Bruxelles – Macchine della verità in dotazione agli agenti di frontiera da usare per interrogare le persone migranti: l’UE del presente è anche questa, con fondi comunitari usati per sviluppare progetti che sfuggono al controllo della Commissione europea. Così ammette il commissario per l’Immigrazione, Magnus Brunner, chiamato a rispondere di nuove tecnologie prodotte con le risorse di Horizon, il programma UE per la ricerca.
Le cose stanno così, denuncia l’europarlamentare Raquel García Hermida-Van Der Walle (RE): l’istituto di ricerca olandese TNO e l’azienda tecnologica Vicarvision hanno sviluppato un rilevatore di bugie che potrebbe aiutare le guardie di frontiera a stabilire se una persona sta dicendo la verità. Si tratta di “uno strumento basato sull’intelligenza artificiale, finanziato nell’ambito di Horizon Europe, individua segnali non verbali nelle persone interrogate, come ad esempio se la persona sottoposta al controllo sbatte le palpebre, fa movimenti con le mani, si sporge in avanti o indietro e come ride”.
L’accaduto solleva domande sull’Europa di oggi, lo spostamento dei confini etico-valoriali. La risposta di Brunner offre conferme: “Investire nella ricerca europea sulla sicurezza civile aiuta le autorità europee a disporre di tecnologie UE efficaci, affidabili e conformi per proteggere l’UE e i suoi cittadini”, la premessa. Quindi la precisazione: “Il finanziamento della ricerca non implica il dispiegamento delle tecnologie“. In questo caso specifico, aggiunge il commissario per l’Immigrazione, “la ricerca finanziata dall’UE ha permesso una migliore comprensione dei limiti e dell’affidabilità delle tecnologie in questione e di trarre conclusioni politiche”.
L’UE di oggi lavora in sostanza come segue: la Commissione eroga fondi, che poi i governi utilizzano per sviluppare ciò che si ritiene utile per la sicurezza nazionale, che rimane di competenza degli Stati. Quindi il controllo è minimo. Nel caso specifico l’esecutivo comunitario, guardiano dei trattati, si assicura che alla fin tutto venga usato per rispettare le regole comuni. Come spiega Brunnner, “sebbene la Commissione non abbia finanziato e non stia finanziando progetti specificamente volti allo sviluppo di ‘macchine della verità’ da utilizzare nei controlli alle frontiere, i fondi UE vengono utilizzati per sostenere la ricerca affinché le autorità degli Stati membri possano attuare in modo efficace ed efficiente gli obblighi previsti, tra l’altro, dal Codice delle frontiere Schengen“. Se la macchina della verità permette di attuare il Codice Schengen allora è benvenuta.
![Test della macchina della verità [Stati Uniti, 1945 circa. Foto: Ed Westcott/Wikimedia Commons. File:Lie detector test.jpg]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Lie_detector_test-750x375.jpg)





![[foto: Kodyak Tisch/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Woman_drinking_(12661070643).jpg]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Woman_drinking_12661070643-120x86.jpg)

![Test della macchina della verità [Stati Uniti, 1945 circa. Foto: Ed Westcott/Wikimedia Commons. File:Lie detector test.jpg]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Lie_detector_test-120x86.jpg)
