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    Home » Politica Estera » Accordo Ue-Israele su Horizon 2020, trovato compromesso su fondi alle colonie

    Accordo Ue-Israele su Horizon 2020, trovato compromesso su fondi alle colonie

    È l’unico Stato non comunitario che avrà accesso al programma di ricerca dell’Unione. Per evitare che i soldi finiscano in realtà che operano nei territori occupati si chiederebbe la tracciabilità dei finanziamenti, ma i dettagli di quanto convenuto vengono tenuti segreti

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    28 Novembre 2013
    in Politica Estera
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    Bruxelles e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo che pone fine allo scontro sul bando dei finanziamenti dell’Unione europea a qualsiasi azienda o università che operi nei territori palestinesi occupati a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Si tratta di un compromesso che consentirà ad Israele di partecipare al programma di ricerca comunitario Horizon 2020, che ha un budget complessivo di 70 miliardi per il settennio 2014-2020. “L’accordo rispetta pienamente i requisiti giuridici e finanziari dell’Ue, e allo stesso tempo rispetta le sensibilità politica di Israele e preserva le sue posizioni di principio” scrivono in un comunicato congiunto l’Alto rappresentante per la politica Estera dell’Ue Catherine Ashton e il ministro della giustizia israeliano Tzipi Livni. Ma cosa vogliano dire queste parole al momento non è chiaro visto che i dettagli del testo non sono stati resi pubblici.

    Secondo quanto spiegato da Michael Mann, portavoce della Ashton, “l’accordo indica che non si applicherà alle aree geografiche venute sotto l’amministrazione di Israele dopo il 1967”, ovvero le colonie illegali in territorio palestinese. I negoziati però non sono mai stati finalizzati a trovare un compromesso politico ma solo a trovare una definizione di “modalità pratiche” per consentire la partecipazione di Israele a un programma comunitario disciplinato da norme comunitarie, quindi i riferimenti agli orientamenti sulle colonie saranno presenti solo “come una nota nei programmi di lavoro”. “Questo è quello che siamo riusciti a fare” ha affermato Mann ricordando che ogni partecipante al programma dovrà dichiarare di “impegnarsi a rispettare i criteri di ammissibilità” sapendo che “l’onere della prova spetta al richiedente”, ovvero a Israele stessa. Le due parti avrebbero comunque trovato un accordo sul principio della tracciabilità “al fine di garantire che gli insediamenti illegali non beneficino dei finanziamenti dell’Ue” ha concluso Mann.

    Tra tante parole poco chiare la tracciabilità dei finanziamenti è l’unico punto che dovrebbe assicurare a Bruxelles che il bando dei finanziamenti alle colonie venga rispettato. Ma di sicuro il governo di Benjamin Netanyahu troverà una maniera per accontentare i conservatori e placare le loro proteste contro queste linee guida di Bruxelles, secondo quanto ipotizza il quotidiano Haaretz verranno garantite ai coloni delle compensazioni per i “danni” derivanti da questo accordo.

    Dal punto di vista delle cifre, Tel Aviv dovrebbe versare nei prossimi 7 anni circa 600 milioni di euro prendere parte a Horizon 2020 e riceverà indietro, sotto forma di investimenti Ue, quasi il 150% di questa cifra, insomma un buon affare, soprattutto se si pensa che Israele è l’unico Paese non comunitario ad essere ammesso in questo programma di ricerca. “L’accordo permetterà alla comunità scientifica di Israele di beneficiare di uno dei più importanti programmi dell’Ue e faciliterà la sua ulteriore integrazione nello spazio europeo della ricerca e dell’innovazione” scrivono ancora Ashton e Livni aggiungendo che l’accordo “aprirà la strada alla partecipazione di Israele in altri programmi dell’Ue” che verranno lanciati dal prossimo primo gennaio.

    Articoli correlati:
    – Ashton: L’Ue “deplora” l’annuncio israeliano di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est
    – Stop alla cooperazione con le colonie israeliane, ma solo per programmi Ue
    – Da Israele ritorsioni contro lo stop degli aiuti Ue alle colonie. Bruxelles “preocupata”
    – L’Europa importa più dalle colonie israeliane che dalla Palestina
    – Cisgiordania, Israele sequestra camion di aiuti umanitari. L’ira dell’Ue

    Tags: ashtonisraeleNetanyahupalestinaTel AvivTzipi Livni

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