Bruxelles – Il Sudan è “il principale impegno umanitario dell’UE in Africa”. Con queste parole la commissaria europea alla Gestione delle crisi, all’uguaglianza e alla preparazione, la belga Hadja Lahbib, ha salutato l’impegno assunto da Unione Europea e Stati membri a stanziare 812,14 milioni di euro per tentare di dare una risposta alla più grave emergenza umanitaria attualmente al mondo. La guerra, che sta entrando nel suo quarto anno di distruzione e massacri, sta producendo numeri di vittime senza precedenti: sono oltre 13 milioni gli sfollati, 33,7 milioni le persone bisognose di assistenza, 30 milioni quelle che necessitano di aiuti alimentari e 12 milioni, compresi i bambini, a rischio di violenza di genere, mentre la carestia è confermata in diverse regioni.
La raccolta di impegni è arrivata al termine della Terza Conferenza Internazionale sul Sudan co-organizzata da UE insieme a Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Africana, a Berlino. Nel suo discorso conclusivo alla Conferenza, Lahbib ha ricordato che “la crisi in Sudan è causata dall’uomo” e che “la violenza perpetrata dalle parti in conflitto e dai loro sostenitori sta alimentando la catastrofe umanitaria”. Una situazione in cui “abbiamo tutti la responsabilità di promuovere la pace e porre fine a questa sofferenza“, dove “il popolo sudanese ha bisogno di un cessate il fuoco immediato”.
Del totale stanziato dall’UE, il contributo della Commissione Europea ammonta a 360,8 milioni di euro, di cui 215,5 milioni saranno destinati al sostegno delle persone bisognose in Sudan e 145,3 milioni contribuiranno a far fronte alla crisi regionale dei rifugiati innescata dalla guerra, in Paesi come Ciad, Sud Sudan, Etiopia, Repubblica Centrafricana, Uganda, Egitto e Libia. I restanti fondi del Team Europe sono stati promessi da Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovenia e Svezia. Palazzo Berlaymont ha evidenziato che “gli aiuti affronteranno il problema dell’insicurezza alimentare attraverso assistenza in denaro, servizi sanitari e nutrizionali, acqua e servizi igienico-sanitari, sostegno abitativo, protezione e istruzione” e che “questi finanziamenti contribuiranno anche a sostenere i servizi essenziali, a promuovere i mezzi di sussistenza e a rafforzare la resilienza, favorendo al contempo la costruzione di una pace duratura in Sudan”.
Ma per Lahbib, “i finanziamenti da soli non bastano” perché “gli operatori umanitari sudanesi hanno bisogno anche di protezione” perché “affrontano i rischi più elevati, ma troppo spesso ricevono il minor supporto”. Perciò, “abbiamo creato il programma ‘Proteggere gli operatori umanitari’ per fornire ricollocazione, assistenza legale, cure mediche e supporto psicosociale”, ha proseguito Lahbib evidenziato che “abbiamo già aiutato oltre 400 operatori umanitari, un quarto dei quali sudanesi”. Inoltre, “gli operatori umanitari sudanesi sono al centro di questi finanziamenti” e “a partire da quest’anno, almeno il 25% dei nostri finanziamenti umanitari sarà destinato alle organizzazioni locali perché sono loro che possono raggiungere le persone ovunque, anche dove altri non possono”, ha puntualizzato.
Infine, “per porre fine alla sofferenza, dobbiamo agire insieme”, ha chiosato Lahbib. E, “per contribuire a spezzare questo ciclo di violenza e impunità e per prevenire ulteriori atrocità, sono lieta di annunciare che l’UE non vede l’ora di aderire alla Coalizione per la prevenzione delle atrocità e la giustizia in Sudan“, ha sottolineato.
L’anno scorso, alla Conferenza di alto livello di Londra sul Sudan del 2025, l’UE e i suoi Stati membri si sono impegnati a fornire 522 milioni di euro in aiuti umanitari per la crisi regionale in Sudan, che si aggiungono ai 260 milioni di euro stanziati dalla Commissione nel 2024 (di cui 147 milioni di euro per interventi a livello nazionale). “La conferenza odierna di Berlino si basa su questi sforzi per intensificare il sostegno in un contesto di crescente carestia e violenza”, commenta la Commissione UE, ricordando che, “dal 2013, l’UE sostiene la risposta umanitaria in Sudan con oltre 1 miliardo di euro in aiuti umanitari” e che “i finanziamenti umanitari dell’UE in Sudan sono attuati da partner umanitari affidabili come le agenzie delle Nazioni Unite, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e le ONG internazionali”.











