- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 29 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Petriccione (Commissione Ue): Non c’è solo il TTIP, anche l’accordo con il Giappone è decisivo

    Petriccione (Commissione Ue): Non c’è solo il TTIP, anche l’accordo con il Giappone è decisivo

    Intervista al vice direttore della Direzione Generale Commercio: "In Giappone non hanno il concetto di indicazione geografica tipica, ci stiamo lavorando perché i prodotti agroalimentari europei sono molto richiesti sul mercato e dobbiamo tutelarli"

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    26 Novembre 2014
    in Economia

    Insieme con il Ttip, ci sono altri trattati commerciali che l’Ue sta negoziando, ma dei quali si parla meno. Un esempio è il trattato sul commercio e gli investimenti con il Giappone. La Commissione europea stima che “se i due accordi con Stati uniti e Giappone venissero conclusi secondo i criteri che intendiamo noi, varrebbero un’aggiunta di circa due punti percentuali al Pil dell’Unione europea”. E’ Mauro Petriccione, che sta seguendo il dossier sull’accordo con Tokio nella sua veste di vice direttore generale alla direzione Commercio della Commissione, a dichiararlo a eunews in una intervista rilasciata in occasione della sua partecipazione a ‘How can we govern Europe’ a Firenze.

    Eunews: Perché è utile un accordo commerciale con il Giappone?

    Petriccione: Il Giappone è un paese che non cresce economicamente, ma resta le seconda o la terza economia mondiale, con una propensione al consumo molto superiore rispetto a paesi con un reddito pro capite simile. Consumano prodotti di qualità e di alta tecnologia, quindi è un mercato ideale per gli europei.

    E. Quali sono i Paesi europei che hanno maggiore interesse a questo accordo?

    P. Dipende. La Germania vende soprattutto automobili, macchinari, equipaggiamenti. L’Italia vende agroalimentare e macchinari. La Spagna soprattutto agroalimentare. Ma tutti i Paesi europei hanno un potenziale, perché il Giappone è un mercato molto interessante per i settori in cui gli europei sono ancora molto competitivi: alta tecnologia e qualità. Le nostre esportazioni verso il Giappone sono molto al di sotto delle loro potenzialità, come i nostri investimenti. Però sta iniziando a cambiare. Fino a qualche anno fa nessuno sperava di poter investire in Giappone, era troppo complicato. Adesso ci sono imprese europee che incominciano a farlo, bisogna che gli rendiamo la vita un po’ più facile.

    E. Quanto può valere questo trattato di libero scambio?

    P. È un grosso accordo, stiamo parlando di uno 0,8% del Pil europeo, sempre che il trattato si chiuda come lo intendiamo noi. È una stima iniziale del tipo di accordo che vorremmo, poi bisogna vedere che tipo di accordo riusciremo a fare. E questo non dipende solo da noi, ovviamente, ma anche dalla controparte.

    E. L’elemento principale del Ttip riguarda l’abbattimento delle barriere non tariffare, perché a livello economico non ne esistono quasi più. Vale lo stesso per l’accordo con il Giappone?

    P. Dipende dai settori. Nel settore industriale pesano soprattutto le barriere non tariffarie. In materia agricola, invece, il problema tariffario è ancora considerevole. Per prodotti alimentari, agroalimentari, vini, eccetera, le barriere tariffarie con il Giappone contano parecchio. Anche nel settore del cuoio e delle calzature gli ostacoli tradizionali, come tariffe e quote, sono ancora importanti. Quindi, anche eliminare solo le tariffe sarebbe molto importante.

    E. E per il settore della produzione industriale, quali sono gli ostacoli non tariffari?

    P. Prendiamo ad esempio le automobili. I giapponesi adottano norme internazionali, le stesse che adottiamo noi, quindi non hanno nessun problema a vendere sul mercato europeo. Ma per il loro mercato interno queste norme sono leggermente modificate, e noi abbiamo dei problemi ad adattarci, abbiamo dei costi addizionali. Quando il prodotto ha una attrattiva particolare, questi costi aggiuntivi non influiscono. Infatti, la Fiat non ha problemi a vendere la 500 e l’Alfa Romeo, ma il resto non lo vende. Il costo addizionale glielo impedisce. Poi ci sono altri esempi in materia di prodotti di elettronica e di telecomunicazione.

    E. È pensiero diffuso che nell’Ue ci siano le maggiori tutele in ambito di sicurezza dei prodotti. Mi sta dicendo che il Giappone ha norme anche più restrittive?

    P. Non direi che il Giappone ha norme più restrittive. Sono semplicemente diverse, costringono ad adattamenti e dunque a costi aggiuntivi. E molte di queste differenze non sono giustificate. Noi usiamo degli standard internazionali quando siano disponibili, quindi chiunque operi in base a quegli standard può vendere i suoi prodotti in tutta Europa. I giapponesi giocano sulle differenze. Stiamo riuscendo a convincerli che quel discorso non è più nel loro interesse, perché se lo fanno loro possono farlo tutti. Lo potranno fare i cinesi un domani. Quindi i giapponesi cominciano a capire che usare standard internazionali, senza aggiunte speciali, è anche a loro vantaggio. E questo, nell’immediato, ci darà un vantaggio sul mercato giapponese.

    E. C’è anche in Giappone il problema dei prodotti ‘italian sounding’,quelli che evocano specialità italiane, attraverso nomi e colori, ma hanno una provenienza del tutto diversa? E’ un problema che chi esporta verso gli Stati uniti, ad esempio, avverte molto.

    Il Giappone è forse il terreno ideale per fare un discorso di qualità e di identità culturale di un prodotto. Tuttavia, non hanno il concetto di indicazione geografica tipica. Stiamo cercando di spiegarglielo e farglielo accettare. I prodotti agroalimentari europei sono prodotti che il mercato giapponese assorbe. Quindi è importante riuscire a proteggerli dalle imitazioni, che però generalmente non sono prodotte in Giappone, sono importate da altri Paesi.

    E. Come stanno procedendo i negoziati? Entro quanto tempo si potrebbe arrivare a chiudere l’accordo?

    P. La trattativa potrebbe finire nel corso del prossimo anno. Forse poco dopo. Comunque stiamo parlando ti tempi ravvicinati.

    Tags: commercioGiapponenegoziato libero scambioTtip

    Ti potrebbe piacere anche

    euro digitale [foto: imagoeconomica via IA]
    Economia

    Cipollone: “La BCE si prepara a introdurre l’euro digitale, aspettiamo le norme UE”

    24 Marzo 2026
    Economia

    Esulta l’industria, critici gli agricoltori: l’accordo UE-Australia divide

    24 Marzo 2026
    [foto: Carlo Carino/imagoeconomica via IA]
    Economia

    Commercio, l’accordo UE-Mercosur in vigore in via provvisoria dall’1 maggio

    23 Marzo 2026
    Economia

    Aumenta il deficit dell’area euro a gennaio, crolla l’export verso gli USA

    20 Marzo 2026
    [credits: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Agrifood

    Il clima fa male al miele dell’UE, la Commissione annuncia misure per salvarlo

    13 Marzo 2026
    Pedro Sánchez
    Politica Estera

    Iran, Trump minaccia l’embargo alla Spagna. L’UE: “USA rispettino l’accordo sui dazi, siamo pronti ad agire”

    4 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione