- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 12 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » «Rompere il silenzio sui Cie», la campagna ‘Open access now’ arriva al Parlamento europeo

    «Rompere il silenzio sui Cie», la campagna ‘Open access now’ arriva al Parlamento europeo

    Associazioni, giornalisti e deputati chiedono di poter controllare i Centri di detenzioni per migranti. Ad appoggiare questa battaglia c'è anche il neo ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    30 Aprile 2013
    in Cronaca

    Associazioni, giornalisti e deputati vogliono poter controllare i Centri di detenzioni per migranti
    Ad appoggiare questa battaglia c’è anche il neo ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge

    cie immigratiI migranti rinchiusi nei Centri di identificazione ed espulsione presenti nell’Unione europea sono migliaia. Nell’Ue e alle sue frontiere meridionali e orientali il numero dei Cie è cresciuto negli ultimi anni passando da 324 nel 1999 a 473 nel 2011 (guarda la mappa). La capacità conosciuta di questi centri è di circa 37mila posti. Ma si tratta di cifre approssimative visto che la quantità di persone detenute è superiore alla capacità teorica di accoglienza. In queste strutture è vietato l’accesso, se non in circostanze eccezionali, a giornalisti e associazioni mentre è permesso solo a parlamentari. E questo nonostante la direttiva “Rimpatri” della stessa Ue preveda che «i pertinenti e competenti organismi ed organizzazioni nazionali, internazionali e non governativi hanno la possibilità di accedere ai centri di permanenza temporanea». Per questo nell’ottobre del 2011 è partita la campagna «Open Access Now» lanciata da Migreurop e Alternative europee, una campagna che ora, con il patrocinio delle eurodeputate Hélène Flautre dei Greens e Marie-Christine Vergiat della Gue/Ngl è arrivata anche al Paramento di Bruxelles. Grazie al loro appoggio e a quello di altri parlamentari europei e nazionali nei prossimi mesi verranno effettuate varie visite in diversi luoghi di detenzione per compilare un inventario delle condizioni di vita all’interno di questi centri, condizioni che restano troppo spesso opache.

    «La nostra principale richiesta è che venga concesso il diritto di accesso della società civile ai luoghi di detenzione per permetterle di svolgere un ruolo di allerta» spiega Alessandra Capodanno di Migreurope. «Chiediamo il rispetto del diritto all’informazione come prescritto dalla carta dei diritti universale, ma anche il diritto delle persone detenute di comunicare all’esterno. E non solo con i deputati, noi vogliamo una vigilanza dei cittadini». Ai parlamentari è concesso infatti entrare nei Cie ma solo dietro un preavviso e soltanto in determinati centri. «Questo non basta, in Francia mi hanno permesso di entrare solo in quello che viene considerato un centro di eccellenza e dopo ampio preavviso. In questo modo è facile preparare la struttura e farla apparire meglio di quello che è normalmente. Con visite a sorpresa invece sarebbe possibile valutare quali sono le reali condizioni in cui vengono tenuti i migranti» afferma la deputata francese Vergiat.

    Le denunce di violazioni dei diritti umani sono molteplici e tantissimi gli atti di autolesionismo. I periodi di fermo variano da Stato a Stato, in Spagna ad esempio si va dai 40 ai 60 giorni, mentre in Italia da 2 a 18 mesi. Ma in un sistema così difficile da controllare i casi limite non sono rari. «Un cittadino Ivoriano è rimasto in un Cie per 4 anni prima di essere rilasciato» denuncia Alexis Deswaef, presidente dell’Ong belga Lega dei diritti dell’uomo, che ha aderito a Open Access.

    In Italia la campagna “Lasciateci entrare” è stata lanciata quando nell’aprile 2011 l’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, bloccò l’accesso nei centri ala stampa anche se accompagnata da parlamentari, un divieto poi sospeso quando al leghista è succeduta Anna Maria Cancellieri. «Il problema però resta perché che il potere discrezionale delle prefetture è totale, la maggior parte delle volte alle nostre richieste ci viene risposto che entrare nel Cie è impossibile a causa di non meglio specificati “lavori in corso”» dichiara Flore Murard-Yovanovitch, una delle giornaliste che hanno aderito alla campagna in Italia. «Noi chiediamo al Ministero di darci tutti i documenti i contratti per vigilare sulle condizioni delle persone che si trovano nei Cie, ora prevale l’opacità totale» continua la giornalista.

