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    Home » Editoriali » Noi, l’uomo del futuro.

    Noi, l’uomo del futuro.

    Francesco Cardarelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Ceskoz_" target="_blank">@Ceskoz_</a> di Francesco Cardarelli @Ceskoz_
    6 Febbraio 2015
    in Editoriali

    colonna sonora: Gui Boratto – Take my Breath Away

    “Voglio un mondo migliore, tipo il pianeta delle ninfomani bisessuali”.
    “I figli sono il nostro futuro, non a caso sono sempre pieni di cacca”.

    Partendo da questi due storici aforismi attribuiti ad un giovane Ceskoz, che ancora si drogava, giocava ad essere cinico ma in realtà credeva che il bene potesse davvero prevalere sul male senza l’uso della violenza, vorrei scrivere questa settimana un brevissimo trattato per la salvezza del mondo e dell’umanità, che poi devo andare all’aeroporto a prendere i miei genitori con il loro carico di caffè, pasta e insaccati vari.

    Come la maggior parte degli aficionados di questa rubrica ben sa, se tutto va bene il prossimo mese avrò un erede in casa. Ovviamente da quel momento in poi Fuori Tema si trasformerà nell’angolo del pargolo, con l’elenco di tutti i progressi di mio figlio, tipo quanto sbava, quanti pannolini al giorno gli verranno cambiati, quante ore a notte ci avrà fatto dormire, quando dirà per la prima volta “google” eccetera. Ma prima di perdere definitivamente la ragione, il pubblico e gli amici ho ancora qualche settimana di tempo.

    La frase “i figli sono il nostro futuro” ad una prima occhiata può sembrare egoistica, come a dire “saranno cazzi loro”. Un po’ come quelli che dicono che l’energia nucleare è pulita perché dalle ciminiere esce solo vapore acqueo e però poi svagheggiano sulle scorie radioattive che vengono stipate sottoterra fino all’esaurimento della pericolosità, che avviene dopo qualche anno, tipo centinaia di migliaia di anni, quando cioè saranno “cazzi di chi ci sarà”. Ecco, invece la suddetta frase andrebbe letta in chiave propositiva, abbinata alla massima clou del Mahatma Gandhi “èssi il cambiamento che vorresti vedere nel mondo”.

    Insomma il significato recondito è che il futuro è nelle nostre mani. Sia in senso fisico quando tieni in braccio un figlio e quindi il futuro, sia in senso metaforico perché un figlio, inteso come bambino in generale, come cucciolo di essere umano, chiunque esso sia, anche il figlio dell’idraulico, che hai deciso comunque di riconoscere, cioè di riconoscere l’idraulico, vedrà in te, in quanto adulto, non solo genitore, non c’è scampo per nessuno, il modello di quello che per lui sarà l’essere umano.

    E’ una responsabilità pesantissima.

    Ho sempre cercato di migliorarmi, di essere una persona migliore di me, prima per me, poi per la mia famiglia, poi per le migliaia di donne che ho avuto, poi in quella storia torbida con Carlos y Ricardo, poi per i miei milioni di fans. Ma in fondo senza mai troppo sbattimento, che ognuno ha la sua vita e il suo modo di vivere. Ad un certo punto ho anche creduto di non riuscire a diventare migliore di come fossi e ho cominciato un percorso di ricerca interiore per capire se avevo raggiunto il massimo della perfezione o il mio limite di miglioramento. Ma sempre in maniera piuttosto superficiale.

    Rendersi conto che dovrai essere il modello per l’essere umano del futuro (ad esempio avete notato che non ho mai scritto “uomo” ma sempre “essere umano” per sottolineare la partità di genere? Cioè, cazzo, se questo non un miglioramento… il titolo invece mi è stato imposto dall’ufficio marketing) è destabilizzante.

    Sono lustri che scrivo tra il serio e faceto consigli su come salvare il mondo. Diciamo pure che sono lustri che scrivo lo stesso concetto cercando di cambiare le parole, ma sempre perché pensavo che fosse il trend del momento e avrei potuto farci un sacco di soldi sopra. Non ci ho mai creduto veramente. Sono molto più predicatore che razzolatore (tipo quelli che si arricchiscono sfruttando la credulonità della gente, raccontano favole ai popoli e chiedeno in cambio oboli, ubbidienza o l’otto per mille e poi invadono territori illegalmente, commettono stragi o molestano i minori). Ora invece è giunto il momento di agire, di razzolare. Ed è la parte più difficile.

    Volenti o nolenti siamo gli esseri umani del futuro.

    Ovviamente lo siamo anche nel presente, anzi proprio essendolo nel presente lo saremo nel futuro, attraverso quello che lasciamo, che rimandiamo, che costruiamo; attraverso le reazioni che si scateneranno domani in seguito alle azioni che compiamo oggi; con l’esempio che diamo oggi a quelli che domani saranno quello che noi siamo, o eravamo, oggi. Datemi un attimo che rileggo la frase precedente perché mi ha un po’ confucio.

    Il senso di tutto questo, per farla breve perché devo uscire, è che invece di sognare un mondo migliore, dobbiamo svegliarci e costruirlo. I figli sono il futuro ma non si reggono in piedi, si cacano addosso e comunicano solo strillando, non sembra un futuro roseo. Sta a noi tingerlo di rosa (basta con sta storia che è un colore da femmine) ADESSO, cambiando atteggiamento, diventando modelli pseudoperfetti (che la perfezione non è di questo mondo) per chi domani terrà a sua volta il futuro in mano.

    Intanto ho smesso di fumare. Da tre settimane, due giorni, sette ore e trentadue minuti.

    Sembra contorto ma invece è molto lineare: il mondo è una merda (anche) per colpa nostra, quindi siccome mi sta per nascere un figlio e gli voglio lasciare un mondo migliore di quello che mi hanno lasciato i miei genitori (che nel frattempo saranno arrivati all’aeroporto chiedendosi dove diavolo sia quell’ingrato di loro figlio) da oggi cambierò completamente atteggiamento, cercherò di non alimentare il male spostando i soldi in una banca etica, evitando di risparmiare sulla merce prodotta da lavoratori sfruttati, riducendo gli sprechi, comprando solo cocaina equa e solidale, smettendo di picchiare gli omosessuali, pagando le tasse eccetera, e studiando un piano per la rivoluzione planetaria.

    Solo che da solo non posso riuscirci, lo dovete fare tutti. Se un migliore stile di vita fosse seguito come l’Isola dei Famosi, già saremmo a buon punto. Il futuro non è solo dei figli, è pure nostro. Non fatelo per loro, fatelo per noi, per egoismo, perché quando saremo nonni potremmo avere un posto migliore in cui goderci la vecchiaia.

    Ora scusate ma devo andare a prendere due dei responsabili del decadimento della società odierna, ai quali comunque voglio un mondo (migliore) di bene.

    Buon uichènd senza pesticidi, con involucro biodegradabile e prodotto in una fabbrica con tutti i sistemi di sicurezza e le garanzie per i lavoratori.

    Tags: figlifuturosostenibilità

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