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    Home » Economia » Prima grana per la Croazia, Ecofin apre procedura per deficit eccessivo

    Prima grana per la Croazia, Ecofin apre procedura per deficit eccessivo

    Appena entrato nell'Ue il Paese è gia sorvegliato speciale per i conti poco in ordine. Rehn: "Ora misure adeguate, specifiche e mirate”

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    28 Gennaio 2014
    in Economia

    Appena entrato nell’Ue il Paese è gia sorvegliato speciale per i conti poco in ordine. Rehn: “Ora misure adeguate, specifiche e mirate”

    Croazia-Ue

    La Croazia non ha i conti in ordine, e servirà l’ormai classica cura “lacrime e sangue” stile Troika per rimettere le cose a posto. Da Bruxelles non arriva una buona notizia per il paese appena entrato in Ue: il consiglio Ecofin ha deciso di aprire la procedura per deficit eccessivo, sostenendo la richiesta formulata dalla Commissione a inizio dicembre. Obiettivamente la decisione appare inevitabile: il rapporto deficit Pil si attesta attorno al 5%, ben al di là del tetto del 3% previsto dai parametri da patto di stabilità e patto europeo di bilancio (quest’ultimo peraltro neanche si applica alla Croazia, non presente nell’Ue al tempo della firma e ancora non firmataria del trattato inter-governativo). Ecco quindi che passata la festa per l’ingresso nell’Unione europea, la Croazia si ritrova ‘sorvegliata speciale’, con i compiti per casa da dover fare e con scadenze non negoziabili.

    Al governo di Zagabria viene chiesto di ridurre gradualmente il rapporto deficit/Pil e portarlo al 4,6% alla fine di quest’anno, al 3,5% alla fine del 2015 e al 2,7% per la fine del 2016. Come ottenere questi obiettivi è fissato nel programma di massima che dovrà essere definito nelle prossime settimane: revisione e riduzione della spesa pubblica, riforma della pubblica amministrazione, riforma del mercato del lavoro, riforma del sistema fiscale. Richieste non dissimili a quelle presentate ai paesi sotto programma (Grecia su tutte), che rischiano – questo probabilmente a Bruxelles non l’hanno capito – di alienare sin da subito le simpatie europee ed europeiste dei croati. Poco importa: entro il 30 aprile prossimo la Croazia dovrà presentare a Bruxelles la strategia di consolidamento. Quello che servirà, anticipa il commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, sono “misure adeguate, specifiche, mirate”. Per il paese non c’è alternativa: del resto, ricorda Rehn in conferenza stampa, le previsioni economiche d’autunno della Commissione sostengono che senza queste misure – e appare inevitabile che si tratti di misure non indolore – il livello nel rapporto deficit/Pil potrà arrivare anche oltre il 6% alla fine del 2015.

    Renato Giannetti

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    Tags: Croaziadeficitecofinrehn

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