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    Home » Politica » Ecco il piano della Commissione per affrontare la crisi dei rifugiati

    Ecco il piano della Commissione per affrontare la crisi dei rifugiati

    160mila profughi da Italia, Grecia e Ungheria verranno ricollocati in altri Stati, multe per chi non aderisce. Stabilito un elenco di Paesi di origine sicuri e meccanismi più semplici per i rimpatri. Guarda tutti i dettagli della proposta

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2015
    in Politica

    Bruxelles – La Commissione europea ha presentato il pacchetto per aiutare gli Stati membri più colpiti ad affrontare la crisi dei profughi. La proposta principale è quella del ricollocamento di 160mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria che verranno redistribuiti, nelle intenzioni dell’esecutivo comunitario in maniera obbligatoria, negli altri Paesi membri secondo criteri prestabiliti. “ È giunta l’ora di gettare le fondamenta di una vera politica europea sulla migrazione, come già avevamo chiesto in maggio. Le misure che proponiamo oggi faranno sì che le persone in evidente bisogno di protezione internazionale siano ricollocate rapidamente dopo il loro arrivo, non solo ora, ma anche nell’eventualità di altre crisi in futuro”, ha affermato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, presentando il piano nel suo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento di Strasburgo.

    RICOLLOCAZIONE DI 160MILA RIFUGIATI – La Commissione propone di ricollocare 120mila persone in evidente bisogno di protezione internazionale dall’Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall’Ungheria (54mila). La ricollocazione si applicherebbe secondo criteri prestabiliti (40% per il volume della popolazione, 40% per il Pil, 10% per la media delle domande di asilo presentate in passato, 10% per il tasso di disoccupazione) ai richiedenti cittadini di Paesi che hanno una percentuale di riconoscimento medio a livello dell’Ue pari o superiore al 75%. Questa nuova proposta si somma alla vecchia proposta di ricollocare 40mila persone. La ricollocazione sarà corredata di un sostegno pari a 780 milioni di euro dal bilancio Ue agli Stati membri partecipanti, con un prefinanziamento del 50%. (qui le cifre di quanti immigrati dovrà farsi carico ogni Paese membri)

    MULTE A CHI NON PARTECIPA – Se per motivi “giustificati e obiettivi” come una calamità naturale, uno Stato membro non può temporaneamente partecipare in toto o in parte a una decisione di ricollocazione, sarà tenuto a versare un contributo finanziario al bilancio Ue per un importo dello 0,002% del suo Pil.

    MECCANISMO DI RICOLLOCAZIONE PERMANENTE – La Commissione propone un meccanismo di solidarietà strutturato, basato sempre sulla redistribuzione dei profughi, che potrà essere attivato in qualsiasi momento per aiutare gli Stati che in futuro si trovassero a affrontare una situazione di crisi e il cui regime di asilo fosse sotto pressione. Tali situazioni di emergenza sarebbero definite dalla Commissione in base al numero delle domande di asilo degli ultimi sei mesi, pro capite, e in base al numero degli attraversamenti irregolari delle frontiere negli ultimi sei mesi.

    ELENCO DEI PAESI DI ORIGINE SICURI – La Commissione europea propone un regolamento inteso a stabilire un elenco europeo comune dei paesi d’origine sicuri. Tale elenco consentirà di trattare più rapidamente le singole domande di asilo dei candidati provenienti da Paesi che tutta l’Unione considera sicuri e di accelerarne il rimpatrio se la valutazione individuale della domanda conferma che non sussistono le condizioni del diritto all’asilo. La Commissione propone di inserire l’Albania, la Bosnia-Erzegovina, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, il Kosovo, il Montenegro, la Serbia e la Turchia. Si tratta per la maggior parte di Paesi candidati all’adesione. Altri paesi possono essere aggiunti in futuro.

    FACILITARE I RIMPATRI – Per migliorare le politiche di rimpatrio degli Stati membri per quanti non otterranno l’asilo, la Commissione ha elaborato un manuale comune sul rimpatrio e un piano d’azione sul rimpatrio che definisce le misure immediate e le misure a medio termine che gli Stati devono adottare per favorire il rimpatrio volontario, rafforzare l’attuazione della direttiva Rimpatri, migliorare la condivisione delle informazioni, rafforzare il ruolo e il mandato di Frontex nelle operazioni di rimpatrio e creare un regime integrato di gestione dei rimpatri.

    DIRITTI DI ALLOGGIO E SERVIZI PER I RICHIEDENTI ASILO – La Commissione chiede che gli Stati rispondano in modo adeguato e rapido ai bisogni più impellenti dei richiedenti asilo: alloggio, generi di prima necessità, servizi.

    AFFRONTARE LA CRISI ALL’ESTERNO DELL’UE – La Commissione esprime il suo sostengono alle iniziative diplomatiche che cercano soluzioni politiche ai conflitti in Siria, Iraq e Libia e ricorda il suo sostegno economico ai paesi vicini alla Siria come Giordania, Libano e Turchia che accolgono il maggior numero di rifugiati siriani. Ad oggi sono stati mobilitati 3,9 miliardi.

    FONDO FIDUCIARIO PER L’AFRICA – La Commissione ha stanziato 1,8 miliardi per istituire un “Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare in Africa”, allo scopo di migliorare la stabilità e affrontare le cause profonde dei flussi di migrazione irregolare nelle regioni del Sahel, del Lago Ciad, del Corno d’Africa e dell’Africa settentrionale. Il fondo sosterrà la cooperazione allo sviluppo in queste regioni.

    IL CONSIGLIO UE DEL 14 E L’APPROVAZIONE DEL PIANO – Il Consiglio straordinario “Affari interni” dedicato alla migrazione, che si terrà il 14 settembre, sarà la prima occasione di discutere e si spera magari anche adottare le proposte legislative della Commissione. “Vorrei che i ministri si mettessero d’accordo almeno sulle grandi linee e gli assi principali. Se potessero mettersi d’accordo su tutto il testo sarebbe meglio, ma vedremo. Le vie dei governi sono impenetrabili, parlo da esperto”, ha dichiarato Juncker ai giornalisti che gli chiedevano se si aspetta un accordo già il 14. In generale, ha affermato il presidente “sono fiducioso che con la pressione del Parlamento europeo si potrà raggiungere questo accordo”

    LE PROCEDURE DI ADOZIONE DEL PIANO – I meccanismi di ricollocazione d’emergenza che la Commissione ha presentato a maggio e a settembre devono essere adottati dal Consiglio (con voto a maggioranza qualificata) in consultazione con il Parlamento europeo, mentre il meccanismo permanente di solidarietà e l’elenco europeo comune dei paesi d’origine sicuri devono essere adottati congiuntamente da Parlamento europeo e Consiglio (con procedura legislativa ordinaria).

    Tags: commissione europeaRifugiati

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