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    Home » Economia » La crescita verde non fa solo bene al Pianeta ma è anche conveniente

    La crescita verde non fa solo bene al Pianeta ma è anche conveniente

    Sono queste le conclusioni della due giorni di dibattiti organizzata da Eunews in cui esponenti dalla politica europea, dell'imprenditoria, del mondo accademico e di quello dei think tank hanno ragionato su come spingere una crescita verde

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    6 Maggio 2015
    in Economia
    Green Economy

    Bruxelles – Maggiori investimenti, armonizzazione del quadro normativo, innovazione e far passare l’idea che la sostenibilità ambientale non è solo necessaria per la salvaguardia del Pianeta ma anche conveniente in termini economici: sono le principali linee guida da seguire per promuovere una crescita verde, secondo quanto emerso da ‘How can we foster green growth’, l’iniziativa organizzata a Bruxelles da Eunews per discutere sul tema insieme con esponenti della politica europea, del mondo accademico e di quello dei Think Tank internazionali.

    Dopo la prima giornata di ieri, il secondo e ultimo giorno di dibattiti è cominciato con una ‘case history’ sull’esperienza di General Motors Powertrain Europe raccontata dal responsabile relazioni istituzionali, Federico Galliano, il quale ha lamentato “la difformità delle politiche degli Stati membri”, che “non facilità l’introduzione di nuove tecnologie”, sulle quali pure sembra esserci una volonta politica di puntare. Galliano ha citato “l’esempio dei veicoli elettrici, la cui introduzione negli ultimi anni è stata spinta molto dalla Commissione e da alcuni Paesi europei. Anche i costruttori più entusiasti sono stati costretti a confrontarsi con realtà completamente diverse a seconda dei Paesi, quindi è venuto a mancare un mercato in grado di sostenere questa tecnologia”.

    Il primo panel della giornata è stato dedicato al ruolo delle politiche pubbliche nel sostenere la crescita verde. L’europarlamentare del Pd, Simona Bonafé, ha sostenuto la necessità di “collegare la sostenibilità ambientale alla politica industriale”. Mentre Francesco Saraceno, senior economist al Research center in Economics of Sciences-Po, ha illustrato gli aspetti che rendono le politiche pubbliche indispensabili se si vuole promuovere l’innovazione nel campo della green economy. Ha sottolineato che gli Stati devono “liberalizzare i mercati” e investire più risorse, anche perché, in un contesto con bassi tassi di interesse e alti rendimenti degli investimenti, l’intervento pubblico si ripaga da sé. Stefano Mazzetti, sindaco di Sasso Marconi e coordinatore nazionale di sprecozero.net, ha chiesto invece che le istituzioni europee “intervengano a livello normativo” per armonizzare le pratiche in tema di lotta agli sprechi e incentivare la diffusione di quelle migliori tra gli Stati europei, aggiungendo che sarebbe auspicabile un allentamento del Patto di stabilità che consenta, almeno agli enti locali virtuosi, di investire in efficienza.

    Julie Felgar, managing director di Boing per l’integrazione e le strategie ambientali, insieme con Francesca Romana Medda del London University College, ha parlato di biotecnologie e del loro ruolo nello sviluppo di una economia sostenibile, argomento del secondo Panel. Secondo Felgar nel campo dell’aviazione “possiamo solo puntare a biocarburanti sostenibili, dato che per noi usare altre fonti non sarebbe possibile”. La dirigente della multinazionale statunitense ha sottolineato che Boeing sta investendo molto in ricerca e sviluppo in ogni parte del mondo, perché il nuovo propellente “va prodotto in loco altrimenti si aumentano le emissioni” per portarlo da un punto all’altro del Pianeta.

    Medda ha ridimensionato un po’ l’ottimismo manifestato da Felgar, mettendo in guardia sul fatto che “la carta dei biocarburanti non funzionerà al 100% e a 360 gradi”. E riguardo al trasporto su strada, ha proseguito, anche “per le auto elettriche la rivoluzione non è dietro l’angolo, e quindi vanno ricercate soluzioni flessibili”.

    L’ultimo tavolo di discussione si è occupato del ruolo della produzione alimentare nella green economy.  Secondo Chantal Bruetschy, capo dell’unità Innovazione e sostenibilità della Dg Sante (Salute e sicurezza alimentare), “dovremmo rafforzare legame tra agricoltura e sostenibilità ambientale”, e “trasformare” quest’ultima “in una opportunità di business”. Ma visto che l’alimentazione è un tema sensibile, secondo Staffan Nilsson, membro del terzo gruppo del Cese, per far passare le idee innovative in questo ambito è necessario “convincere gli agricoltori e i consumatori che la questione della sostenibilità è un tema globale”, e che quindi richiede a tutti un cambiamento di paradigma.

    Tags: Boingcrescita sostenibileGeneral Motorsgreen economyHowToGoGreenlotta agli sprechi

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