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M5S, Corrao: Nessuno di noi vuole passare ai Verdi. In futuro si vedrà

M5S, Corrao: Nessuno di noi vuole passare ai Verdi. In futuro si vedrà

Il capogruppo del M5s smentisce categoricamente le voci secondo cui alcuni deputati vorrebbero lasciare il gruppo per passare ai Greens. Ma aggiunge che la coalizione con Efd "non è per sempre": tra qualche mese si verificherà se le cose vanno bene, altrimenti pronti a cambiare, ma tutti insieme o niente. Il 1 luglio Beppe Grillo a Strasburgo per la prima plenaria

Tutto assolutamente falso. Il capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Ignazio Corrao, smentisce categoricamente le notizie secondo cui alcuni deputati grillini vorrebbero già lasciare il gruppo appena costituito con l’Ukip di Nigel Farage e avrebbero chiesto ospitalità ai Verdi. “Non c’è niente di vero – assicura Corrao – con i Verdi i contatti ci sono, ma per cercare convergenze sul lavoro da fare nelle commissioni. Nessuno di noi è intenzionato a passare nel loro gruppo”.

A fare circolare la notizia sui presunti dissidenti grillini è stata l’europarlamentare del Partito democratico, Silvia Costa dopo l’audizione S&D dei candidati alla presidenza del Parlamento europeo dei diversi gruppi politici. Tra questi c’è la verde Ulrike Lunacek, a cui Costa ha domandato se i Greens abbiano ricevuto richieste di adesione da parte di singoli parlamentari del M5S , ricevendo (sostiene Costa), risposta affermativa. Ma a smentire è la stessa Lunacek che con una nota precisa: “Ho risposto a Costa che, se ci sono alcuni deputati dal Movimento 5 Stelle che vogliono parlare col nostro gruppo, saremmo contenti di farlo. Però non ho detto che tali dialoghi si stanno già effettuando”.

Insomma l’ipotesi della fuga di singoli deputati a Cinque Stelle dal neonato Efdd non esiste: “O ci muoviamo tutti e 17 insieme o non ci muoviamo”, sottolinea Corrao. Ma appunto, di muoversi tutti quanti in blocco non è affatto escluso. “Per il momento questa è la nostra collocazione, ma niente è per sempre”, butta là il capogruppo. E cioè: il referendum è stato fatto, la collocazione è stata scelta e il gruppo è stato formato, ma prima di considerarla come una posizione definitiva occorre vedere in pratica come si potrà lavorare insieme in Aula. “Faremo un check, diciamo tra sei mesi, per vedere se le cose vanno bene. Se non fosse così siamo pronti a ripensare la nostra collocazione”, spiega Corrao. Per il grillino non si tratterebbe di nulla di grave: “Se siamo tutti e 17 uniti tra noi la collocazione non è poi così importante”.

La prima occasione di lavorare fianco a fianco con i nuovi compagni di gruppo, i deputati del Movimento 5 Stelle l’avranno presto: si comincia il 1 luglio, con la prima plenaria, del nuovo Parlamento europeo. Per l’occasione, anticipa il M5S, volerà a Strasburgo anche Beppe Grillo. Su dove e come comparirà ancora nulla è dato sapere, ma si tratterà del primo faccia a faccia tra il leader e i suoi eletti dalle elezioni del 25 maggio.