Tenterà di risolvere un contenzioso da 500 milioni tra le aziende europee che lavorano all’ampliamento e le autorità locali

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, è stato scelto come mediatore tra il consorzio di società europee (una delle quali italiana) impegnate nei lavori di ampliamento del Canale di Panama e le autorità panamensi per risolvere un contenzioso su un aumento di costi che rischia di bloccare i lavori.
Lo ha annunciato lo stesso Tajani che oggi avvierà la complessa mediazione per la quale i tempi sono strettissimi: la prima cosa da ottenere, ha spiegato Tajani all’agenzia Ansa, è una proroga rispetto all’ultimatum fissato per oggi dalle autorità panamensi.
Secondo il vice presidente, che è responsabile per l’Industria, serve ancora qualche settimana per poter prendere conoscenza dei dettagli del dossier e tentare la mediazione. “Ho ricevuto la richiesta del Consorzio europeo di imprese che si stanno confrontando con le autorità panamensi sul costo dell’opera di ampliamento del Canale per mediare e trovare una soluzione al problema”, ha detto Tajani. Al momento la situazione è che restano da finanziare ancora 500 milioni, e se entro domani non si troverà l’intesa si bloccheranno i lavori e il nuovo Canale non sarà pronto come atteso per il 2015.
Il Consorzio che lavora nel Canale è guidato dalla spagnola Sacyr e ne fanno parte Salini Impregilo e un’azienda belga. Secondo Tajani è “positivo che aziende europee sollecitino la

mediazione della Commissione Ue per risolvere un problema al di fuori dei confini dell’Unione. Sono cosciente delle difficoltà della vicenda ma mi impegnerò personalmente nel cercare una soluzione soddisfacente per tutti”.
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