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Petizione anti-Ttip supera il milione di firme, ma la Commissione non la riconosce

Petizione anti-Ttip supera il milione di firme, ma la Commissione non la riconosce

La raccolta firme per fermare i negoziati per gli accordi commerciali con Usa e Canada ha raggiunto il suo primo traguardo. Tuttavia, l’iniziativa popolare è stata giudicata “inammissibile legalmente" dall'esecutivo comunitario e per ora il valore delle sottoscrizioni, pur rilevante, resta simbolico

I promotori lo avevano annunciato da tempo. “Se più di un milione di cittadini dirà no al TTIP – promettevano – ci sarà una grande pressione sulla Commissione e sui Paesi membri per fermare gli Accordi commerciali”. Ed ecco che il traguardo è stato raggiunto, l’iniziativa popolare per chiedere all’esecutivo comunitario di fermare i negoziati per l’Accordo commerciale di libero scambio dell’Ue con gli Usa (Ttip) e con il Canada (Ceta) ha superato quota un milione di firme. Un obiettivo cui i promotori hanno puntato benché già a settembre la Commissione europea avesse rifiutato di iscrivere la petizione nel registro europeo delle leggi di iniziativa popolara, giudicandola inammissibile dal punto di vista legale.

Resta rilevante, però, la quantità di firme raccolte. John Hilary, leader del comitato e della campagna firme “Stop Ttip”, non nasconde la sua soddisfazione e invita il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ad “ascoltare la crescente opposizione e fermare entrambe le negoziazioni”. Appagamento doppio visto che, secondo i promotori, l’esecutivo comunitario “ha provato ripetutamente a bloccare ogni coinvolgimento dei cittadini nei negoziati per cui – accusa Hilary – un milione di firme sono realmente imbarazzanti” per Bruxelles. Di qui l’esortazione: “Un milione di cittadini ha già detto no al Ttip, quanti ne servono ancora perché Bruxelles li ascolti?”.

Forte del sostegno, il Comitato Stop Ttip afferma che proseguirà intensificando le azioni di protesta. “La prima avrà luogo a Bruxelles il prossimo nove dicembre – annunciano – giorno in cui Juncker spegnerà sessanta candeline”.

I negoziati sugli accordi commerciali sono stati presi di mira da più parti nell’ultimo anno. Gli oppositori all’accordo lamentano una “mancanza di trasparenza” e pubblicità. Nello scorso ottobre, per venire incontro alle pressione di alcuni gruppi politici e di cittadini, la Commissione europea insieme ai governi nazionali ha deciso di declassificare, cioè rendere pubbliche, le direttive secondo le quali si svolge il negoziato commerciale e finanziario Ue-Usa TTIP.