- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 29 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cultura » Perugia si vuole Capitale della Cultura, ripensando l’essere città

    Perugia si vuole Capitale della Cultura, ripensando l’essere città

    Continua il nostro viaggio tra le città candidate a capitale europea della cultura 2019. Dopo l'incontro con Ravenna intervistiamo il professor Bruno Bracalente, presidente della Fondazione “Perugiassisi2019”

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    3 Febbraio 2013
    in Cultura

    Continua il nostro viaggio tra le città candidate a Capitale Europea della Cultura 2019. Dopo l’incontro con Ravenna intervistiamo il professor Bruno Bracalente, presidente della Fondazione “Perugiassisi2019”

    Perché diventare capitale europea della cultura per Perugia, Assisi e per tutto il territorio umbro? 

    L’Umbria ha bisogno di cambiare, di aumentare l’intensità di cultura nella società e nella economia, di proiettarsi maggiormente nella dimensione europea e internazionale. Siamo convinti che la candidatura a Capitale Europea della Cultura per Perugia, assieme ad Assisi e l’Umbria, possa rappresentare un momento di passaggio, che porterà a percorsi di trasformazione e innovazione delle città e della regione, attraverso la cultura. E’ stato così per tutte le città che sono state capitali della cultura in passato. Nel momento di crisi che stiamo vivendo, questa è anche, e soprattutto, un’opportunità per avviare un nuovo ciclo di sviluppo economico, attraverso nuovi investimenti e nuove politiche.

    Ci può dare delle anticipazioni sui punti e sui momenti più importanti della vostra proposta di candidatura?

    Pensiamo a un’idea di città fortemente ancorata alle radici storiche e ai valori permanenti che da sempre le caratterizza, ma con una visione e una tensione rivolta al futuro. Se saremo Capitale vogliamo proporre ai cittadini europei non una semplice occasione per assistere ad eventi o per consumare servizi culturali, ma un invito a venire a riflettere insieme a noi sul modo di essere città, di reinventarsi come città; ossia la città come produzione di idee, come capacità di accoglienza e come luogo di dialogo. Queste erano le tre peculiarità delle nostre città medievali, che vogliamo riproporre e proiettare nell’Europa del futuro.

    Avete dei progetti “nuovi”, oltre la storia e la cultura di due città antiche come Perugia e Assisi?

    Siamo convinti che questi tre modi di fare città a cui ho accennato debbano essere orientati nel futuro attraverso l’uso intenso e diffuso delle nuove tecnologie, oggi imprescindibile. La nostra visione non è certo quella legata ad un’idea nostalgica della città del passato; al contrario vorremmo una città basata sui valori che da sempre la connotano, ma trasportata e introdotta nel nuovo, resa contemporanea e fruibile nella contemporaneità. Pensiamo al ruolo che possono avere le tecnologie digitali per quelle dimensioni della città, per l’accoglienza, per il dialogo, per il restauro, per la riqualificazione e la rivitalizzazione dei centri storici medievali, per connettere e rendere sistema la fitta rete di borghi storici e piccoli centri che caratterizza il modello insediativo umbro, per costruire un terreno di coltura per l’innovazione soprattutto sociale. Pensiamo alle tecnologie come mezzo, per esaltare e rendere contemporanee quelle dimensioni del modo di essere città, non certo come fine, come invece sono talvolta intese.

    Qual è la dimensione europea del progetto?

