Bruxelles – “Il presidente Donald Tusk è stato rimandato a settembre”. Esordisce così il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi al termine del Consiglio Affari generali dove i ministri dell’Ue hanno discusso, tra l’altro, della lettera del presidente del Consiglio europeo nella quale si sostiene che le politiche migratorie devono farle i singoli Stati e non l’Unione.
“Non condividiamo il suo approccio”, ha insistito Gozi riferendosi alla posizione assunta dall’Italia e dalla larga maggioranza dei suoi colleghi al riguardo. “L’immigrazione è una responsabilità comune, e se qualcuno, come è stato riconosciuto all’Italia, fa bene – ha continuato il sottosegretario – questo non vuol dire che l’Ue non ha o non avrà la capacità di gestire il fenomeno. L’iniziativa di Tusk è un passo indietro rispetto al lavoro fatto in questi anni”.
Dunque “respingiamo l’approccio di Tusk, ed auspichiamo che ne sia elaborato uno nuovo per il Consiglio europeo (del 14 e 15 dicembre, ndr)”, ha continuato Gozi, secondo il quale “dobbiamo scommettere sull’Ue, non avere sfiducia. La responsabilità mostrata da alcuni Stati deve procedere di pari passo con la solidarietà, è fondamentale”.
Gozi ha poi parafrasato una commedia di Luigi Pirandello, dicendo che “nell’Unione abbiamo tanti presidenti, alcuni in cerca d’autore… credo sia meglio essere meno pirandelliani”.


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