- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Sarà un autunno caldo. Molto caldo

    Sarà un autunno caldo. Molto caldo

    Elido Fazi di Elido Fazi
    2 Agosto 2013
    in Editoriali

    Merkel2Come noto, la Commissione, la Presidenza del Consiglio Europeo e la Banca Centrale Europea (quella che abbiamo chiamato nel nostro ultimo blog “l’Europa degli uffici”) hanno presentato lo scorso dicembre, per la prima volta, piani di medio e lungo termine per raddrizzare l’Unione Monetaria. Quest’ultima, costruita su principi neoliberisti con il Patto di Stabilità, si basava su un’assunzione di fondo, e cioè che le differenze di competitività tra diverse economie nazionali si sarebbero appianate con il passare del tempo. Ma ormai è chiaro a tutti che questa assunzione si è rivelata falsa. Le differenze in competitività tra Paesi sono aumentate e non diminuite. Non solo. Esse continueranno ad aumentare fino a quando i singoli Stati prenderanno decisioni di politica economica in totale autonomia, senza tener conto delle conseguenze sugli altri Stati.

    Per onestà, bisogna riconoscere che sia la Commissione che la Presidenza del Consiglio Europeo propongono rimedi che vanno nella giusta direzione: uno, la necessità di procedere verso l’istituzione di un Tesoro Europeo, con il diritto di imporre autonomamente tasse, finanziarsi con debito (e, io aggiungerei, se necessario con moneta) per avere la possibilità di generare risorse da utilizzare per raddrizzare le disuguaglianze attraverso investimenti mirati. Viene proposta anche una modica mutualizzazione dei debiti degli Stati. Naturalmente, tutto questo presuppone che la redistribuzione tra Stati con problemi diversi venga accettata da tutti gli Stati. Ma tutto questo non è possibile se non si passa da un’Unione Monetaria a un’Unione Politica. Ma questo, almeno credo, non è possibile se si stiracchia fino al limite massimo il Trattato di Lisbona, che consente un trasferimento di competenze dal livello nazionale a quello europeo con il contagocce. Inoltre, la democratizzazione di tutto il processo democratico delle istituzione europee, sia nel documento della Commissione che in quello della Presidenza dell’Unione Europea, viene vista come elemento residuale. Come ha detto Jürgen Habermas, il più grande filosofo tedesco, in un discorso fatto a Leuven il 26 aprile 2003, «la democratizzazione è presentata come una promessa, la luce alla fine del tunnel». Ma questo non può bastare. È un processo pericoloso. Se la soddisfazione dei mercati, soprattutto quelli finanziari, s’incontra con la flessibilità della tecnoburocrazia, è probabile che il problema della mancanza democratica venga rinviato alle calende greche. Come nel passato, per accontentare i mercati si spingerà il pedale sempre più verso politiche neoliberiste. Una tecnocrazia senza radici democratiche non si curerà minimamente di tener conto delle domande dei cittadini europei, soprattutto di quelli che vorrebbero mettere al primo posto la redistribuzione del reddito e la solidarietà tra Paesi con diverso livello di competitività. I tecnocrati si accontenterebbero probabilmente di quella che sempre Habermas chiama “market-conforming democracy”.

    Insomma, come agire per far progredire l’Europa verso una genuina democrazia sopranazionale? Come si può arrivare a un’Unione Politica che vada oltre l’Unione Monetaria e si costituisca come un vero e proprio governo comune della politica economica?

    Sembra ormai evidente che per poter fare questo passo bisogna convocare una Convenzione che abbia il compito di riscrivere i Trattati esistenti. Ma chi potrebbe convocare questa Convenzione? Non c’è dubbio che oggi l’unico organo che può farlo è il Consiglio Europeo, cioè l’Istituzione che sulla carta avrebbe il minore interesse a effettuare questa transizione. E che all’interno del Consiglio Europeo, l’unico Paese che ha la forza politica di prendere questa decisione è la Germania, con il consenso della Francia.

    Nel libro che ho scritto insieme a Gianni Pittella, Breve Storia del Futuro degli Stati Uniti d’Europa, abbiamo fatto una scommessa. Innanzitutto, che quello che la Merkel ha detto il 7 febbraio 2012, anniversario dei primi vent’anni del trattato di Maastricht che ha istituito la moneta unica, non sia una mossa tattica ma debba essere preso seriamente. Riporto un passo particolarmente importante di quel discorso:

    «La Commissione Europea, con competenze trasferite dai paesi dell’Unione, dovrebbe diventare il braccio esecutivo, cioè il governo degli Stati Uniti d’Europa, un governo che dovrebbe riportare a un forte Parlamento, che diventerebbe così la vera agorà europea. Il Consiglio Europeo dei capi di governo dovrebbe funzionare come se fosse una seconda Camera del Parlamento, la Corte di Giustizia dovrebbe essere la più alta autorità del potere giudiziario».

    In secondo luogo, che Angela Merkel vincerà anche le prossime elezioni politiche in Germania e che subito dopo potrebbe prendere un’iniziativa del genere. C’è già chi immagina che il prossimo passo della Signora Merkel sia quello di puntare direttamente alla Presidenza della nuova Europa attraverso libere elezioni. Per fare un passo simile, la Merkel deve mettere al primo posto gli interessi di tutta l’Europa e non solo quelli tedeschi. Se dovesse tener conto unicamente dei suoi interessi nazionali tale mossa sarebbe improbabile. Oggi, la Germania è il Paese che beneficia più degli altri della comune moneta, l’Euro. Poiché per la Germania come singolo Paese l’Euro è sottovalutato, essa è riuscita ad aumentare le sue esportazioni, e a causa del surplus della parte corrente della sua Bilancia dei Pagamenti, contribuisce all’aggravarsi delle disuguaglianze in Europa. Come se non bastasse, la Germania sta approfittando della crisi finanziaria ed economica poiché l’aumento dei tassi d’interesse nei Paesi più colpiti dalla crisi si accompagna a una diminuzione dei tassi d’interesse sui bond del debito pubblico tedesco.

    Insomma, la Germania deve decidere definitivamente di rinunciare alla fantasia di un’Europa tedesca per sposare l’idea di una Germania all’interno di un’Unione Politica europea, e per far questo deve prendere sul serio l’idea che la solidarietà è un atto politico, non un atto morale o etico, un atto simile a quello che venne fatto dopo la seconda guerra mondiale, quando vennero costruiti i sistemi di welfare europei.

    Ma se la Germania, come io ritengo abbastanza probabile, prenderà una simile decisione – cioè di convocare una Convenzione per la revisione dei Trattati – è anche abbastanza probabile che le forze avverse al completamento dell’Europa democratica, forze nascoste soprattutto all’interno di una certa finanza internazionale, faranno di tutto per impedire che questo avvenga. E, purtroppo per noi, hanno già individuato l’Italia come il fronte principale ove iniziare la guerra contro l’Unione Politica dell’Europa a iniziativa tedesca. Nel nostro Paese sono già schierati potenti eserciti pronti alla battaglia. Possono già far leva sul più potente movimento antieuropeo del Continente, il Movimento 5 Stelle, che prende il suo nome dal fondatore, che preferisce frequentare solo alberghi della stessa categoria. Il cofondatore del Movimento già prevede azioni di guerra in autunno. Poi ci sono case editrici che appoggiano questo movimento (non solo Chiarelettere, del potente gruppo editoriale Mauri-Spagnol, fiancheggiatrice ufficiale del Movimento), ma anche piccoli editori in difficoltà come Aliberti e Castelvecchi, che sperano che cavalcando l’umore antieuropeo potranno guadagnare due euro, giornali sia di presunta sinistra («Il Fatto Quotidiano», sempre gruppo Mauri-Spagnol attraverso Chiarelettere) che di destra («Il Giornale» e «Libero») e altre forze già al lavoro nell’oscurità.

    Sarà un autunno caldo. Molto caldo.

     Elido Fazi

    Tags: Angela Merkelbceelido fazigianni pittella

    Ti potrebbe piacere anche

    Economia

    L’Eurogruppo vuole un nuovo vicepresidente della BCE già la prossima settimana

    15 Gennaio 2026
    Economia

    “Politiche di bilancio restrittive nel 2027 e nel 2028”: la BCE prepara a manovre lacrime e sangue

    15 Gennaio 2026
    Il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos [Bruxelles, 15 gennaio 2026]
    Politica

    De Guindos invoca più Europa: “Sostituire direttive con regolamenti porta efficienza”

    15 Gennaio 2026
    Luis de Guindos, vicepresidente della BCE [foto: Parlamento europeo]
    Economia

    De Guindos: “Preoccupazioni su credibilità di bilancio USA aumentano, rischi per area euro”

    14 Gennaio 2026
    Una nave cargo in arrivo al porto di Rotterdam [foto: AlfvanBeem/imagoeconomica]
    Economia

    La BCE: “Commercio globale resta debole”

    13 Gennaio 2026
    inflazione
    Economia

    BCE: “Inflazione alimentare trainata da pochi prodotti e dal clima estremo”

    12 Gennaio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione