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    Home » Politica » Xenofobi, populisti e accusati di rimborsi gonfiati: chi sono gli alleati di Salvini in Europa

    Xenofobi, populisti e accusati di rimborsi gonfiati: chi sono gli alleati di Salvini in Europa

    Non si contano le accuse per razzismo e incitamento all'odio nei curricula degli eurodeputati che siederanno al fianco di Marine Le Pen e dei leghisti nel neonato gruppo di estrema destra al Parlamento europeo

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    16 Giugno 2015
    in Politica

    Bruxelles – Dopo “un anno di lavoro” finalmente ce l’hanno fatta. Anche Matteo Salvini e compagni del Carroccio hanno trovato abbastanza colleghi di diversi Paesi per poter creare un gruppo al Parlamento europeo. Che la coalizione nata dall’incontro di Salvini e della leader del Front National, Marine Le Pen non potesse essere una riunione di moderati si poteva facilmente immaginare. Ma chi saranno i vicini di banco di italiani e francesi?

    I più numerosi, oltre agli esponenti di Lega e Front National, saranno i quattro membri del Partito della Libertà olandese, guidato dal ben noto Geert Wilders. A fare balzare agli onori (o disonori) delle cronache il leader della quarta forza politica del parlamento dei Paesi Bassi, soprattutto le pesanti critiche contro l’Islam e sua battaglia contro quella che definisce “l’islamizzazione” dei Paesi Bassi. Il Corano è da paragonare al Mein Kampf, secondo Wilders, che si è attivamente speso per tentare di bandire il testo dal Paese. Tra i suoi sogni rientrano il blocco dell’immigrazione dai Paesi arabi e il divieto di costruire nuove moschee. Per sostenere la sua battaglia contro l’Islam, Wilders, che dal 2004 vive sotto scorta per paura di ritorsioni da parte del mondo islamico, ha anche realizzato il cortometraggio “Fitna” che ha ricevuto attenzione internazionale. In Patria Wilders è finito più volte sotto processo per il reato di incitamento all’odio e nel 2012 anche lo stesso Parlamento europeo aveva votato quasi all’unanimità una risoluzione di condanna contro la sua iniziativa di mettere online un sito internet per raccogliere segnalazioni di presunti reati commessi da immigrati bulgari e romeni.

    Ma Wilders non si sentirà solo nel nuovo “Europa delle Nazioni e delle Libertà”. Non troppo distanti sembrano le idee dell’austriaco Fpo, altro schieramento populista che fa della lotta contro l’immigrazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Negli anni il partito è stato promotore di una raccolta firme per imporre lo stop all’immigrazione al fine di salvaguardare “l’identità austriaca”. All’invasione si è gridato anche contro il crescente numero dei musulmani nel Paese. Nel 1999, l’entrata dell’Fpo (che alle politiche di quell’anno ottenne un ampio consenso elettorale) nella coalizione di governo, portò grandi turbolenze nelle relazioni tra il Paese e Bruxelles. La Commissione europea minacciò sanzioni se Vienna avesse violato i valori fondamentali dell’Unione e il Parlamento europeo approvò con maggioranza schiacciante una risoluzione che condannava l’inclusione dell’Fpo nella coalizione di governo austriaca, perché un simile passo “legittimava l’estrema destra in Europa”. Con chi si avesse a che fare, insomma, era già chiaro a tutti.

    Da tempo, sono note anche le posizioni del fiammingo Vlaams Belang, il partito per l’indipendenza delle Fiandre, nato dalla vecchia formazione Vlaams Blok, di cui è stato costretto a cambiare nome e statuto dopo un processo nel 2004 durante il quale il partito fu condannato per razzismo. Gerolf Emma Jozef Annemans, l’eurodeputato confluito nel gruppo di Salvini, già allora faceva parte della fazione politica e anzi ne è considerato uno degli ideologi. Il partito non è tanto contrario tanto all’accoglienza degli stranieri, ma ritiene che questi dovrebbero essere obbligati ad adottare la cultura e la lingua fiamminga. Lo schieramento è anche fortemente euroscettico.

    Euroscettici, ma soprattutto esponenti di una delle destre più estreme d’Europa, sono anche i due deputati polacchi “raccattati” dal gruppo. Sono stati eletti con il Congresso della Nuova Destra, formazione fondata dal ben noto Jansuz Korwin-Mikke, che ha fatto molto parlare di sé per avere espresso posizioni negazioniste sull’olocausto e per avere sostenuto che le donne non dovrebbero avere il diritto di voto. Approdato al Parlamento europeo come eurodeputato nelle file dei Non iscritti, Korwin-Mikke si è già distinto per avere usato epiteti razzisti in Aula e per non avere nascosto in occasione pubbliche, la bassa considerazione per il genere femminile. Il Congresso della Nuova destra polacco, accusato anche di posizioni omofobe, è a favore della pena di morte e del libero accesso alle armi. Con il partito era stato eletto anche l’eurodeputato Jarosław Iwaszkiewicz che ha salvato il gruppo Efdd di cui fa parte il Movimento Cinque Stelle e di cui si era molto parlato dopo un’intervista in cui aveva sostenuto la legittimità di picchiare la propria moglie.

    Infine la nuova squadra potrà contare su Janice Atkinson, ex deputata dello Ukip, espulsa dalla formazione britannica per una questione di rimborsi elettorali gonfiati. In perfetta linea con i colleghi anche l’eurodeputata vanta nel suo curriculum una grossa polemica scoppiata a suo carico per aver chiamato un’elettrice di origine tailandese con un epiteto razzista.

    Tags: estrema destraLe Penparlamento europeorazzismosalviniuexenofobia

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