Segnali negativi per il commercio al dettaglio nell’Unione europea
I volumi di vendita sono costantemente inferiori rispetto ai livelli pre-crisi
A marzo 2013 l’Indice armonizzato del commercio al dettaglio nell’Unione Europea (Deflator Turnover Index) ha fatto registrare un calo dello 0,2% su base mensile, toccando quota 98.4 punti base (media 2010=100). Nella difficile fase congiunturale che sta attraversando l’economia europea, questa contrazione (ancora più evidente se si guarda alla variazione del DTI su base annua, -1,6%) è l’ennesimo segnale di una preoccupante e duratura stagnazione dei consumi interni nell’Eurozona, con performance dei volumi di vendita al dettaglio di beni e servizi costantemente inferiori rispetto ai livelli pre-crisi (a febbraio 2008 il valore del Deflator Turnover Indexera pari a 103.3). Il dato medio europeo è la risultante di compensazioni tra dinamiche di segno opposto, sotto il profilo merceologico (commercio al dettaglio di alimentari e tabacco in crescita dell’1% su base mensile, altri prodotti in calo dello 0,6%) e geografico (da un -3% su base mensile registrato in Portogallo, ad un +2,7% in Estonia).
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