- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Immigrati, lasciamo in pace l’Unione Europea

    Immigrati, lasciamo in pace l’Unione Europea

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    20 Aprile 2015
    in Editoriali
    immigrati

    La tragedia di domenica nelle acque libiche, che è solo l’ultima di una terribile serie, porta con se, come sempre, le proteste verso un’Unione europea che non fa abbastanza. Anzi, si può dire che fa praticamente niente.

    Però è anche ora di smetterla di gridare alla luna, di dire che le colpe sono tutte “lassù” a Bruxelles, dove cinici funzionari e grigi commissari si limitano a qualche comunicato stampa di condoglianze ma non agiscono. La verità è che “Bruxelles”, questa volta come tante altre nelle quali governi per primi la accusano, non ha colpe. Non è che non ne ha perché ha fatto tutto il necessario e l’evento invece è catastrofico, non ne ha perché non ha i poteri per intervenire. Se facesse di più, ad esempio inviando sua sponte altre navi oltre a quelle dispiegate ora in un’operazione obiettivamente di scarso successo, violerebbe il suo mandato, si esporrebbe a ricorsi degli Stati. Forse, più semplicemente si può dire che non ha modo di fare altro.

    La Ue ha le mani legate perché così hanno deciso gli Stati. Le responsabilità delle tragedie, che l’Italia, i suoi operatori professionali, i suoi volontari, i cittadini coinvolti, stanno affrontando in maniera eroica, ha nomi e cognomi precisi, e sono quelli dei capi degli Stati e dei governi dell’Europa del Nord (in particolare) che semplicemente girano la testa dall’altra parte e non intervengono in quella che non è una tragedia locale, ma bensì umanitaria di proporzioni per lo meno continentali. E’ vero, ci sono le regole di “Dublino III” il regolamento Ue che accoglie l’accordo fra gli Stati in base al quale, in estrema sintesi, i richiedenti asilo devono avanzare le loro richieste nel primo paese dove giungono. E’ vero anche che l’Italia in realtà accoglie molti meno richiedenti di altri Stati Ue, anche più piccoli. Questa è una responsabilità dell’Italia, senza dubbio.

    Nel caso dei migranti che arrivano sui barconi è giusto difendersi dietro alle regole della richiesta di asilo? Quei neonati che nascono nei barconi o nelle navi che li soccorrono sono tecnicamente dei richiedenti asilo o piuttosto essere umani che hanno bisogno di protezione, qualunque sia il motivo per cui conoscono questo mondo duro e ingiusto in quei luoghi? E come loro le loro mamme, i loro papà, i compagni di viaggio.

    I problemi delle migrazioni, dei loro perché, di come contenerle, sono a monte. Fanno parte della questione, ovviamente, vanno risolti, ovviamente, ma sono a monte. A mare ci sono vite da salvare ed è dovere di tutti farlo. Confusamente, senza forse molta convinzione, il ministro degli Interni Angelino Alfano tempo fa tentò di sostenere che la questione riguarda l’Onu, che le tragedie del mare, in queste dimensioni, non sono questioni locali. Aveva ragione, ma la questione è morta lì. Come migliaia di migranti.

    E’ dunque il momento che dato che i barconi navigano in mari europei, dato che è evidente che l’Italia non ha i mezzi per garantire l’assistenza, possibilmente la sopravvivenza, di tutte queste persone, i partner europei mettano in pratica quella “solidarietà” sbandierata in trattati e parole e aiutino non l’Italia, ma quelle persone, quei disperati a non morire. Li aiutino in mare, li aiutino poi in terra accogliendone (e anche Dublino III lo permette) o aiutando concretamente ad accogliere. Li aiutino lavorando a eradicare le ragioni per le quali sono costretti a tentare questi viaggi che spesso sono senza speranza (basta con l’ipocrisia di chiamarli invece “viaggi della speranza”).

    Vorrei sentire Matteo Renzi dire che il premier finlandese, o quello olandese, o la cancelliera tedesca devono mettere mano al portafogli e aiutare a salvare queste persone. E vorrei anche sentirlo dire che è ora di missioni congiunte, magari coordinate da Federica Mogherini, negli Stati di provenienza e transito per fare quello che si deve per non dare più a queste persone il disperato bisogno di fuggire lontano.

    Tags: LAmpedusamigrantitritonunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    Tabacco SIGARETTE IN SPIAGGIA MOZZICONI SIGARETTA MOZZICONE SABBIA MARE CICCHE CICCA INQUINAMENTO
Fonte: Imagoeconomica
    Salute

    Commissione UE: “Calano i fumatori ma crescono le minacce dai nuovi prodotti”

    2 Aprile 2026
    Lo stretto di Hormuz (Credits: Jonathan Raa / IPA agency)
    Energia

    L’UE invita i Paesi membri a “prepararsi a interruzioni prolungate sui mercati energetici”

    31 Marzo 2026
    tabacco
    Salute

    Il lato oscuro del tabacco: in Europa circa il 10 per cento delle sigarette è illegale

    31 Marzo 2026
    Coesione
    Non categorizzato

    Asse Toscana-Lombardia contro la centralizzazione dei fondi del bilancio UE

    26 Marzo 2026
    israele
    Politica Estera

    Kallas al G7: “Mosca aiuta Teheran a colpire obiettivi USA in Medio Oriente”

    26 Marzo 2026
    Dazi - Stati Uniti
    Politica Estera

    Il Parlamento europeo dice sì all’accordo sui dazi con gli USA, ma con condizioni

    26 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione