- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 26 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Afghanistan, dallo scoppio della guerra quasi raddoppiate le coltivazioni d’oppio

    Afghanistan, dallo scoppio della guerra quasi raddoppiate le coltivazioni d’oppio

    Uno studio del Parlamento europeo denuncia il fallimento delle politiche di contrasto al commercio di droga, la corruzione dilagante e il rischio di allargamento delle tensioni in Pakistan

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    3 Febbraio 2014
    in Politica Estera
    Powered by powered by evolution group

    Uno studio del Parlamento europeo denuncia il fallimento delle politiche di contrasto al commercio di droga, la corruzione dilagante e il rischio di allargamento delle tensioni in Pakistan

    oppio Afghanistan

    L’Europa e i paesi dell’Ue impegnati in Afghanistan devono continuare a garantire presenza e assistenza nel territorio anche dopo il 2014, quando scadrà il mandato della missione Isaf della Nato. Lo ha detto più volte il presidente della stessa alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, e adesso lo ribadisce anche il Servizio di ricerca del Parlamento europeo in uno studio realizzato a gennaio 2014. L’analisi si concentra in verità sull’andamento del mercato dell’oppio, una delle principali fonti economiche del paese asiatico, ma la conclusione dello studio parla chiaro: se le forze internazionali se ne vanno, si rischia una guerra per l’oppio che potrebbe riportare nel caos l’Afghanistan e l’intera regione. “Dopo la partenza delle truppe straniere una guerra regionale per il controllo dell’oppio è possibile se Afghanistan e Pakistan iniziano una lotta per il commercio dell’oppio attraverso il confine”. La situazione messa in luce dallo studio del Servizio ricerca del Parlamento europeo è di quelle davvero delicate. “Il commercio della droga potrebbe alimentare il conflitto negli anni a venire”. Ciò perché il mercato della droga in generale e dell’oppio in particolare “sta crescendo in dimensioni e influenza” e si corre il rischio di “tramutare” quello che una volta era il conflitto tra talebani e resto della popolazione in “un conflitto tra interessi di droga”.

    Siamo dunque di fronte alla possibilità che l’allarme lanciato dall’Ue già da diversi anni fa si trasformi in realtà. Nella strategia 2007-2013 per l’Afghanistan, l’Unione europea avvertiva che lo stato era a serio rischio “cattura” da parte degli interesse legati alla droga, e che servivano programmi di sviluppo rurale per alimentare nuove forme alternative di economia. Il problema è niente ha funzionato. Lo studio rileva come dal 2003 (due anni dopo il primo attacco angl-statunitense) le coltivazioni di oppio siano quasi raddoppiate, passando da piantagioni estese su un superficie complessiva di 80.000 ettari a coltivazioni per 154.000 ettari nel 2012. “Nell’ultimo decennio la produzione di oppio è aumentata e ogni tentativo di sostituirla ha prodotto pochi risultati o addirittura risultati controproducenti”. Sembra infatti che se da una parte le attività condotte dall’Isaf abbiano abbattuto il numero di trafficanti di droga (ma non la produzione), dall’altra le attività gestite dallo stato siano diventate “un veicolo di corruzione”. Le autorità afghane avrebbero imposto ‘il pizzo’ ai proprietari delle coltivazioni obbligandoli a pagare perchè non le distruggessero. Addirittura sembra che in alcuni casi la popolazione civile si sia rivolta ai talebani per proteggersi dalle minacce dei rappresentanti dei governi centrale e locali.

    Le forze internazionali, e quindi anche l’Ue, devono restare in Afghanistan. Attualmente sono ventisei i paesi dell’Ue impegnati con uomini e mezzi nella missione Isaf della Nato. A partire dal 2015, secondo i piani dell’Alleanza atlantica, dovrebbero rimanere sicuramente Germania e Italia (con compito di gestione, rispettavimante, a nord e ovest), ma il governo afghano ancora non ha firmato l’accordo che estende la presenza di truppe straniere nel territorio. Bruxelles intanto lancia l’allarme.

    Renato Giannetti

    Leggi anche:
    – Nel 2014 l’Italia non abbandonerà l’Afghanistan: “Ci sono ancora i cattivi”
    – Afghanistan, l’Ue favorevole alle trattative con i talebani

    Tags: AfghanistanborndrogaguerraoppioPakistanparlamento europeoue

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Photo de max bushuevsur Unsplash
    Ambiente

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    25 Settembre 2026
    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash
    Diritti

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    25 Settembre 2026
    Photo de Ehud Neuhaussur Unsplash
    Ambiente

    La Commissione avvia l’infrazione contro tutti i Paesi UE sulle emissioni industriali e di allevamenti

    25 Settembre 2026
    La neoeletta presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale francese, Claire Thoury, con il presidente del CESE, Séamus Boland. Source: EESC
    Diritti

    La presidente del Cese francese: “Non dobbiamo mai aver paura di parlare con le persone”

    24 Settembre 2026
    Carburanti
    Energia

    Carburanti, nell’UE diesel oltre il massimo storico a 2,23 euro al litro

    24 Settembre 2026
    ARMENIA DAZI PRODOTTI
    Politica Estera

    L’UE apre il mercato unico ai prodotti armeni, Yerevan e Bruxelles più vicine

    24 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione