- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 27 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Vertice sui migranti tra Gentiloni e i Paesi Visegrad. Ma è scontro tra Tusk e Commissione Ue

    Vertice sui migranti tra Gentiloni e i Paesi Visegrad. Ma è scontro tra Tusk e Commissione Ue

    L'incontro, a cui parteciperà anche la Commissione, prima del Consiglio europeo. Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia disposti a dare a un contributo economico per contribuire a fermare i flussi

    Lorenzo Consoli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LorenzoConsoli" target="_blank">@LorenzoConsoli</a> di Lorenzo Consoli @LorenzoConsoli
    12 Dicembre 2017
    in Politica Estera
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Giovedì 14 dicembre si incontreranno in un pre-vertice a Bruxelles, a partire dalle 11.15, il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e i primi ministri dei quattro paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia) per discutere della politica europea sull’immigrazione e l’asilo e dei contributi al Fondo fiduciario per l’Africa.

    L’incontro, a cui non parteciperà il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk avverrà poco prima dell’inizio del vertice Ue che riunirà i capi di Stato e di governo dei Ventotto giovedì e dei Ventisette (senza il Regno Unito) venerdì, sempre a Bruxelles.

    Secondo fonti del Consiglio europeo, la riunione avrebbe lo scopo di mettere a punto e poi annunciare “un sostanzioso contributo” dal parte dei paesi di Visegrad al Fondo fiduciario per l’Africa, che finora è stato finanziato solo dalla Commissione, dall’Italia e da pochi altri paesi, fra cui la Germania. La “finestra” Nord Africa di questo fondo serve, fra l’altro, a finanziare le iniziative dell’Italia e dell’Ue in Libia e in Niger, che stanno svolgendo un ruolo importante nella riduzione dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale e negli interventi miranti ad affrontare le “cause alla radice” del fenomeno.

    Alla base del pre-vertice Italia-Commissione-Visegrad, tuttavia, c’è anche l’esigenza di un confronto diretto fra visioni opposte (Italia e Commissione da una parte, paesi dell’Est dall’altra) della gestione della politica europea dell’asilo. Visioni opposte evidenti quando si consideri il boicottaggio sistematico da parte del gruppo di Visegrad del sistema dei ricollocamenti obbligatori (“relocation”), ovvero la redistribuzione negli altri paesi Ue di una parte dei rifugiati approdati in Italia e Grecia. Tanto che Ungheria, Polonia e Repubblica ceca sono state portate in Corte europea di Giustizia dalla Commissione per essersi rifiutate di accogliere i rifugiati che erano loro stati assegnati.

    Era stato lo stesso Juncker ad annunciare, l’estate scorsa, che vi sarebbe stata una riunione del genere, e a margine del Consiglio europeo di Ottobre il presidente della Commissione aveva già incontrato i leader di Visegrad. Questa volta ci sarà anche l’Italia, e nel frattempo c’è stata la novità di una presa di posizione di Tusk piuttosto difficile da accettare da parte della stessa Commissione.

    In una nota inviata a tutti leader dell’Ue, il presidente del Consiglio europeo afferma che “la nostra esperienza finora ha dimostrato che solo gli Stati membri sono in grado di affrontare la crisi migratoria in modo efficace. Il ruolo dell’Ue è quello di offrire il proprio pieno sostegno in ogni modo possibile per aiutare gli Stati membri a gestire la crisi migratoria. Ma a questo riguardo l’Ue non ha né la capacità né le possibilità giuridiche di sostituire gli Stati membri”.

    Tusk continua osservando che “come ha mostrato recentemente il ruolo dell’Italia riguardo alla Libia, un’azione decisiva da parte degli Stati membri, sostenuta dall’Ue e dall’assistenza degli altri paesi membri, ha dimostrato di essere efficace nella riduzione dei flussi migratori verso l’Europa”. E conclude sottolineando che “la questione delle quote obbligatorie (ovvero le ‘relocation’ dei richiedenti asilo, ndr) si è dimostrata altamente divisiva, un approccio che si è rivelato inefficace”.

    Affermazioni sorprendenti, che allineano Tusk sulle posizioni della Polonia e dell’Ungheria, che rivendicano il diritto di veto in questo campo e che sono da sempre contrarie all’idea (che in realtà è un obbligo sancito dal Trattato Ue) di una politica comune europea dell’immigrazione, con decisioni sottoposte alla regola della maggioranza qualificata in Consiglio.

