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    Home » Politica » Adesso tocca al Parlamento. Se lo meriti

    Adesso tocca al Parlamento. Se lo meriti

    I populisti non hanno vinto. Hanno certo preso moltissimi seggi al Parlamento europeo, hanno segnato un evidente successo, ma non sono riusciti a scardinare gli equilibri ed anzi, secondo molti osservatori, hanno spinto più gente verso le urne proprio per contrastarli

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    26 Maggio 2014
    in Politica

    L’analisi del voto sarà una cosa complessa da fare, richiederà giorni, ma ad un primo esame a poche ore dalla chiusura dei seggi emerge che, nonostante alcune vittorie eclatanti degli anti-euro, le forze europeiste hanno tenuto. Certo si sono formate inconsapevoli coalizioni, che però rafforzano, in realtà, il progetto europeo. A salvare l’Unione sono stati, insieme, la Germania, la Grecia, il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda, cioè i campioni dell’austerità e quelli che l’austerità hanno subito, ma che non hanno permesso alle forze euroscettiche di avanzare. Come per dire che, tutto sommato, pur nella necessità di rivedere molte cose, come dimostra la vittoria di Syriza in Grecia, il progetto europeo è condiviso, i sacrifici sono stati fatti perché, tutto sommato, ci si credeva. Non sono cresciute solo le forze euroscettiche insomma, ma anche quelle che nell’Unione credono, come la sinistra. Anche il risultato dell’Italia è stato importante, forse va oltre i confini italiani. La frenata dell’eurodistruttore Grillo ed il successo del Pd dimostrano quella che potrà e dovrà essere la nuova Europa: critica, ma non disgregante.

    Ora la palla torna ai politici. L’avanzata euroscettica è evidente, e per contrastarla, perché tra cinque anni non diventi davvero una forza distruttiva, uno dei passi da fare è di rafforzare il Parlamento, l’organo che i cittadini eleggono direttamente. Per questo sarà decisivo che il prossimo presidente della Commissione sia scelto tra i candidati che i partiti europei hanno offerto agli elettori. I governi dovranno attendere le indicazioni del Parlamento, e non il contrario questa volta. Però il Parlamento deve offrire una ragione vera per presentarsi come leader in questo confronto che sarà storico. Deve trovare una maggioranza che non sia quella che già è nell’aria con il solito accordo al centro tra socialisti, popolari e liberali, che di fatto indebolisce i deputati perché li priva di una maggioranza politica, limitandoli ad una istituzionale. I cittadini che sono andati a votare, e a quanto pare sono stati per la prima volta nella storia delle elezioni europee in aumento, si meritano uno scatto in avanti,una novità che offra una prospettiva di un’Unione diversa per gli anni a venire.

    Tags: elezioni europeeparlamento europeopopolaripresidente commissionesocialisti

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