    Noi partiamo, come credo si debba fare sempre, dalle radici storiche, locali, delle città, che devono essere certamente rivendicate, non celebrate, e poi rivolte verso il domani, per offrire un modello di città che si adatti alle esigenze contemporanee e future dei cittadini europei. È l’Europa stessa che nelle sue ultime raccomandazioni ha sottolineato l’importanza della creatività e dell’atmosfera creativa come direttrici di sviluppo e sulla centralità di produzione di nuove idee che devono indirizzarsi le città. Non saremo certo solo noi a proporlo. Però l’Umbria può forse offrire all’Europa qualcosa di specifico quanto a cultura, humus creativo, oltre alla pratica del dialogo e dell’accoglienza, che sono pilastri fondamentali per la convivenza pacifica e operosa, ma anche basamenti della tolleranza, della diversità culturale, dell’integrazione. Tutti elementi su cui si discute come sfida in Europa. All’Europa è stato assegnato quest’anno il premio Nobel per la pace. San Benedetto da Norcia ne è il patrono; Assisi è città della pace e del dialogo religioso a livello planetario; da Perugia ad Assisi si fa da oltre mezzo secolo la marcia per la pace. Il dialogo interculturale e interreligioso per la pace è un tema centrale della nostra candidatura. Ma la dimensione europea del progetto l’affermeremo attraverso molte forme di cooperazione culturale con artisti europei, considerando Perugia e Assisi come l’incrocio tra direttrici culturali che vanno da Nord a Sud e da Ovest ad Est, verso tutta l’Europa orientale e in particolare verso la Bulgaria, che esprime l’altra capitale europea della cultura.

    Vi siete ispirati ad esempi positivi in Italia o in Europa di città che hanno vinto il titolo di capitale europea della cultura

    Noi lavoriamo ad un progetto originale, però abbiamo studiato tutte le principali esperienze di capitali europee della cultura. Un po’ meno le tre precedenti italiane perché non più attuali o con caratteristiche troppo diverse dalla nostra realtà. I modelli di riferimento sono quelli delle città capitali che nel progetto hanno coinvolto altre città e il territorio circostante. E che hanno utilizzato il grande evento come momento di un più impegnativo processo di trasformazione economica e di rigenerazione urbana. Non siamo una città industriale in declino e non abbiamo grandi aree dismesse da riutilizzare, ma abbiamo ugualmente bisogno di dare nuova vita culturale, sociale ed economica ai nostri centri storici, a partire da quello di Perugia.

    Che tipo di ritorno vi aspettate? Prettamente turistico o che si insedino anche delle realtà culturali a lungo termine?

    Ci aspettiamo ovviamente un ritorno di tipo turistico, ma un altro obiettivo importante è il radicamento di nuove realtà imprenditoriali nella nuova economica della cultura e della creatività a Perugia e in Umbria. Nuove imprese e forme di economia, soprattutto della conoscenza, che diano opportunità di lavoro ai tanti giovani ad alta scolarizzazione, che nelle nostre città e nel nostro Paese hanno poche prospettive e opportunità. A Perugia ci sono due università, un’università italiana e una per stranieri e ci sono altre importanti istituzioni accademiche, come l’Accademia di Belle arti e il Conservatorio di musica; eppure siamo una regione che più di altre sperimenta il fenomeno della emigrazione di laureati. Per questo dobbiamo non solo valorizzare le istituzioni accademiche come ricchezza, anche nella candidatura (siamo l’unica città candidata che le possiede tutte e quattro), ma soprattutto costruire le condizioni affinché nella città si sviluppino nuove attività imprenditoriali per giovani ad alta scolarità, in tutti i settori legati direttamente o indirettamente alla cultura e alle attività creative che pure sono ispirate da contenuti culturali.

    Dunque per voi, nonostante la crisi, ha ancora un senso parlare di economia della cultura?

    Non solo ha senso, ma non vedo con che altro si possa ripartire. Cultura e innovazione rappresentano la leva principale su cui agire per rimettere in moto l’economia. C’è bisogno di industria di qualità, di turismo di qualità (e quello culturale lo è in massima misura), di apertura internazionale. C’è bisogno di internazionalizzare le nostre città come si internazionalizzano le imprese. Ed essere Capitale Europea della Cultura è una occasione senza pari di internazionalizzazione delle città.

    Il premio alla città capitale è di un milione e mezzo di euro. Come intendete reperire e utilizzare gli altri fondi necessari per l’attuazione del progetto?

