- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 10 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » “L’Ue imponga un prezzo alla CO2 prodotta e importata in Europa”

    “L’Ue imponga un prezzo alla CO2 prodotta e importata in Europa”

    Intervista ad Agime Gerbeti, autrice del libro “CO2 nei beni e competitività industriale europea”

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Aprile 2015
    in Non categorizzato
    CO2

    Roma – L’anidride carbonica è solo uno dei principali fattori dei cambiamenti climatici oppure la CO2 è una materia prima per il settore industriale? Come trovare un approccio globale che la tratti con standard uguali dovunque? A tutto questo cerca di rispondere Agime Gerbeti, senior expert sulle fonti di energia rinnovabili, l’efficienza energetica e la normativa internazionale sulle emissioni di CO2 presso il GSE – Gestore Servizi Energetici. Con il suo libro “CO2 nei beni e competitività industriale europea” di recente pubblicazione (stampato da Editoriale Delfino anche in inglese col titolo “A Symphony for Energy: CO2 in Goods”), Agime Gerbati avvia il dibattito, consapevole del fatto che “la risposta a questi problemi non si trova nel dibattito ideologico tra realisti e ambientalisti”. L’autrice parla a Eunews della sua pubblicazione e di sostenibilità. Su molti di questi temi un’occasione di dibattito di altro livello cis arà a Bruxelles la prossima settimana con il convegno organizzato da Eunews “How can we foster green growth?“.

    Come nasce questa pubblicazione?
    Mi sono sempre occupata di questioni energetiche e ambientali, specificamente di Kyoto prima per il ministero dell’Ambiente e poi ETS (il mercato dei diritti di emissione di CO2) per il ministero dello Sviluppo economico. Quattro anni fa mi sono resa conto che l’approccio alla materia era parziale. Non soddisfaceva né le aspettative ambientali, infatti le emissioni a livello globale aumentano business as usual, né un reale rinnovamento industriale europeo. Mi sono chiesta dove il meccanismo s’inceppava e il libro è la mia risposta.

    Qual è la conclusione del suo lavoro e quale contributo dà questo libro?
    La conclusione è che la CO2 è una materia prima del processo produttivo. Un materiale che ha oggi un costo solamente in Europa ma il conto, ci dicono gli scienziati, lo pagheremo tutti. L’Ue deve imporre un prezzo amministrato alla CO2 sia che questa venga prodotta o solo importata in Europa.
    Le faccio un esempio. Esistono dei limiti alle emissioni degli autoveicoli, che si traducono nii vari “Euro 5, Euro6”… Toyota, Hyundai, o altre case extra EU producono le macchine funzionalmente ai limiti imposti in Europa. Ma non è che su altri mercati vendano auto più inquinanti, accettano lo standard del più importante mercato mondiale. Così propongo che sia anche per la CO2 emessa nei processi produttivi. Quale contributo il mio libro? Spero di essere riuscita a mettere in fila tutte le questioni e di averlo scritto in maniera così semplice che davvero chiunque possa leggerlo e capire i termini del problema energetico ambientale.

    Quali scenari dobbiamo attenderci?
    Sul medio lungo periodo tutte le economie produttive emergenti adotteranno politiche per una limitazione delle esternalità negative e la prima sarà la Cina. Mi chiedo se saremo in tempo affinché i cambiamenti climatici siano reversibili e se nel frattempo esisterà ancora una seppur minima competitività industriale europea. Forse il vecchio continente, messo all’angolo, sceglierà di rinunciare alla produzione di beni a favore di una economia finanziaria e di servizi. Potrebbe non esserci spazio per tutti i lavoratori europei e quelli che dall’Africa e dall’Asia arrivano qui per cercare una speranza di vita. È un tipo di economia ad altissima scolarizzazione…

    C’è un nuovo approccio oggi in Europa sulle questioni legate alla sostenibilità?
    Si e no. È diffusa la sensazione che i risultati delle politiche adottate non vanno nella direzione auspicata e molte proposte nuove vengono formulate in ambiti strettamente settoriali, alcune simili alle mie conclusioni, ma al livello istituzionale si cerca di riaffermare strade battute o di rafforzarle. Ma questo è un atteggiamento tipicamente umano, la crisi economica genera paure e la paura ci fa chiudere dentro le nostre case ideologiche.
    Nel libro scrivo: “Quando una battaglia condotta con successo insegna un comportamento vincente, l’uomo tende a conservarlo anche a fronte di innumerevoli sconfitte. Non si arrende al fallimento ma ripropone la stessa strategia fino a quando non ne apprende una più con-vincente”.

    Oggi c’è un’attenzione crescente al contenuto di CO2 dei prodotti. Come mai?
    Concordo solo in parte. L’attenzione alle esternalità negative dei processi industriali è un lusso che solo i paesi ricchi possono permettersi e credo che, in tempi di crisi economica, anche molti consumatori europei preferiscano pagare meno un prodotto a prescindere dall’impatto che il processo produttivo ha avuto sull’ambiente. L’attenzione per il contenuto di CO2 nei prodotti deve essere ben più evidente che una dicitura sul retro della confezione, deve essere valorizzato economicamente. Un bene che ha utilizzato poca CO2 deve essere dunque anche più conveniente.

     

    “A Symphony for Energy: CO2 in Goods”, la copertina del libro
    “A Symphony for Energy: CO2 in Goods”, la copertina del libro

     

    Per un’Europa sempre più attenta all’impronta di carbonio di ciò che produce e/o importa, c’è un’uguale attenzione da parte dei Paesi emergenti? O si rischia di sacrificare la competitività dell’Ue in nome della sostenibilità?
    Naturalmente no, e non potrebbe essere diversamente. Anche il recente accordo Stati Uniti-Cina, sebbene rilanci speranze e aspettative, potrebbe essere una negoziazione sul trasferimento tecnologico in materia di drilling. Ma se lo immagina un produttore di pentole e tegami a Ouagadougou in Burkina Faso che s’interessa di cosa brucia per ottenere energia? O un cementiere in India? Credo che la questione sia più grande della sola competitività europea, credo che attenga al modo in cui l’umanità fronteggia un problema comune, tra Cina e India, Argentina e Africa subsahariana, Australia e Russia e, naturalmente, Stati Uniti e Medio Oriente. Nel frattempo osservo che in epoca pre-crisi, il taglio di uno 0,5% sul costo del denaro faceva esultare il sistema produttivo.
    Oggi il costo energetico tra approvvigionamento, tasse, oneri ambientali diretti e indiretti è molto di più dello 0,5%. È giusto che l’Europa se ne faccia carico ma, il suo impegno deve essere efficace per l’obiettivo di abbassare le emissioni globali.

    Alla luce della conferenza mondiale sul clima di Parigi, questo libro può fornire uno strumento di dibattito per i leader chiamati a prendere decisioni?
    Magari. Io credo che un accordo arriverà, e tutti saranno contenti, ma sarà così blando e dilazionato nel tempo che tutti saranno scontenti. La mia proposta potrebbe essere adottata, unilateralmente dall’Europa e spero dagli Stati Uniti, a prescindere da un accordo mondiale e sarebbe efficace da subito. Restituirebbe sul medio periodo un po’ di competitività alla agonizzanti industrie europee. Confesso che non sono affatto sicura che riceverebbe così grandi resistenze anche dai paesi emergenti. È una sfida nella quale vincerà chi sarà in grado di consumare meno pur producendo, di chi avrà la tecnologia per essere più efficiente del proprio competitor industriale, di chi avrà i più bassi costi energetici e il minor impatto di carbonio. Perché entrambi, energia e inquinamento, alla stregua del costo del lavoro, saranno moneta sonante, costi industriali vivi, spartiacque tra produzione e profitto.

    Tags: Agime Gerbatianidride carbonicaCO2GSEsostenibilità

    Ti potrebbe piacere anche

    INAUGURAZIONE A2A POWER HUB COLONNINE PER AUTO ELETTRICHE DISTRIBUTORI ENERGIA [Foto: imago economica]
    Green Economy

    Se l’Europa allenta i limiti alla CO2 per auto elettriche rischia un conto da 28 miliardi all’anno per i combustibili fossili. L’Italia perderebbe 36 miliardi

    8 Giugno 2026
    Gäddede, Sweden. [Foto: unsplash] risorse idriche, CO2
    Net & Tech

    L’ONU: entro il 2030 l’intelligenza artificiale “berrà” acqua quanto 1,3 miliardi di persone

    4 Giugno 2026
    Fonte: Imagoeconomica
    Green Economy

    Economia verde, 5,8 milioni di occupati UE nel 2023. Costruzioni e agricoltura trainano la crescita

    4 Giugno 2026
    Il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa (3 giugno 2026). Source: EC - Audiovisual Service
    Politica

    Avanti con transizione energetica, ricerca e lavoro di qualità: le raccomandazioni UE per gli Stati

    3 Giugno 2026
    [Foto: EC - Audiovisual Service]
    Energia

    Von der Leyen: “Per una vera indipendenza, accelerare l’elettrificazione”

    19 Maggio 2026
    Rinnovabili Italia
    Energia

    La BCE: “Da coordinamento su rinnovabili +42 per cento di solare e +110 per cento di eolico”

    18 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Termosifoni. Source: Carlo Lannutti via Imagoeconomica

    Il gas naturale sfiora il 30 per cento del consumo di energia delle famiglie UE

    di Giulia Torbidoni
    10 Giugno 2026

    Secondo i dati di Eurostat, nel 2024, Paesi Bassi (61 per cento), Italia (49,2 per cento), Ungheria (46,3 per cento)...

    Locandina del festival del nuovo Bauhaus europeo. Crediti: Commissione europea

    Via alla terza edizione del Festival del nuovo Bauhaus, von der Leyen: “Per essere più sostenibili e resilienti”

    di Iolanda Cuomo
    9 Giugno 2026

    Bruxelles - "Questo è il senso del nuovo Bauhaus europeo: uno sforzo condiviso per affrontare le questioni che più stanno...

    Ebola [fonte: unsplash]

    Lotta all’Ebola: la Commissione europea stanzia nuovi aiuti per 16,5 milioni di euro

    di Caterina Mazzantini
    9 Giugno 2026

    Fondi destinati al potenziamento della genomica, della sorveglianza epidemiologica e alla fornitura di kit diagnostici in collaborazione con l’Unione Africana...

    Allargamento InCE Franco Dal Mas

    InCE a Bruxelles: “La cooperazione regionale è la chiave dell’allargamento europeo”

    di Annachiara Magenta annacmag
    9 Giugno 2026

    Bruxelles - In un’Europa attraversata da tensioni geopolitiche e crescenti rischi di frammentazione, la cooperazione regionale torna al centro del...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione