“L’Unione europea ha bisogno di una capacità strategica di sviluppare solide previsioni sulle tendenze a lungo termine che determinano la società”. Ma non le sa fare da sola, e deve chiederle fuori, pagando. Tanto. Il virgolettato viene dritto dritto dal sito dell’European strategy and policy analysis system “Espas”, dove si spiega che, giustamente, per decidere bisogna sapere, e per decidere su cose che influenzano o saranno influenzate da quel che accadrà in futuro bisogna avere informazioni approfondite.
La Commissione europea però non ha donne o uomini capaci di farlo, e dunque va, come tante aziende fanno oggi, in outsourcing, e si è rivolta, con apposito bando, a istituti di ricerca esterni per studiare il futuro in tre settori: Economia, Società e Politica internazionale. Tre istituti (due europei e uno, incomprensibilmente, statunitense) e divide equamente una bella torta: un milione di euro per presentare, entro settembre, delle previsioni su cosa succederà nel mondo nei prossimi 17 anni, nel 2030. Questa informazione, però, sul sito pieno di foto e parole, non l’abbiamo trovata, ci è stata raccontata da una fonte molto affidabile.


![Il ministro degli Esteri, Antonio Tajni, al consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026]. Fonte: Consiglio UE](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_2702741-350x250.jpg)







![Pescatori nel porto di Savona. [Crediti: Marco Cremonesi via Imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_1365925-120x86.jpg)
![[foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_1917236-120x86.jpg)