    Tra le attiviste che hanno aderito alla campagna nel nostro Paese c’è anche Cecile Kyenge Kashetu, appena nominata ministro dell’Integrazione del governo Letta. La sua, in quanto attivista della Rete primo marzo, è una delle testimonianze raccolte nel video di Open Access now, dove Kyenge denuncia: «Ci sono 13 centri di detenzione in Italia, ci sono spesso violazioni dei diritti umani, della libertà personale e ci sono anche violazioni per quanto riguarda la tutela giuridica, perché la maggior parte delle persone viene incarcerata senza avere diritto a un processo». Ora la sua voce arriverà all’interno delle stanze del potere, chissà se verrà ascoltata.

    Alfonso Bianchi

    Articoli correlati:
    – Amnesty al Parlamento europeo: Basta migranti morti in mare
    – Nel 2012 nell’Ue 330mila richieste d’Asilo, il 73% sono state respinte

    Guarda il video della campagna Open access now

    Tags: Cécile KyengeCieimmigratiLasciateci entraremigrantiOpen access nowrimpatri

    Ti potrebbe piacere anche

    Il centro di Gjader, in Albania [Via Imagoeconomica]
    Diritti

    L’Eurocamera certifica la stretta sui richiedenti asilo e apre le porte al ‘modello Albania’

    10 Febbraio 2026
    August 4, 2024, Italy: A boat carrying 47 people from Bangladesh and Syria plus two others who appeared to be smugglers, they drove the boat away again and were found in the Central Mediterranean. More than 30,000 people have died or gone missing in the Mediterranean Sea since 2014 while trying to reach Europe, according to figures collected by the International Organisation for Migration. (Credit Image: © Sally Hayden/SOPA Images via ZUMA Press Wire)
    Cronaca

    Centinaia di persone migranti disperse nel Mediterraneo e il “silenzio intollerabile” dell’Unione europea

    5 Febbraio 2026
    migranti mediterraneo centrale
    Diritti

    Migranti, 15 vittime a largo di Chios, dopo lo scontro con la Guardia Costiera greca. L’Ue: Tragedia causata dai trafficanti

    4 Febbraio 2026
    visti rimpatri diplomazia
    Diritti

    L’UE ora punta sulla diplomazia migratoria. A partire dalla stretta sui visti per chi non coopera sui rimpatri

    29 Gennaio 2026
    Tunisia Migranti Pushback
    Politica Estera

    Rimpatri e Paesi terzi sicuri, in Aula le critiche al PPE per l’alleanza con l’estrema destra

    17 Dicembre 2025
    La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Photo: Emil Nicolai Helms/Scanpix 2025) (Photo by Emil Nicolai Helms / Ritzau Scanpix via AFP)
    Diritti

    Migrazione, Italia e Danimarca hanno unito 27 Paesi per modificare la convenzione CEDU sui diritti dell’uomo

    11 Dicembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [foto: IPA agency]

    Energia, produrla nell’UE costa ancora il 66,3 per cento in più rispetto a inizio 2021

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    12 Febbraio 2026

    Nel giorno del vertice informale dei leader sulla competitività i dati Eurostat certificano un problema ormai strutturale e cronico per...

    commissione

    Irruzione della polizia belga alla Commissione Europea per un’indagine sulla vendita di immobili

    di Annachiara Magenta annacmag
    12 Febbraio 2026

    L'operazione ruota intorno a una vendita di immobili di proprietà dell'Ue avvenuta durante la passata legislatura europea, quando il commissario...

    Fonte: Servizio Audio-visivo della Commissione Europea CE - Service audiovisuel Photographer: Nicolas Kovarik - Agricoltori

    Unanimità in Eurocamera per proteggere gli agricoltori da pratiche commerciali sleali. Bonaccini (Pd): “UE sa ascoltare e agire in fretta”

    di Annachiara Magenta annacmag
    12 Febbraio 2026

    Più margine di manovra per le autorità nazionali per porre fine a pratiche commerciali sleali transfrontaliere. Inoltre, le nuove norme...

    French President Emmanuel Macron, German Chancellor Frierdrich Merz and pictured prior to an informal meeting of the Heads of State or Government of the European Union, in the Landcommanderij Alden Biesen, in Bilzen, Belgium Thursday 12 February 2026. BELGA PHOTO BENOIT DOPPAGNE (Photo by BENOIT DOPPAGNE/Belga/Sipa USA)

    Merz e Macron insieme al vertice sulla competitività: “Quasi sempre d’accordo”

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    12 Febbraio 2026

    Segnale politico sull'asse Parigi-Berlino dopo l'intesa tra Merz e Meloni e il documento congiunto italo-tedesco. La premier italiana: "Stiamo rafforzando...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione