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Ue, i trans i più discriminati del gruppo Lgbt

Ue, i trans i più discriminati del gruppo Lgbt

Due transessuali su cinque sono stati vittima di ripetuti episodi di violenza nel 2013 e le discriminazioni in ambito educativo, sanitario, lavorativo sono maggiori rispetto a gay, lesbiche e bisessuali, ma si denuncia di più

Discriminazioni e vittimizzazioni, mancanza di rispetto e maltrattamenti che inducono ad uno stato persistente di paura, sono più frequenti per le persone transessuali rispetto a quelli registrati nei confronti di lesbiche, gay e bisessuali (Lgb). Il sondaggio condotto dall’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Fra) sull’Essere transessuale all’interno dell’Ue, ha evidenziato che nel 2013, più della metà di tutti gli intervistati trans (54%) si sono sentiti personalmente discriminati o molestati perché percepiti transessuali, contro il 47% della componente Lgb. In particolare, è emerso che le persone giovani, senza un impiego retribuito o provenienti da gruppi a reddito basso, sono più inclini a sentirsi discriminate per l’essere percepiti come transessuali.

Anche in ambito lavorativo la componente transessuale è maggiormente esposta a discriminazioni rispetto ad omosessuali e bisessuali. Un trans intervistato su tre si è sentito soggetto ad un trattamento discriminatorio a causa del suo essere trans sia durante la ricerca di un lavoro (37%) e a lavoro (27%). Queste percentuali sono alte il doppio rispetto a quelle degli intervistati Lgb. All’interno del gruppo trans, maltrattamenti e comportamenti discriminatori sono particolarmente accentuati nei confronti delle donne transessuali, ovvero delle persone alla cui nascita viene attribuito il sesso maschile, rispetto agli uomini transessuali, individui ai quali è stato riconosciuto il sesso femminile.

Il sondaggio ha evidenziato una situazione drammatica anche ambito educativo. Nel 2013, un quarto dei trans intervistati (24%) che è andato a scuola e all’università o che ha un figlio che frequenta gli ambienti scolastici, si è sentito discriminato dal personale. Se si guarda ai soli studenti transessuali la percentuale sale al 29%. Tra i più discriminati dal corpo scolastico, i maschi che praticano cross-dressing, ovvero che si vestono nei panni dell’altro sesso (34%). Inoltre, più di un quarto dei trans intervistati (28%), ha dichiarato di essere stato oggetto, spesso o sempre, di atteggiamenti o commenti negativi a causa del loro essere transessuali. La percentuale sale al 44% nel caso degli uomini transessuali.

Per quanto riguarda l’ambito sanitario, la discriminazione percepita dai transessuali è doppia rispetto a quella di bisessuali ed omosessuali. Si parla del 22% per l’accesso ai servizi sanitari e del 19% per quello ai servizi sociali.

In questo clima, il sondaggio condotto dalla FRA evidenzia che nel 2013 due trans su cinque sono stati vittima di violenza per tre o più volte all’anno. “Ogni individuo ha diritto di essere sé stesso”, ha dichiarato Morten Kjaerum, direttore di Fra. Tuttavia, “nella realtà molte persone transessuali vivono nella paura poiché la società è spesso intollerante e ignorante nei loro confronti e circa i loro bisogni”. Un terzo dei trans intervistati ha dichiarato di nascondere la propria identità di genere per paura di essere aggrediti, minacciati o molestati. Non solo. Metà dei trans evitano luoghi particolarmente pubblici come strade, piazze o parcheggi a causa di questa paura. Di conseguenza, l’Agenzia Ue FRA ritiene che “le azioni a livello Ue e a livello nazionale dovrebbero essere intensificate per affrontare le questioni di identità ed espressione di genere e garantire così la tutelare delle persone transessuali”. In quest’ottica, secondo FRA “gli stati membri dovrebbero garantire il riconoscimento legale del genere della persona transessuale all’interno dei documenti di identità”.

Infine, sono pochissimi i casi in cui gli intervistati hanno denunciato gli episodi di discriminazione. Tuttavia, su una nota positiva, il sondaggio rileva che a denunciare di più sono le persone transessuali rispetto a gay, lesbiche e bisessuali.