    Il programma culturale sarà composto da numerosi eventi la cui realizzazione evidentemente comporta un costo, che nelle esperienze recenti è stato mediamente dell’ordine di 30 milioni di euro. In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, e che non sarà facilmente superata, dovremo probabilmente, tutti, stare un po’ attenti a limitare i costi. In ogni caso si tratta di un’operazione costosa per la quale si dovranno trovare le risorse: dalle istituzioni pubbliche, compreso il governo nazionale, dalle fondazioni bancarie, dalle camere di commercio, dagli sponsor privati. Ma un progetto di candidatura è fatto anche di investimenti in infrastrutture, che richiedono risorse anche molto consistenti, da reperire su altri fondi, regionali, nazionali ed europei, a partire da quelli relativi al nuovo ciclo di programmazione 2014-2020. A questo proposito mi sembra degno di nota il fatto che molte delle città candidate si impegnano fin da ora a realizzare in ogni caso i principali progetti proposti per la candidatura, anche se non conseguiranno il titolo di capitale della cultura. Sarebbe in effetti un peccato, e un incomprensibile spreco di risorse, se questo grande sforzo progettuale in cui molte città sono impegnate da tempo restasse senza seguito. Per questo sosteniamo l’idea di costruire un “Progetto Italia 2019”, che sia il risultato della somma e dell’integrazione dei progetti più significative che in questi mesi si stanno definendo in tutto il Paese.

    Dunque la vostra intenzione è che i progetti restino oltre il 2019?

    Certo. Il valore aggiunto di una Capitale Europea della Cultura è produrre eredità, quindi vogliamo che i progetti infrastrutturali che si stanno studiando vivano oltre il 2019. Gli investimenti fin dall’inizio, dalla fase di partecipazione alla competizione per il titolo, devono essere intesi come un modo di avviare, di dare uno stimolo forte a un percorso di sviluppo di lungo termine della città, di lanciare una nuova fase della sua economia.

    Le candidate italiane che concorrono per questo titolo sono tante, che cosa pensa di offrire il progetto Perugia in più delle altre?

    La competizione pensiamo si vinca sulla capacità di proporre idee nuove e convincenti e noi cercheremo di essere più innovativi e convincenti possibile. In ogni caso, questa è una competizione virtuosa che farà bene all’Italia.

    Da quanto tempo state lavorando al progetto?

    La Fondazione Perugia-Assisi 2019 è nata nell’aprile 2012, ma le amministrazioni comunali hanno iniziato a pensare e a lavorare alla candidatura fin dal 2008. Di lavoro ne è stato fatto e ne stiamo facendo molto. Invito tutti a visitare il nostro sito dove si possono seguire tutte le nostre attività e in cui sarà presto pubblicato in maniera più dettagliata il nostro manifesto di candidatura, www.perugiassisi2019.eu.

    Chiara Celluprica

    Nella prossima puntata intervisteremo Enrico Centofanti per la candidatura di L’Aquila.

    Tags: culturaperugia capitaleue

    Ti potrebbe piacere anche

    e-commerce [foto: imagoeconomica]
    Net & Tech

    Nate per colpire Temu e Shein, applicabili anche per Amazon: dall’UE tasse alle piattaforme di e-commerce

    27 Marzo 2026
    Coesione
    Agenda europea

    Asse Toscana-Lombardia contro la centralizzazione dei fondi del bilancio UE

    26 Marzo 2026
    Il traffico merci mancato causa pandemia e lockdown vale circa 46 milioni di tonnellate [foto: sculpies / Shutterstock per Eurostat]
    Mobilità e logistica

    Sale al 25 per cento il trasporto su gomma, ma il mare resta la via più utilizzata

    26 Marzo 2026
    [foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]
    Politica

    Aula divisa ma sull’immigrazione vince il ‘sì’ alla stretta, il Parlamento UE approva il controverso regolamento rimpatri

    26 Marzo 2026
    Case Green clima
    Energia

    L’Enea a Bruxelles: la certificazione energetica degli edifici è decisiva per le politiche e la consapevolezza

    26 Marzo 2026
    La sede della Corte di Giustizia dell'Ue. Fonte: Imagoeconomica
    Cronaca

    La Corte UE conferma il congelamento di fondi per 5 imprenditori di spicco in Russia

    26 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione