Con le dimissioni della commissaria candidata slovena, la liberale Alenka Bratusek, si aprono le porte al mini rimpasto tanto atteso da popolari e socialisti del Parlamento europeo. “Per evitare dilazioni e premiare qualità e merito sarebbe il caso che si prendesse da quella lista che governo di Lubiana aveva mandato a Juncker” questa estate in cui il secondo nome proposto era quello dell’eurodeputata S&D, Tanja Fajon, “conosciuta per la sua competenza e la sua serietà”, che le permetterebbe di “passare sicuramente l’audizione ed evitare un possibile ritardo nell’approvazione definitiva della Commissione”, ha dichiarato il capogruppo S&D, Gianni Pittella, in una conferenza stampa.
Dello stesso parere il leader del Ppe a Strasburgo, Manfred Weber, secondo cui i popolari “sosterranno solo un candidato donna e con esperienza”, e Fajon, “il cui nome era già contenuto nella lista fornita dal governo sloveno”, sarebbe “perfettamente adatto a soddisfare questa richiesta”.
Entrambi sottolineano che è prioritario che la nuova Commissione sia messa in condizione di “iniziare i suoi lavori nei tempi stabiliti”, ovvero il prossimo 1 novembre. “Qualsiasi opzione alternativa a questo obiettivo, non apparirà ragionevole per l’S&D”, ha aggiunto Pittella.



![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/max-bohme-0NWnW2jgY6k-unsplash-350x250.jpg)








![Manifestazione di agricoltori, allevatori, ambientalisti e cittadini, che nella mattinata di ieri, si sono riuniti di fronte all’emiciclo di Strasburgo per chiedere il respingimento il provvedimento sulle NGT. [Foto: Eunews]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-17-at-18.06.50-120x86.jpeg)
![Un momento del summit UE-Russia del 2013 [foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/ue-russia-120x86.png)
