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    Home » Politica » Ttip, Pittella: vogliamo un accordo con gli Stati Uniti, ma non a tutti i costi

    Ttip, Pittella: vogliamo un accordo con gli Stati Uniti, ma non a tutti i costi

    Intervista al capogruppo dei socialisti al Parlamento europeo sulla lettera di Juncker a Renzi e Schulz. S&D chiede risorse fresche per alimentare il maxi-piano per gli investimenti della Commissione, quote all'ingresso per gli immigrati, e poi negoziati con gli Stati Uniti per l'accordo di libero scambio ma "senza sacrificare le conquiste fatte dall'Europa"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Novembre 2014
    in Politica

    Risorse fresche per alimentare il maxi-piano per gli investimenti, quote all’ingresso per gli immigrati, e poi negoziati con gli Stati Uniti per l’accordo di libero scambio “ma non a tutti i costi”. Il presidente del gruppo S&D in Parlamento europeo, Gianni Pittella, si sofferma con Eunews sul contenuto della lettera che il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al presidente del Parlamento europeo. Pittella ribadisce che i socialisti non hanno dato a Juncker un assegno in bianco, e che ora la fiducia non sarà più solo sugli impegni di flessibilità e il piano per gli investimenti, ma anche agli impegni in materia fiscale.

    Nella lettera di Juncker si mette nero su bianco che serviranno misure per “combattere frode ed evasione fiscale”. Soddisfatti?
    Assolutamente sì.

    Per il Parlamento l’argomento LuxLeaks è chiuso?
    Per il Parlamento le risposte date dal presidente Juncker sono esaustive. Noi oggi abbiamo bisogno di misure a sostegno dell’armonizzazione fiscale e di misure che scoraggino la concorrenza sleale in materia fiscale, e adesso Juncker è atteso a mettere in pratica quanto prima quanto promesso, perchè noi garantiamo fiducia a Juncker nella misura in cui lui mantiene gli impegni, e senza di noi del gruppo S&D, è bene ricordarlo, non sarebbe in sella.

    Juncker menziona il pacchetto per gli investimenti. A che punto siamo con i trecento miliardi?
    Sul progetto per trecento miliardi il presidente Juncker entro fine mese approverà il pacchetto. Domani noi del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) terremo un seminario in Parlamento per formulare le nostre proposte in riguardo.

    Cosa pensate di chiedere?
    Dobbiamo reperire soldi freschi, non possiamo limitarci a usare quelli che già ci sono. Siamo a favore di un natura mista degli investimenti, vale a dire una formula di investimenti pubblico-privati. Inoltre gli investimenti dovranno essere finalizzati a creare occupazione. Poi penso a investimenti mirati per alcuni settori quali la ricerca, la banda larga.

    Gli Eurobond sono una via percorribile?
    Noi siamo stati da sempre favorevoli a questo strumento, ma mi pare che ci sia un’opposizione netta da parte di altri gruppi. Comunque riteniamo si possa utilizzare lo strumento dei project bond, che fungono da garanzia per gli investimenti privati.

    Nella lettera si parla anche di immigrazione, tema che ci riguarda da vicino. Cosa dobbiamo aspettarci?
    Bisogna insistere perchè la politica e il governo dell’immigrazione li faccia l’Ue e non gli stati nazionali.

    Sta dicendo che l’Italia è stata lasciata sola?
    L’Italia con Mare Nostrum ha compiuto un’opera coraggiosa ma il principio di solidarietà non è stato applicato, e questo è inaccettabile nella casa comune europea.

    Le sue priorità in tema di immigrazione?
    Servono quote d’ingresso, e poi c’è bisogno di creare presidi nei paesi d’orgini per evitare che la gente parta con le carrette del mare.

    Quanto al patto tra Ue e Stati Uniti per libero scambio e investimenti (Ttip), Juncker sostiene che dovrà essere “ragionevole” e “bilanciato”. Cosa vuol dire?
    Ragionevole e bilanciato sono due aggettivi la cui interpretazione può essere molteplice. Per quanto ci riguarda vuol dire che non ci dovrà essere nessun accordo che riduca gli standard legali e giuridici europei né la protezione dei consumatori. Non si dovrà nemmeno mettere a rischio la protezione dei dati personali, e poi la risoluzione di controversie commerciali non dovrà essere affidata a soggetti terzi. Questo è fondamentale, così come lo è la difesa del patrimonio culturale.

    E gli Ogm?
    Sono uno dei punti in discussione all’interno del Ttip, e vogliamo procedere su questo punto con spirito costruttivo consapevoli del fatto che non bisogna sacrificare le conquiste fatte dall’Europa. Vogliamo un accordo con gli Stati Uniti, sì, ma non a tutti i costi.

    Nella lettera si pone l’accento sulla necessità di una “unione energetica resiliente”. Quanto dipende, questo, dalle tensioni con la Russia e dalla crisi ucraina?
    Certo adesso la questione è divenuta fondamentale. Anche se la crisi tra Russia e Ucraina va risolta senza ultimatum, senza presa di posizioni radicali, io sono per la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Non si possono accettare le idee dispotiche o imperialiste della Russia.

    Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato la relazione sull’accordo di associazione Ue-Moldavia, che varrà anche per la Transnistria, dove gli interessi e la presenza russa sono forti. Non c’è il rischio di infastidire Putin?
    L’accordo di associazione tra Ue e Moldavia non deve e non può essere interpretato come un grimaldello per sottrarre qualcosa a qualcuno. L’accordo di associazione con la Repubblica di Moldova non è incompatibile con altri accordi, e quindi non pregiudica la possibilità per la Repubblica di Moldova di avere accordi con la Russia.

    Tags: junckerletteraLuxleaksogmparlamento europeopittellarenzischulzTtip

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