- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 26 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » L’idea di Juncker è buona. Bisogna vedere se funziona

    L’idea di Juncker è buona. Bisogna vedere se funziona

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    11 Settembre 2014
    in Editoriali
    Powered by powered by evolution group

    I falchi dell’economia sono tutti lì, ai posti di comando, che sovrastano, con potere di veto, gli altri commissari. I vice presidenti che Jean-Claude Juncker ha voluto porre come vestali dell’ortodossia del rigore vengono tutti dal Nord Europa (lui compreso). La cosa riguarda anche Federica Mogherini, anche lei vice presidente della Commissione, che avrà potere di veto sulle proposte di tutti (e sono tanti, almeno cinque, più quelli che occasionalmente avranno a che fare con lei) i commissari che hanno una “proiezione esterna”. Federica una delle poche donne della nuova Commissione, solo nove, anche se Juncker si fa vanto di averne triplicato il numero rispetto alle proposte iniziali dei governi. Nove su ventotto è un indice negativo di parità di genere, e il problema non è che ci sono poche donne in grado di fare quel lavoro. Poi c’è il caso del britannico Lord Jonathan Hill, al quale sono stati affidati i servizi Finanziari, come mettere l’orso vicino ad un barile di miele. E poi ci sono quei commissari, due o tre, che potrebbero non passare il giudizio del Parlamento.

    Epperò l’idea del lussemburghese non è sbagliata. Ci si lavorava da tempo, anche l’Italia è favorevole: creare un sistema di “cluster” di commissari “senior” di “coordinatori”, chiamiamolo come vogliamo per ora che deva ancora prender forma. Ha senso, in una Commissione di ventotto membri, più di qualsiasi governo europeo, uno per Paese, che probabilmente in futuro aumenteranno ancora. Così, soprattutto negli anni di Barroso, ognuno andava avanti per conto suo, proposte alle volte contraddittorie, alle volta duplicative di altre, alle volte del tutto superflue se non dannose arrivavano al Collegio dei commissari, che spesso le approvavano perché poi, di norma, morissero per strada ma intralciando il lavoro. Era l’ognun per se, nonostante il lavoro di ghigliottina, da molti giudicato dittatoriale (e forse era vero) della segreteria generale della Commissione. Ora Juncker vuole lavorare per progetti, con dei coordinatori (i vice presidenti) che tengono il filo, che fanno in modo che i commissari lavorino per obiettivi condivisi e possibili, magari in maggiore autonomia dai governi di quanto consentisse Barroso. L’idea è molto buona, si potrebbe guadagnare in efficienza e qualità. Ma non ci sono regole scritte per farla funzionare.

    Il rischio è negli uomini (e nelle poche donne): perché tutto funzioni serve autorevolezza, prestigio, assertività ma anche modestia da parte di ciascuno. Nessuno, diciamo la verità, tranne forse pochissimi, in questa Commissione spicca per fama o leadership. Però ci sono 18 ex ministri o primi ministri (di paesi medio-piccoli), molti ex parlamentari, molti ex commissari. La qualità del materiale è buona, ma manca un leader. Quello che lo è più di tutti è Frans Timmermans, il primo vice presidente, il braccio destro di Juncker, ma sta lassù, sarà in grado di controllare davvero tutto? Il peso dei paesi poi conta. Se Mogherini, che dimostra ogni giorno di più di poter essere all’altezza del compito che la aspetta, viene dall’Italia, un paese disastrato ma comunque grande, pesante bell’Ue, lo stesso Timmermans viene dall’Olanda, che non è minuscola, è un paese fondatore, ma ha deciso in questi anni di contare in quanto alleata delle Germania. Altri vice presidenti vengono da piccoli paesi, come la Slovenia, la Lettonia, l’Estonia. La dimensione del paese ovviamente non fa la qualità delle persone, ma l’esperienza di governo sì, il peso in voti all’interno del Consiglio europeo sì. Tanto per capirci, Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno ciascuno 29 voti, Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Slovenia 4. E senza il voto del Consiglio non si va da (quasi) nessuna parte, a parte l’ovvio peso politico dei paesi. Il caso più eclatante è quello del francese Pierre Moscovici, sottoposto al potere di veto del lettone Valdis Dombrovskis. Ma ce ne sono anche altri e ci sono i casi dei commissari che devono rispondere a più di un vice presidente, qualcuno anche a cinque. Qui si spera che i vicepresidenti si accordino bene fra loro e convincano il commissario (che comunque mantiene il potere di iniziativa nel suo portafoglio), perché altrimenti interi settori potrebbero essere bloccati.

    Il fatto che non ci siano personalità di indubbio prestigio in questa Commissione da un lato potrebbe creare problemi di mancanza di leadership, ma dall’altro, essendo tutti grosso modo sullo stesso piano professionale, con esperienze paragonabili, potrebbe portare ad una buona collaborazione nel tempo. Sempre se ognuno, in ogni momento, saprà ben bilanciare responsabilità, rispetto, peso politico, forza del progetto. Potrebbe essere la chiave di volta, come il pasticcio finale. L’unica è aspettare e vedere, i primi segnali non sono molto positivi, a dire il vero: in Francia sono arrabbiatissimi e non lo nascondono, mentre sul programma di lavoro, ad esempio sull’allargamento, già nascono problemi: tutti concordano di non aprire nuove porte in questi cinque anni, ma se gli uomini di Juncker dicono che si continua a negoziare solo con i paesi che hanno già lo status di candidati, da ambienti italiani vicini a Mogherini (che è la coordinatrice di questo settore) si dice che “questa cosa non è scritta da nessuna parte” e si sostiene che invece si possono continuare i negoziati anche con i paesi che già hanno iniziato un confronto formale pur non avendo lo status di candidati.

    Oggi i nuovi commissari faranno un primo conclave. Si comincia e, davvero, staremo a vedere.

    Tags: Barrosocommissione europeacomposizionejunckerMogherinimoscovicinominevetovice presidenti

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Il ministro dell'Industria francese, Sébastien Martin. Crediti: Commissione europea
    Economia

    Competitività, il ‘Made in Europe’ divide i Paesi. Francia: sia a 27, gli aiuti UE vadano ad imprese europee

    24 Settembre 2026
    Oceani. Crediti: Matt Hardy via Unsplash
    Le Brevi

    Dall’UE e dal Canada, 211 milioni di euro per l’osservazione degli oceani

    23 Settembre 2026
    Bambina legge libro. Crediti: Annie Spratt via Imagoeconomica
    Le Brevi

    La Commissione lancia la Coalizione europea per l’alfabetizzazione

    23 Settembre 2026
    Il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, alla seconda conferenza sull'accesso allo spazio di Parigi. Crediti: Commissione europea
    Difesa e Sicurezza

    Spazio, Kubilius: “L’UE non dipenda dai razzi stranieri, è in gioco il suo futuro”

    23 Settembre 2026
    Banchi di scuola. Crediti: Haseeb Modi via Unsplash
    Net & Tech

    Istruzione, meno del 30 per cento degli insegnanti UE si forma sull’intelligenza artificiale

    22 Settembre 2026
    Il ministro federale di Stato per l'Europa tedesco, Gunther Krichbaum. Crediti: Commissione europea
    Economia

    La Germania contro Costa sul bilancio UE: “Forse ha perso il contatto con la realtà”

    22 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione