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    Home » Economia » Italia, la vera ripresa nel 2015. Deficit/Pil ben sotto il 3% ma debito pubblico più alto del previsto

    Italia, la vera ripresa nel 2015. Deficit/Pil ben sotto il 3% ma debito pubblico più alto del previsto

    La Commissione europea pubblica le previsioni economiche di primavera: crescita resta debole, quest'anno solo allo 0,6%

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    5 Maggio 2014
    in Economia
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    Crescita contenuta nel 2014, e ripresa vera nel 2015. Queste le stime della Commissione europea per l’Italia secondo le previsioni economiche di primavera pubblicate oggi. L’esecutivo comunitario prevede un Pil in aumento dello 0,6% alla fine dell’anno in corso e dell’1,2% alla fine del prossimo. Un dato che si ripercuote in modo significativo sul deficit, contenuto entro la sogla del 3% come richiesto dai vincoli europei. Nel 2014 il rapporto deficit/Pil sarà del 2,6%, mentre nel 2015 scenderà al 2,2%. Il vero problema per l’Italia resta l’elevato livello di debito pubblico: la Commissione europea prevede un’impennata quest’anno (135,2% sul Pil) a cui farà seguito una riduzione nel 2015 (133,9%). Il dato sul debito è preggiore rispetto alle stime invernali che la Commissione aveva fornito a febbraio (133,7% al 2014 e riduzione al 132,4% nel 2015). Peggio di noi in Europa sta solo la Grecia (debito pubblico al 172,2% del Pil quest’anno e al 172,4% il prossimo). Il ritorno alla crescita moderata non si tradurrà in una diminuzione della disoccupazione. Per quest’anno il tasso è previsto in aumento (12,8% rispetto al 12,2% del 2013), e per il 2015 è attesa una lieve contrazione dello 0,3% attestando l’indice dei senza lavoro al 12,5%, ben oltre le medie dell’Ue (10,1%) e dell’Eurozona (11,4%). Meno serio il problema dell’inflazione, che comunque rimarrà bassa: l’esecutivo comunitario stima per quest’anno un indice dei prezzi al consumo attorno allo 0,7%, in aumento all’1,2% nel 2015.

    Al di là dei numeri le previsioni indicano che “tra le principali economie dell’Ue la crescita è attesa in Germania, mentre resterà ferma in Spagna e sarà debole in Francia e in Italia”, si legge nel documento presentato oggi a Bruxelles. Nel complesso il giudizio dell’Ue non pare essere troppo severo nei confronti del nostro paese. “Dopo una forte recessione nel 2012 e nel 2013, una lieve ripresa guidata dalla domanda esterna è prevista nel 2014, e con condizioni di credito migliori ci si attende che la crescita si rafforzi nel 2015”. La fiducia, rilevano ancora a Bruxelles, è cresciuta dalla metà del 2013 sia per quanto riguarda le imprese che i consumatori. Le famiglie dovrebbero aumentare i propri consumi stimolando un minimo la domanda interna aumentando al tempo stesso i risparmi, e “questo anche grazie al taglio della tassa sul lavoro”. Dalla Commissione arriva un riconoscimento delle misure varate dal governo. Il livello di debito pubblico, si sottolinea nel documento, scenderà nel 2015 “grazie a un più alto surplus primario e al programma di privatizzazioni programmato per la seconda metà del 2014”.

    Di più sull’Italia la Commissione non può dire. Mancano ancora le informazioni necessarie per capire come il governo intende attuare l’annunciata revisione della spesa pubblica e applicare la riduzione dell’Irpef. “Le annunciate misure di tagli fiscali ai dipendenti con salari bassi e di revisione della spesa pubblica non sono state inglobate nelle previsioni relative al 2015 poiché i dettagli non sono ancora stati pienamente precisati”, si legge nel testo. La Commissione non può dunque aggiornare le stime fatte a febbraio, e l’unica variazione rispetto alle previsioni economiche d’inverno riguarda il debito pubblico, più alto perchè comprensivo dell’impatto della spesa per il pagamento dei debiti pregressi con le imprese. Il decreto Irpef varato a metà aprile non aiuta la Commissione Ue, in quanto le coperture per il taglio delle imposte saranno indicate nella legge di stabilità 2015, la cui stesura è attesa in autunno. Ad ogni modo, ha precisato Siim Kallas, commissario supplente per gli Affari economici e monetari, “il taglio delle tasse avrà affetto a lungo termine, e a condizione di una razionalizzazione della spesa pubblica”. La Commissione manda primi messaggi all’Italia, in attesa delle raccomandazioni specifiche per paese che verranno presentate il 2 giugno.

    Tags: bruxellescommissione europeadeficititaliakallaspil debitoprevisioniprimavera

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