Bruxelles – “Questa strategia riguarda l’agricoltura e lo sviluppo rurale, il benessere degli animali e la coesione”. Così il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme. Raffaele Fitto, ha presentato la Strategia per l’allevamento adottata oggi (7 luglio) dalla Commissione europea. Fitto ha spiegato che il documento affronta le molteplici sfide che affronta il settore tra cui “la concorrenza globale, la necessità di rimanere redditizio e le aspettative della società in materia di benessere animale e sostenibilità”. Il testo è accompagnato da un Piano d’azione per le proteine, un’iniziativa che mira ad aumentare la loro offerta e la lora produzione nell’ Unione.
Durante una conferenza stampa tenuta insieme a Fitto, il commissario europeo per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha ricordato che il settore zootecnico europeo è una storia di successo europea in quanto impiega circa 7 milioni di persone e genera un fatturato annuo di circa 400 miliardi di euro, nonché un surplus commerciale di 37 miliardi .Tuttavia, “questo successo è a rischio a causa dell’aumento dei costi di produzione, degli eventi climatici, delle malattie animali e della bassa redditività”, una situazione che ha causato una riduzione del 10 per cento del numero dei capi di bestiame negli ultimi dieci anni.
Pertanto, la Strategia odierna definisce cinque priorità d’azione. La prima è lo sviluppo di un settore zootecnico resiliente e preparato alle crisi. Ciò significa collaborare con la Banca europea per gli investimenti per sviluppare schemi di assicurazione legati al clima e di supporto per i rischi di malattie animali.
Al secondo posto, la competitività: per garantire la prosperità del settore, il piano incoraggia l’innovazione tecnologica e promuove nuove opportunità di reddito per gli agricoltori attraverso l’economia circolare, le energie rinnovabili e la produzione di prodotti di origine biologica.
La terza è la sostenibilità. Al fine di ridurre le emissioni e proteggere l’ambiente, la strategia mira a utilizzare strumenti politici, ricerca e innovazione per ridurre ulteriormente le esternalità ambientali. Tenendo conto delle diverse specificità europee, promuove anche un approccio su misura.
Segue l’equilibrio territoriale: la Commissione intende contrastare lo spopolamento e l’abbandono dei terreni nelle aree rurali vulnerabili, in particolare ai suoi confini orientali. In questa fase, è previsto il supporto di un Osservatorio del territorio e delle politiche demografiche dell’UE.
Infine l’eccellenza. L’UE intende premiare gli allevatori che aderiscono a standard elevati in termini di benessere degli animali e di riduzione delle emissioni di carbonio. Ciò prevede anche una proposta per l’abbandono delle gabbie per alcuni tipi di bestiame e la garanzia che i prodotti importati soddisfino gli standard dell’Unione. L’obiettivo è sviluppare “un sistema europeo di eccellenza” e una campagna “Acquista europeo”.
Per quanto riguarda il Piano per le proteine, infine, l’esecutivo punta ad aumentare la quota di colture proteiche prodotte nell’UE – soia e legumi – per l’alimentazione animale, portandola dall’attuale 25 per cento al 35 entro il 2035. Hansen ha terminato la conferenza stampa dichiarando che secondo la FAO, il settore zootecnico dell’UE è già il più efficiente al mondo, ma che oggi è questa storia di successo è a rischio. “Dobbiamo superare i dibattiti polarizzanti e concentrarci su soluzioni pratiche”, ha concluso.

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