Un accordo c’è, ma sistema le cose soltanto fino alla fine di marzo e lascia da parte la spinosa questione delle forniture di gas ai territori dell’Est Ucraina controllati dai ribelli filo-russi. È un’intesa necessaria ma fragile quella che Russia e Ucraina hanno raggiunto nella tarda serata a Bruxelles dopo oltre sei ore di negoziati. “Siamo riusciti a salvaguardare la piena applicazione del pacchetto invernale per le forniture all’Ucraina” e “le forniture di gas ai mercati europei restano sicure”, annuncia al termine dell’incontro il Commissario europeo all’Unione energetica, Maros Sefcovic che ha convocato e moderato l’incontro.
Il pacchetto invernale per le forniture di gas russo all’Ucraina era in effetti a rischio naufragio, con non pochi rischi anche per il transito verso l’Europa, dopo lo scambio di accuse dei giorni scorsi tra Mosca e Kiev. Il colosso russo, Gazprom, lamentava i ritardi ucraini nei pagamenti delle forniture e minacciava di chiudere i rubinetti, mentre secondo la società energetica ucraina Naftogaz, era Mosca ad avere fornito solo parte del gas già pagato. Parte del gas russo sarebbe infatti andato direttamente alle roccaforti ribelli di Donetsk e Lugansk dopo che Kiev ha tagliato le forniture.
Con l’accordo di ieri i rischi più imminenti sono stati allontanati. I ministri russo Alexander Novak e ucraino Vladimir Demchyshyn hanno confermato “l’intenzione di implementare pienamente” il pacchetto invernale. E cioè: “Naftogaz pagherà anticipatamente e ordinerà a Gazprom quantità di gas sufficienti a coprire i bisogni dell’Ucraina per marzo” e “continuerà a garantire flusso ininterrotto di gas verso l’Ue”. Gazprom, invece, consegnerà il gas prepagato nei punti stabiliti.
Si tratta però soltanto di una pace provvisoria visto che il pacchetto invernale dura solo fino alla fine di marzo. Per questo “abbiamo concordato di riprendere i negoziati per il proseguimento del pacchetto invernale”, fa sapere Sefcovic. La Commissione vorrebbe un prossimo incontro già prima della fine di marzo ma su questo occorrerà vedere la disponibilità di Mosca e Kiev. Lasciata per il momento da parte la questione delle forniture di gas alle zone dell’Ucraina controllate dai filo-russi. Punto che le parti hanno riconosciuto come “altamente complesso in termini legali, tecnici e politici” e che hanno concordato di “discutere ulteriormente”.



![[foto: Jennifer 8. Lee/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/2024_Venice_Biennale_Kiosk-350x250.jpg)


![[foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2023/02/Imagoeconomica_400022.jpg)




![Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in versione LGBTQI+ [©Nicolas Liponne/MAXPPP - IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/02/IPA_Agency_IPA59725095-120x86.jpg)

![An Israeli soldier tries to prevent Palestinians from reaching their houses in Nur Shams refugee camp in the West Bank city of Tulkarm, Nov. 18, 2025. Palestinians took part in a demonstration demanding the right to return to their houses at the entrance of Nur Shams refugee camp, while Israeli soldiers assaulted the crowd and forced them to leave the area. [Photo by Nidal Eshtayeh/Xinhua/ABACAPRESS.COM, via IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA68161671-120x86.jpg)