- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 1 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Perché la mancanza di concorrenza sui mercati danneggia la crescita

    Perché la mancanza di concorrenza sui mercati danneggia la crescita

    È la struttura oligopolistica della maggior parte dei paesi occidentali a porre l’economia in uno stadio di stagnazione permanente?

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    16 Settembre 2014
    in Non categorizzato

    Gli economisti non hanno ancora studiato per bene quali siano i rapporti tra una struttura di mercato di tipo oligopolistico e la crescita economica. Quelli che hanno studiato il tema (il più prestigioso è il premio Nobel James Tobin, che fu anche consigliere del presidente Kennedy) si sono spesso occupati solo degli effetti negativi che una struttura monopolistica o oligopolistica può avere sui prezzi. Ma oggi, in tempi di deflazione, preoccuparsi della crescita eccessiva dei prezzi non è più interessante. Il tema di una struttura oligopolistica dovrebbe, secondo noi, essere posto in modo diverso. E se fosse la struttura oligopolistica della maggior parte dei mercati dei paesi occidentali a porre l’economia in uno stadio di stagnazione permanente? Che le economie occidentali si siano impantanate (e questo potrebbe essere non solo per il breve termine) lo sostengono anche economisti come Larry Summers, ex ministro del Tesoro americano, che pur “infiniti lutti” ha addotto all’economia globale con la sua scriteriata politica di liberalizzazione dei mercati finanziari.

    Intorno a noi oggi vediamo solo oligopoli. Basti pensare alla telefonia (Vodafone, Telecom, Wind, Tre), alle automobili (Volkswagen, Ford, Chrysler-Fiat, Opel e un’altra dozzina), ai settori legati alla tecnologia internet (Amazon, Google, Facebook, Microsoft, e pochi altri che si accaparrano il grosso del mercato) o al settore dell’editoria (Mondadori, Rizzoli, GeMS, Feltrinelli, Giunti) e della farmaceutica. Naturalmente, gli oligopoli non coprono interamente il mercato. Gli sfidanti delle imprese oligopolistiche, quelli che gli anglosassoni chiamano incumbent, esisteranno sempre. Ma la domanda resta: non sono per caso gli oligopoli la causa della stagnazione economica?

    Qualcuno potrebbe sostenere che senza l’incredibile ammontare di cassa oggi nelle mani degli oligopolisti non sarebbe possibile portare avanti la Ricerca e Sviluppo per produrre innovazione. Questo è probabilmente vero in alcuni settori come il farmaceutico in cui enormi investimenti sono necessari per fare nuove scoperte. Ma solo in parte. Persino negli Stati Uniti, alcuni studi autorevoli sostengono che il tasso di crescita di nuove imprese (startup) è diminuita negli ultimi due decenni, creando un rallentamento nella creazione di nuovi posti di lavoro.

    Ma quali sono i danni economici che può creare una struttura oligopolistica? Il primo e più importante è la scarsa qualità dei servizi offerti, soprattutto in alcuni settori. Riportiamo solo un esempio, poiché lo conosciamo bene, ma se ne potrebbero citare a centinaia: l’Acea, utility che opera a Roma, ha staccato ai primi di settembre l’elettricità a una nota casa editrice romana dopo aver mandato due raccomandate, tutte e due recapitate nei pressi di ferragosto, per una bolletta scaduta, senza tener conto dei danni che questo avrebbe arrecato.

    Il secondo è la loro enorme capacità di saper fare lobbying, pericolo che ha illustrato molto bene nei suoi libri l’economista statunitense Robert Reich, ex ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton. Qui non si tratta soltanto di corruzione (diffusa non solo in paesi come l’Italia ma molto meno, presumiamo, in Germania). Molti ministri, per la loro scarsa conoscenza dei settori, pensano di accrescerla parlando con i public affairs manager dei grandi oligopolisti. Se il nostro ministro della cultura Franceschini vuole avere delucidazioni su cosa sta succedendo nel mondo dell’editoria con l’entrata sul mercato di nuovi giganti come Amazon e con l’arrivo di nuove tecnologie (e-book) pensa di rivolgersi, in buona fede crediamo,  alla principale associazione degli editori collegata alla Confindustria, l’Aie, l’Associazione italiana editori. Ma chi trova dietro questa sigla? Un presidente che gli riporta il punto di vista degli oligopolisti, che il ministro potrebbe credere essere un’analisi oggettiva dei fatti, anche se dovrebbe essere ormai edotto che così non è e che il problema di una fair competition è un problema che non riguarda tanto l’ingresso di un gigante come Amazon ma soprattutto le imprese italiane, soprattutto in quel settore.

    Naturalmente, non siamo tanto ingenui da credere che una politica di apertura vera alla concorrenza sia la panacea di tutti i nostri mali (tra l’altro dovrebbe pensarci la nostra Antitrust, presieduta dal 2005 al 2011 da Antonio Catricalà, istituzione tra l’altro recentissima in Italia essendo stata ideata da politici come il repubblicano Battaglia negli anni ottanta e avendo cominciato ad operare solo negli anni novanta). Ma pensiamo che sia arrivato il momento per gli economisti (e per i politici interessati al tema) di cominciare a discutere se una sana e intelligente politica della concorrenza, con la riduzione delle barriere all’ingresso nei vari mercati (nell’editoria, ad esempio, gli oligopolisti controllano tutta la filiera produttiva: produzione, distribuzione e retail, con risultati economici peraltro non brillanti) non sia una delle condizioni necessarie per una florida società democratica e, per l’Italia, dove i cittadini hanno una propensione all’avvio di startup superiore a qualunque altro paese europeo, una delle vie – se non la principale – per risolvere il problema della creazione di nuovi posti di lavoro. E, naturalmente, per quanto riguarda i consumatori, l’ingresso di nuovi operatori amplierebbe la rosa di prodotti disponibili.

    Ti potrebbe piacere anche

    Auto elettriche Eurostat
    Green Economy

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    31 Luglio 2026
    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    31 Luglio 2026
    asilo, immigrati, parlamento europeo
    Diritti

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    31 Luglio 2026
    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash
    Economia

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    31 Luglio 2026
    Danimarca - Finanziamenti RRF della Commissione UE
    Le Brevi

    La Danimarca chiude il cerchio: è il primo Paese UE a ricevere tutti i soldi del Recovery Fund

    31 Luglio 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Economia

    Eurozona, a luglio inflazione in aumento. Esplode il costo dell’energia

    31 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Auto elettriche Eurostat

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    di Annachiara Magenta annacmag
    31 Luglio 2026

    Secondo Eurostat, l'Italia è il Paese più motorizzato dell'UE, con 709 auto ogni mille abitanti, ma solo l'11 per cento...

    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    "Non parlarne permette narrazioni disumanizzanti"

    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    di Redazione eunewsit
    31 Luglio 2026

    L'Istituto Universitario Europeo presenta un confronto tra le leggi di 32 Paesi europei al Parlamento

    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    Spostate 13,3 miliardi di tonnellate di beni, pari al +1,8 per cento rispetto al 2024. I volumi maggiori sono stati...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione