Per il presidente del Comitato economico e sociale, Henri Malosse, il naufragio di Lampedusa è “una vergogna per l’Europa e i suoi valori”. Per l’Ue è ora di dare “prova di umanità”
L’Europa, che nei secoli passati ha pagato il prezzo dell’intolleranza e del razzismo, ora resti fedele ai suoi valori e dia prova di umanità verso i migranti e di fermezza verso i trafficanti. È quanto chiede il Comitato economico e sociale europeo (Cese) riflettendo sull’ultimo dramma dell’immigrazione, verificatosi solo pochi giorni fa al largo delle coste di Lampedusa. Una “vergogna in più per l’Europa, i suoi valori e la sua storia” la definisce il presidente Henri Malosse, chiedendosi: “Le 400 vittime dei naufragi basteranno a risvegliare la coscienza dei responsabili delle politiche europee?”.
Il Comitato avanza anche proposte “realiste e umane” per affrontare la questione. Per prima cosa quella di “non lasciare soli i Paesi che fanno fronte in prima linea ai flussi migratori”. A questo scopo, l’agenzia Frontex deve essere dotata di più mezzi, ma deve anche essere attivato il più rapidamente possibile un sistema di sorveglianza e di scambio di dati che, grazie all’uso di satelliti, permetta di evitare nuovi drammi. E ancora Malosse suggerisce che si crei un servizio europeo di guardia costiera.
Indispensabile anche, per ridurre l’immigrazione irregolare, stabilire una forma di cooperazione con i Paesi di provenienza e di transito dei migranti. Questa cooperazione, suggerisce il presidente del Cese, potrebbe prendere la forma di un’azione di polizia coordinata contro i trafficanti, che riguardi tutti i Paesi coinvolti.
A livello internazionale, il Cese invita gli Stati membri a ratificare la convenzione delle Nazioni unite per la protezione dei migranti e delle loro famiglie. Ma la richiesta è anche quella di aprire “vie di immigrazione legali e trasparenti, per fare fronte alle sfide economiche e demografiche nei decenni a venire”.




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