Bruxelles – Dopo le minacce la Slovacchia è pronta a passare ai fatti: Bratislava presenterà un ricorso alla Corte di Giustizia europea contro la decisione dell’Ue di procedere alla redistribuzione di 120mila rifugiati dai Paesi più colpiti agli altri. Ad annunciarlo il premier, Robert Fico, dopo una riunione dei membri del governo nella città slovacca di Nitra durante la quale è stata formalizzata l’intenzione di procedere per vie legali. “Non siamo d’accordo con quote obbligatorie e oggi abbiamo formalizzato questa opinione”, ha spiegato lo slovacco.
Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria avevano già manifestato apertamente l’opposizione contro il meccanismo di redistribuzione, ma la proposta è stata comunque adottata con un voto a maggioranza qualificata. Fino a questo momento la Slovacchia è l’unico Paese ad avere annunciato il ricorso. Sarà stilato dagli avvocati entro i prossimi due mesi, ha annunciato il ministro della Giustizia.
Il Paese dovrebbe inizialmente accogliere 190 migranti dall’Italia e 612 dalla Grecia. Uno sforzo non eccessivo, ma che Bratislava non vuole sostenere considerando il meccanismo di ricollocamento come un invito ai migranti a continuare a venire in Europa. Secondo Fico, comunque, l’Ue non ha nessun potere per applicare il meccanismo in Slovacchia contro la volontà del Paese stesso.




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