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    Home » Economia » Crisi bancarie, presidenza di turno al trilogo senza documenti. Accordo sempre più difficile

    Crisi bancarie, presidenza di turno al trilogo senza documenti. Accordo sempre più difficile

    A Strasburgo i negoziatori del Consiglio Ue hanno portato solo elementi di conversazione e questo non è piaciuto ai deputati. Non sono previsti Ecofin straordinari

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    13 Marzo 2014
    in Economia

    A Strasburgo i negoziatori del Consiglio Ue hanno portato solo elementi di conversazione e questo non è piaciuto ai deputati. Non sono  previsti Ecofin straordinari

    Il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, responsabile dei negoziati per la presidenza di turno del Consiglio Ue
    Il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, responsabile dei negoziati per la presidenza di turno del Consiglio Ue

    Qualche passo avanti, ma ancora tutto da definire. Questo l’esito del trilogo sul Meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie tenuto a margine dei lavori del Parlamento in seduta plenaria. L’appuntamento era di quelli attesi, per capire se ci sono le condizioni per chiudere un dossier che tiene sulle spine governi e mercati. Ma il primo round negoziale si è concluso con un nulla di fatto. Da tutte le parti si cercano e si usano toni che possano tranquillizzare, ma l’accordo è tutt’altro che vicino. Basti dire che a Strasburgo la presidenza greca del Consiglio dell’Ue ha non portato alcun documento, ma solo elementi di conversazione. Mercoledì è previsto un altro trilogo, questa volta a Bruxelles, e il Parlamento si aspetta di ricevere almeno in quella sede dei documenti su cui iniziare a intavolare trattative vere e provare a procedere alla stesura di un testo di compromesso, articolo per articolo.

    Ufficialmente la posizione del Parlamento è conciliante. I negoziatori – Sharon Bowles (presidente della commissione Problemi economici, Alde), Elisa Ferreira (relatrice del testo in commissione, S&D), e i relatori ombra Corien Wortmann Kool (Ppe), Sven Giegold (Verdi), e Vicky Ford (Ecr) – hanno diffuso una nota congiunta in cui si sottolineano “il compimento di qualche progresso”, aggiungendo però che “c’è ancora molto da fare”. La verità, rilevano fonti parlamentari, è che il Parlamento non ha gradito l’atteggiamento della presidenza greca, venuta più a discutere che a negoziare. Yannis Stournaras, ministro delle Finanze greco, ha portato al tavolo solo la trascrizione degli interventi dei ministri dell’Economia e delle Finanze all’ultima riunione dell’Ecofin. Lì ci sono indicazioni su cosa vuole il Consiglio, non ritenuto però sufficiente per un accordo. Il Parlamento i toni forti li usa nei canali non ufficiali. Qui – al netto delle logiche negoziali e del gioco delle parti – la linea non cambia: o c’è un buon accordo o non c’è accordo.

    I negoziatori del Parlamento sono pronti, se necessario, a lasciare al prossimo Parlamento il compito di trovare un accordo. La riunione di mercoledì si annuncia molto lunga: allo stato attuale appare “difficile” trovare un accordo. La presidenza greca al momento non ha in agenda alcuna riunione straordinaria dell’Ecofin, e dalla parte della Commissione il responsabile per il Mercato interno cerca di ostentare ottimismo. “Tutti sanno che è essenziale rispettare le scadenze”, ha detto Michel Barnier, ufficiosamente smentito da un Parlamento che aspetta la discussione di documento al momento non prodotti e comunque mai fatti pervenire. È vero che se necessario si potrebbe convocare un trilogo anche o il 24 o il 25 marzo, ma tutto dipenderà da mercoledì.

    Emanuele Bonini

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    Tags: bancheconsiglio uemeccanismo di risoluzioneparlamento europeostrasburgotrilogounione bancaria

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