    La nota di Tusk continua con una serie di domande ai leader dei Ventotto. In particolare, il presidente del Consiglio europeo solleva la questione di come rifrmare il Regolamento di Dublino sul sistema d’asilo dell’Ue, che sancisce il principio secondo cui lo Stato di primo approdo deve sobbarcarsi tutti gli oneri dell’accoglienza dei rifugiati, e chiede se i capi di Stato e di governo siano d’accordo sul fatto di dover “lavorare in modo consensuale per trovare entro giugno una soluzione che combini responsabilità e solidarietà riguardo alla riforma di Dublino”.

    Lavorare in modo consensuale significa, in sostanza, decidere all’unanimità a livello di capi di Stato e di governo senza ricorrere alla possibilità, prevista dal Trattato Ue, di decidere a maggioranza qualificata in Consiglio. Esattamente quello che chiedono i paesi di Visegrad. Inoltre, Tusk ignora totalmente il Parlamento europeo, che in queste materie è colegislatore insieme al Consiglio, e che ha già approvato a forte maggioranza una posizione negoziale sulla riforma di Dublino favorevole alla cancellazione del principio di primo approdo, e che propone l’introduzione di un sistema di “relocation” non solo obbligatorio ma automatico.

    E non finisce qui. Il presidente del Consiglio europeo, con un evidente sgarbo alla Commissione europea (che nel sistema istituzionale dell’Ue ha il monopolio dell’iniziativa legislativa) prospetta addirittura di avanzare lui stesso delle nuove proposte. “Sulla base di questa discussione – scrive ancora nella nota – i leader ritorneranno su questi temi per cercare di trovare un consenso a giugno 2018. Se entro allora non ci sarà una soluzione, che includa anche la questione delle quote obbligatorie (le ‘relocation’, ndr), il presidente del Consiglio europeo presenterà una proposta sulla strada da seguire (‘a way forward’, ndr)”.

    Secondo fonti diplomatiche, durante la discussione di queste note di Tusk da parte degli “sherpa” dei Ventotto, ieri a Bruxelles, solo Ungheria e Polonia hanno chiaramente sostenuto le posizioni del presidente del Consiglio europeo. Le maggiori critiche sono venute da Germania e Italia, che hanno sottolineato come le proposte di Tusk mettano in questione addirittura lo stato di diritto. “Quando si decide qualcosa, le decisioni devono essere applicate. Dopo tutto siamo un’Unione basata sullo stato di diritto”, hanno affermato i rappresentati italiano e tedesco, secondo le fonti.

    La risposta della Commissione è arrivata questo pomeriggio. Rispondendo ai giornalisti in una conferenza stampa a Strasburgo, il commissario Ue responsabile per la politica comune d’Immigrazione e Asilo, Dimitris Avramopoulos, ha definito senza mezzi termini le note di Tusk come un documento “antieuropeo”, “inaccettabile”, e che “mina il principio di solidarietà”.

    Lorenzo Consoli per AskaNews

    Tags: italialibyamigrantiPaolo GentiloniPoloniaRepubblica cecaSlovacchiaungheriaVisegrad

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Photo de max bushuevsur Unsplash
    Ambiente

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    25 Settembre 2026
    Photo de Ehud Neuhaussur Unsplash
    Ambiente

    La Commissione avvia l’infrazione contro tutti i Paesi UE sulle emissioni industriali e di allevamenti

    25 Settembre 2026
    Carburanti
    Energia

    Carburanti, nell’UE diesel oltre il massimo storico a 2,23 euro al litro

    24 Settembre 2026
    Acciaieria Ilva. Dall'Ue 1 miliardo anche per interventi a Taranto - Corte UE
    Industria e Mercati

    Ex Ilva, la Corte UE conferma la scelta italiana: nessun aiuto per l’energia ad ADI, è impresa in difficoltà

    24 Settembre 2026
    Il primo ministro dell'Ungheria, Péter Magyar, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 29 maggio 2026. Foto: Xavier Lejeune/EC - Audiovisual Service ]
    Le Brevi

    Ungheria, von der Leyen: “Ha fatto riforme importanti, ora l’UE sblocchi i 4,2 miliardi di Erasmus+ e Horizon”

    23 Settembre 2026
    Pieno di benzina. Crediti: Erik Mclean via Unsplash
    Le Brevi

    Eurostat, in UE prezzo dei carburanti su del 23,8 per cento ad agosto 2026 sull’anno prima

    22 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione