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    Home » Cronaca » Più tutele per chi chiede asilo a un Paese dell’Ue

    Più tutele per chi chiede asilo a un Paese dell’Ue

    La Plenaria del Parlamento dà il via libera al nuovo sistema europeo: procedure comuni e nessun trasferimento verso Stati che non garantiscano condizioni dignitose. Eurodeputati italiani Ppe: “Lasciati soli a gestire l’emergenza”

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    12 Giugno 2013
    in Cronaca

    La Plenaria del Parlamento dà il via libera al nuovo sistema europeo: procedure comuni e nessun trasferimento verso Stati che non garantiscano condizioni dignitose. Gli eurodeputati italiani Ppe: “Noi con Malta e Grecia lasciati soli a gestire l’emergenza immigrazione”

    AsiloHanno diritto a condizioni di vita dignitose e non potranno più essere trasferiti in quei Paesi che non sono in grado di garantirle. Aumentano le tutele per i richiedenti asilo in arrivo nei 27 Paesi dell’Unione (oltre 330 mila solo nel 2012). Il Parlamento europeo ha approvato, in seduta plenaria un nuovo pacchetto di regole, che riscrive il sistema europeo di asilo, a cui non venivano apportate modifiche da ormai dieci anni.

    Tra i principali miglioramenti, le maggiori tutele. Secondo quanto approvato dall’Aula, devono essere loro garantite condizioni di vita o di detenzione dignitose, una valutazione medica e psicologica tempestiva delle loro esigenze e un più rapido accesso al mercato del lavoro (nove mesi dopo la presentazione di una domanda d’asilo). In linea generale, se i richiedenti asilo sono detenuti, dovranno essere ospitati in appositi centri di detenzione.

    Secondo il regolamento di Dublino del 2003, quello che stabilisce quale Stato membro sia il responsabile di una domanda di asilo, in genere se ne deve occupare il Paese attraverso cui il richiedente asilo è entrato. Le nuove regole introducono però una modifica importante: nessuno potrà essere trasferito verso Nazioni dell’Ue in cui ci sia il rischio di trattamenti inumani o degradanti. Sarà inoltre introdotto un meccanismo di allarme rapido per far fronte ai problemi nei sistemi nazionali d’asilo prima che si trasformino in crisi.

    Il nuovo pacchetto ovvia anche alle differenze tra le procedure nazionali in questo settore: mentre l’attuale legge europea non impone scadenze specifiche agli Stati per la presa in esame delle domande, le nuove regole impongono un termine di sei mesi, con limitate eccezioni. Previste anche norme più rigorose in materia di formazione del personale che si occupa dei richiedenti e nuove disposizioni le minori non accompagnati e altre persone vulnerabili. Per combattere terrorismo e criminalità organizzata si è anche deciso che le forze di polizia degli Stati membri ed Europol potranno avere accesso alla banca dati Eurodac che raccoglie le impronte digitali dei richiedenti asilo. Gli eurodeputati, però, hanno chiesto anche disposizioni rigorose per assicurare che i dati non siano utilizzati per altri fini.

    “Le regole sono finalmente più chiare e soprattutto più umane” commenta per Alde Cecilia Wikström, relatrice sul nuovo regolamento di Dublino. “Questo nuovo sistema può offrire una migliore protezione e assistenza ai richiedenti asilo. La parte più difficile – aggiunge – è ora la corretta applicazione da parte degli Stati membri”. Molto meno soddisfatta la Gue, contraria al pacchetto, che pure “contiene importanti miglioramenti per i gruppi più vulnerabili” perché “non sufficiente”. Ancora “troppe possibilità di detenere i richiedenti asilo rimangono, anche in strutture carcerarie, e non vi è alcun divieto di detenzione dei minori non accompagnati” lamenta Kyriacos Triantaphyllides.

    Per nulla soddisfatti anche gli europarlamentari della delegazione italiana del Ppe, secondo cui il pacchetto contiene una grave carenza: manca la “giusta ripartizione degli onere tra stati membri, in particolar modo in caso di flussi migratori che notoriamente colpiscono il nostro Paese, così come Malta e Grecia”, lamenta Giovanni La Via. “Occorre cooperazione intercomunitaria e condivisione delle responsabilità”, concorda Roberta Angelilli.

    Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore dalla metà del 2015, tranne le norme di Dublino sul trasferimento dei richiedenti asilo, che dovrebbero entrare in funzione già dall’inizio del 2014.

    Letizia Pascale

    Tags: angelilliAsilo politicoparlamento europeorichiedentistrasburgo

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