano vola a Bruxelles: Pronti a dialogo se Madrid ci fa votare

    Il ministro degli Esteri catalano vola a Bruxelles: Pronti a dialogo se Madrid ci fa votare

    Potrebbe aprirsi uno spiraglio nel muro contro muro. Chiesta la mediazione dell'Ue, se Rajoy accetta di aprire un tavolo "possiamo discutere di tutto". Forse anche di rinviare il referendum?

    Paola Tavola</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@PaolaTavola" target="_blank">@PaolaTavola</a> di Paola Tavola @PaolaTavola
    28 Settembre 2017
    in Politica

    Bruxelles – A due giorni dal referendum sull’indipendenza la Catalogna non molla e oltre a chiamare, ancora una volta, l’Ue a rivestire il ruolo di mediatore, ribadisce la disponibilità a dialogare con Madrid e sembra profilare la possibilità di un rinvio del voto, che comunque è il presupposto a qualsiasi confronto con il governo spagnolo.

    A parlare da Bruxelles è stato il ministro degli Esteri del governo catalano, Raül Romeva, che ha espresso preoccupazione per “la democrazia spagnola che si deteriora di giorno in giorno”. Ricordando le parole pronunciate dal presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker che aveva parlato di “un’Europa grande per le grandi cose e un’Europa piccola per le piccole cose”, Romeva ha voluto chiarire che la questione catalana è “una cosa grande e richiede di essere trattata dall’Unione con il dovuto peso”. Anche la sindaca di Barcellona Ada Colau ha chiesto una mediazione della Commissione europea attraverso una lettera ai sindaci delle capitali degli altri 27 Stati dell’Unione. Però poco dopo un portavoce della Commissione Ue ha risposto ancora picche alla richiesta, affermando che “questa richiesta, formalmente, non è arrivata”, intendendo probabilmente che un eventuale passo in questo senso potrebbe esser fatto solo se il governo di Madrid, in quanto rappresentante di uno Stato membro, lo chiedesse.

    Catalogna, referendum, Bruxelles
    Raül Romeva

    E la credibilità dell’Unione, secondo il catalano, non si gioca tanto sul voto, ma piuttosto “sulla risposta che il governo spagnolo sta dando”. Ciò che sta dimostrando la Spagna è che “l’eredità del regime franchista è ancora presente nel Paese. Basta vedere chi occupa certe posizioni”, ha incalzato Romeva, affermando che “il processo di transizione che avrebbe dovuto portare all’affermazione dello Stato di diritto nel Paese sta fallendo”. Per questo, il ministro chiede “razionalità” e “soluzioni democratiche” a Madrid che “dice di voler difendere la costituzione, ma sta, essa stessa, violando la costituzione”.

    Romeva ha tenuto a ricordare che l’art.2 del Trattato dell’Ue prevede “il rispetto della libertà, della democrazia e dei diritti umani, compresi quelle delle minoranze”. Diritti che, invece, “Madrid sta deliberatamente violando” e che “dovrebbero essere difesi dall’Ue visto che i cittadini catalani sono, anche, cittadini europei”.

    “Ciò che mi aspetto dalle istituzioni europee – ha affermato – è che capiscano che questa situazione va risolta attraverso il dialogo politico”. “Lo spazio per trovare un accordo c’è”, ha assicurato Romeva, ma ciò che manca è la “volontà dell’altra parte in causa (il governo spagnolo, ndr) di sedersi al tavolo e discutere”. “Noi siamo pronti e abbiamo fatto già numerose offerte alla controparte”, ha ribadito, sottolineando che l’unica precondizione che il governo catalano è disposto ad accettare per instaurare il dialogo, oltre che al riconoscimento del diritto di tenere un referendum “chiesto dall’80 per cento dei cittadini, che siano per il Sì o per il No”, è “l’assenza della violenza”.

    Insomma, se Madrid vuole sedere al tavolo negoziale che Barcellona chiede, dev’essere chiaro che non gli sarà concesso nessun margine di manovra sul referendum che per i catalani “non è un punto negoziabile”, visto che “l’80% della popolazione – ha ripetuto più volte il ministro – chiede di procedere in questa direzione”. Se a vincere sarà il Sì il primo passo sarà quello di “aprire un periodo di transizione, sulla base di una legge già votata dal Parlamento catalano e istituire un’assemblea costituente”, ha assicurato Romeva. Se invece, a vincere sarà il No, la volontà dei cittadini “verrà riconosciuta, il governo regionale darà le dimissioni e ci saranno nuove elezioni”.

    A soli due giorni del referendum, dunque, l’unica prospettiva possibile per Madrid, nel caso in cui decidesse di avviare i negoziati, sarebbe quella di prendere tempo e provare ad ottenere il rinvio del voto e negoziare una, eventuale, transizione ordinata.

    Tags: Catalognacommissione europeageverno catalognaJean-Claude JunckerMariano Rajoyministro Esteri catalanoParlamento catalanoRaul Romevareferendum indipendenza catalogna

    Ti potrebbe piacere anche

    Vipera clima commissione UE Manon Aubry
    Salute

    L’eurodeputata Aubry morsa da una vipera. La Commissione UE: “Il cambiamento climatico può mutare il comportamento degli animali”

    18 Agosto 2026
    Proiezione di un filmato informativo sull'ebola in Uganda. Crediti: Correi Butler via Commissione europea
    Le Brevi

    Ebola, dall’UE 2,5 milioni di euro per i test di diagnostica rapida

    18 Agosto 2026
    Pale eoliche. Crediti: Vai al profilo di Karsten Würth Karsten Würth via Unsplash
    Economia

    Direttiva appalti pubblici UE, 26 imprese italiane ed europee chiedono maggiori riduzioni di carbonio

    18 Agosto 2026
    Istruzione Eurostat
    Le Brevi

    Eurostat: spesa UE per l’istruzione stabile al 4,7 per cento del PIL, ma l’Italia è sotto la media

    18 Agosto 2026
    Flessibilità spesa su sicurezza dell'energia
    Energia

    Bruxelles allarga la flessibilità sui conti: più spazio alla spesa per la sicurezza energetica

    17 Agosto 2026
    Tabacco consultazione pubblica Commissione UE
    Salute

    Tabacco, chiusa la consultazione della Commissione UE e già scoppia il caso trasparenza

    17 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu (sinistra) e il presidente russo, Vladimir Putin [foto: imagoeconomica]

    L’UE contro Putin e Netanyahu: “Attacchi contro personale umanitario e ospedali non sono un incidente”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Agosto 2026

    Da Kallas e Lahbib un atto di accusa che vale anche per i leader di Russia e Israele: "Violazioni del...

    inflazione

    Eurozona, a luglio inflazione confermata in rialzo al 2,9 per cento trainata dal caro-energia

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Agosto 2026

    Bruxelles - A luglio l'inflazione nell'eurozona si è attestata al 2,9 per cento, in rialzo rispetto a giugno (2,8 per...

    lagarde bce

    Lagarde contro i disfattisti: “Continuiamo a crescere, nonostante tutto”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Agosto 2026

    La presidente della Banca centrale europea predica ottimismo: "Economia positiva nel 2025 e anche nel 2026 nonostante lo shock energetico....

    [Pechino, piazza Tienanmen. Foto: European Council]

    Lagarde: “La Cina ora compete con l’eurozona per il 40 per cento dei nostri settori di punta”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Agosto 2026

    La presidente della BCE avverte sull'avanzata di Pechino: in vent'anni conquistato un 15 per cento di potenza industriale rispetto all'Europa....

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione