- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 12 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Come Berlino può strangolare l’Italia

    Come Berlino può strangolare l’Italia

    [di Roberto Sommella] Lo schema teutonico è questo: nessuna condivisione dei rischi, salvataggi a carico dei paesi, fine degli acquisti di bond sovrani da parte della BCE e delle stesse banche nazionali. Autarchia finanziaria totale. L’Italia può dirsi al sicuro?

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    29 Aprile 2016
    in Non categorizzato
    Powered by powered by evolution group

    di Roberto Sommella, direttore relazioni esterne dell’Antitrust 

    Proviamo a capire cosa hanno in testa i tedeschi, rileggendo un loro concittadino? Lo studioso Jörg Huffschmid ammonì come il problema delle società avanzate fosse il “finanzcapitalismo” e non la crisi. La finanza al cubo ha infatti completamente rovesciato il concetto di capitale. C’è quello classico, che produce valore, quando si costruisce una scuola, un ponte, si creano posti di lavoro. Insomma, oggi è quasi un’utopia. Poi c’è il capitale contemporaneo, che il valore invece lo estrae, imponendo costi di salvataggio, manipolando tassi, erogando prestiti a chi non può chiederli, rovesciando sulla collettività i debiti degli altri. In Europa viviamo nel regime dell’estrazione di valore ma ci servirebbe piuttosto crearlo.

    Questa premessa serve per capire le mosse, alla luce del sole e non, che si stanno per compiere intorno al paese più indebitato dell’Unione, l’Italia, leader nella tradizionale costruzione di valore ma certo non efficiente nel finanzcapitalismo. A prescindere dalle lettere e dalle condivisioni dei piani di riforma che il governo Renzi sta presentando presso le istituzioni europee, un nodo scorsoio si sta stringendo intorno alla nostra gola. Cinque indizi possono fare una prova, che per il nostro paese potrebbe essere durissima.

    1. Salvataggi bancari. Nonostante le reiterate pressioni della Banca d’Italia e del ministero dell’economia, Bruxelles non modificherà la normativa sul bail-in, che tanto sta costando (insieme ad altri fattori come la sottocapitalizzazione) alle banche tricolori: per avere un’idea, nel primo trimestre del 2016 i nove principali istituti della penisola hanno perso in borsa oltre 48% del loro valore. In caso di necessità, per evitare che il salvataggio lo paghino azionisti, obbligazioni e correntisti sopra i 100.000 euro, ci dovrà quindi pensare Atlante [il nuovo fondo d’investimento creato per sostenere le banche italiane, NdR], con una potenza di fuoco tutta da decifrare. Meglio sarebbe aumentare la sua leva finanziaria, altrimenti lo sforzo titanico non sarà sufficiente.
    2. È ormai evidente che la Germania non vuole la garanzia comune dei depositi. Nonostante essa sia la base dell’unione bancaria, Berlino sta facendo di tutto per convincere ad ogni ECOFIN il presidente di turno olandese a mettere sul piatto questo scambio del tutto irricevibile: tutela UE dei conti correnti contro tetto al possesso dei titoli di Stato nei bilanci bancari, con conseguente eliminazione del risk-free. In soldoni significa che circa 1.600 miliardi di euro di bond sovrani potrebbero dover trovare altre allocazioni in Europa. Per l’Italia il conto si aggira intorno ai 100 miliardi di euro che finirebbero sul mercato con conseguente aumento dello spread (ricordate il 2011?). Nessuno ha avuto la forza di chiedere ad Angela Merkel se crede ancora nell’Europa, perché questa operazione che i suoi saggi, d’intesa col ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, hanno messo a punto, sa tanto di scissione finale: Europa solida del nord da una parte, Europa indebitata del sud dall’altra.
    3. Tutti o quasi concordano che senza un ministro del Tesoro europeo la confederazione resterà tale. Un ministro unico può emettere debito e farselo comprare alla bisogna dalla Banca centrale europea. La proposta è arrivata in primis dalla Francia e dalla Germania, ma anche in questo caso sembra che Parigi e Berlino pensino piuttosto ad un direttorio dei bei tempi andati e non certo ad un Tesoro dei 19 paesi dell’euro. Anche perché questa scelta – cruciale e importantissima – sarebbe il via libera alla successiva emissione di eurobond, uno strumento che la Germania vede come il diavolo, come ha dimostrato nel bocciare i migration bond proposti dall’esecutivo Renzi. Dunque attenzione: quando Merkel, Hollande e i loro stretti collaboratori parlano di ministro unico, forse pensano al ‘‘loro ministro unico’’, una tavola apparecchiata per quattro o cinque paesi nordici al massimo, che non prevede l’Italia. Salvo non assegnarli compiti e poteri di veto fortissimi nelle finanze pubbliche dei paesi più indebitati, il che equivale a dire la stessa cosa. Berlino non vuole alcuna condivisione dei rischi e delle spese (conti correnti, banche, migranti) e nessun debito comune. Pensar male è un peccato ma a volte ci si azzecca.
    4. L’Italia ha meritoriamente presentato a febbraio scorso una proposta per rivedere i trattati e principalmente il fiscal compact. Nato lustri fa quando non si ipotizzava nemmeno il fallimento della Lehman Brothers e la deflazione, il patto di stabilità e di crescita alla fine non ha centrato né l’una né l’altra. La flessibilità che serve davvero è quella legata allo scomputo delle opere pubbliche dal deficit e di tutte le spese che i paesi devono affrontare – in assenza di una politica comune europea – per fronteggiare l’immigrazione e il terrorismo jihadista. Altrimenti si dovranno varare manovre da decine di miliardi di euro per raggiungere target che non hanno più senso in questo contesto. Purtroppo, nessuna di queste istanze sembra essere appoggiata da Berlino, che preferisce andare avanti sul rigore in beata solitudine.
    5. Il quantitative easing della BCE, portato sopra la soglia dei 2.000 miliardi, ha avuto l’indubbio vantaggio di ridurre il cambio euro-dollaro, favorendo le esportazioni e azzerando i tassi (e Draghi ha confermato che a zero rimarranno fino al 2017). Allo stesso modo, il bazooka di Francoforte ha fatto virare in negativo i rendimenti dei titoli di Stato di moltissimi paesi emittenti, ma questo comporta che la Germania, che ha le sue assicurazioni scoperte sul fronte dei rendimenti promessi ai propri clienti, prima o poi dirà stop. È difficile indicare una data, ma è molto probabile che essa cadrà ben prima della fine del mandato di Mario Draghi, previsto per il 2019. In questi tre anni sono previste elezioni cruciali in Germania, Francia, Italia e Unione Europea e il referendum sulla Brexit. Berlino si muoverà in anticipo per avere un tedesco alla guida dell’Eurotower, una delle poche cose che potrebbe sopravvivere alla fine dell’Unione, che imponga il rialzo dei tassi e la fine della politica monetaria accomodante salva-spread.

    Lo schema teutonico è dunque questo: nessuna condivisione dei rischi, salvataggi a carico dei paesi, fine degli acquisti di bond sovrani da parte della banca centrale e delle stesse banche nazionali. Autarchia finanziaria totale: chi ce la fa da solo, vivrà. Noi italiani possiamo dirci al sicuro?

    Pubblicato sull’Huffington Post il 29 aprile 2016. 

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Laboratorio. Crediti: Julia Koblitz via Unsplash
    Le Brevi

    UE, più di 20.000 candidature per il programma di ricerca “Marie Skodovskaya Curie”

    11 Settembre 2026
    Emma Bonino, membro della Commissione responsabile per la pesca, la politica dei consumatori e l'Ufficio umanitario della Comunità europea (ECHO) partecipa al seminario "Humanitarian Echoes" sugli aiuti umanitari che si è svolto con la partecipazione di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. 7 ottobre 1997. Source: EC Commission
    Cronaca

    Tra cordoglio e ricordi, da Bruxelles il saluto delle istituzioni UE a Emma Bonino

    11 Settembre 2026
    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo
    Politica

    Discorso sullo stato dell’Unione, Ceuta, gli incendi e le ingerenze esterne: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

    11 Settembre 2026
    India
    Le Brevi

    UE-India, la Commissione invia al Consiglio la proposta per la firma dell’accordo di libero scambio

    11 Settembre 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Politica Estera

    L’UE presta 6,1 miliardi all’Ucraina per l’acquisto dei missili Patriot

    11 Settembre 2026
    Le Brevi

    Eurostat, leggera crescita dell’occupazione nell’UE nel secondo trimestre

    11 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Laboratorio. Crediti: Julia Koblitz via Unsplash

    UE, più di 20.000 candidature per il programma di ricerca “Marie Skodovskaya Curie”

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - Sembra che ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo non vedano l'ora di continuare le loro carriere in...

    Emma Bonino, membro della Commissione responsabile per la pesca, la politica dei consumatori e l'Ufficio umanitario della Comunità europea (ECHO) partecipa al seminario "Humanitarian Echoes" sugli aiuti umanitari che si è svolto con la partecipazione di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. 7 ottobre 1997. Source: EC Commission

    Tra cordoglio e ricordi, da Bruxelles il saluto delle istituzioni UE a Emma Bonino

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    La presidente dell'Eurocamera, Metsola: "L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza". La Commissione europea omaggia la leader radicale...

    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo

    Discorso sullo stato dell’Unione, Ceuta, gli incendi e le ingerenze esterne: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Von der Leyen illustrerà le priorità dell'anno a venire. Il portavoce del Partito popolare europeo: "Se si considerano tutti gli...

    India

    UE-India, la Commissione invia al Consiglio la proposta per la firma dell’accordo di libero scambio

    di Redazione eunewsit
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha presentato oggi (11 settembre) al Consiglio le sue proposte per la firma e la conclusione...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione