- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Rifugiati, guardia costiera europea e centri accoglienza in Paesi terzi sul tavolo dei leader Ue

    Rifugiati, guardia costiera europea e centri accoglienza in Paesi terzi sul tavolo dei leader Ue

    Dal vertice di giovedì e venerdì dovrebbe arrivare il via libera alla creazione di apposite squadre di intervento di Frontex che intervengano a difesa dei confini di Paesi sotto pressione. I laeder chiederanno anche di "esplorare la possibilità" di sviluppare centi di ricezione nelle regioni colpite

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    12 Ottobre 2015
    in Cronaca

    Bruxelles – La costa italiana o quella greca, così come il confine ungherese, non sono soltanto confini di uno Stato membro: sono frontiere dell’Unione europea e come tali vanno gestite. Dalla riunione dei capi di Stato e di governo che si incontreranno giovedì e venerdì a Bruxelles dovrebbe arrivare forte sostegno politico ad un’idea più volte espressa ma mai tradotta in fatti: serve un sistema integrato a livello europeo per la gestione dei confini esterni. Ora si dovrebbe accelerare davvero con i leader Ue che, secondo la bozza di conclusioni della riunione, esprimeranno pieno sostegno all’idea di rafforzare il mandato di Frontex fino a creare una vera guardia di frontiera e costiera europea. In particolare si parla di “squadre di intervento rapido” da dispiegare quando in uno Stato membro si constati il bisogno di una “azione robusta e tempestiva”. Ma occorre migliorare anche la gestione “ordinaria”: i leader sottolineeranno l’importanza di elaborare soluzioni “tecniche”, facendo “pieno uso degli sviluppi tecnologici” così da non ostacolare la libera circolazione e facilitare i viaggi. I leader Ue, insomma, anticiperanno da ora il sostegno alla proposta sulla creazione di una guardia frontiera europea che dovrebbe essere presentata dalla Commissione europea entro la fine dell’anno.

    Se da un lato si punta molto su una migliore difesa delle frontiere esterne, vista come condizione essenziale per la sopravvivenza della libera circolazione interna garantita da Schengen, dall’altro si lavora sugli accordi con i Paesi terzi. Il Consiglio dovrebbe anche concordare sulla necessità di “esplorare le possibilità di sviluppare capacità di ricezione sicure e sostenibili” nelle regioni colpite. Ovviamente si parla dei Paesi sicuri della regione, a partire dalla Turchia che, secondo la prima bozza di accordo proposta da Jean-Claude Juncker a Recep Tayyp Erdogan, dovrebbe costruire sei nuovi campi profughi. In cambio l’Ue si impegna ad “aumentare sostanzialmente il suo impegno politico ed economico” nei confronti del Paese: ad Ankara dovrebbe andare un miliardo di euro.

    Con gli altri Paesi terzi, soprattutto quelli africani, si lavora ad ottenere una migliore collaborazione sui rimpatri. Il tema sarà sul tavolo del summit di Valletta in programma 11 e 12 novembre ma il principio, concordato nel corso dell’ultima riunione dei ministri degli Interni dei Ventotto, sarà quello del “more per more” e cioè: più collaborazione sui rimpatri più aiuti allo sviluppo. Nuovo ruolo sulla questione rimpatri dovrebbe avere Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere, al cui interno sarà creato un “ufficio ritorni” per supportare gli Stati membri. Il mandato di Frontex dovrebbe arrivare ad includere anche la possibilità di organizzare di propria iniziativa operazioni di ritorno congiunte da più Stati membri. Ma gli sforzi per una efficace politica dei ritorni e per “la prevenzione dell’immigrazione illegale” andranno di pari passo, chiariranno i leader, con “un chiaro impegno per possibilità di immigrazione legale”.

    Sul fronte interno, invece, i capi di Stato e di governo nel corso del summit insisteranno perché “si proceda con l’istituzione degli hotspot nei tempi stabiliti”, tirata d’orecchie per l’Italia ma soprattutto per la Grecia, più indietro del nostro Paese nella creazione di centri che “smistino” i migranti stabilendo quali hanno diritto alla protezione internazionale e quali no. Per migliorare le procedure sono già state stabilite nuove assunzioni di esperti per le agenzie Ue (Frontex ed Easo) che supporteranno gli Stati membri in questa fase. Dopo la prima ricollocazione di 19 eritrei dall’Italia alla Svezia avvenuta la scorsa settimana, ora bisogna “procedere rapidamente verso la piena applicazione delle decisioni sui ricollocamenti”, sottolineerà il Consiglio. Da trasferire da Italia e Grecia verso gli altri Paesi Ue in via “emergenziale” ci sono 160mila persone, ma si rimanda per ora la spinosa questione di un meccanismo permanente di ricollocamento che scatti ogni qualvolta uno Stato membro si trovi sotto pressione.

    Sullo sfondo rimane anche la definizione della lista di Paesi sicuri, quelli in cui i migranti irregolari possono essere rimandati. A dividere è l’inclusione o meno della Turchia nell’elenco: Erdogan, per una questione di immagine, tiene fortemente a che il suo Paese figuri tra quelli sicuri e d’altra parte è difficile chiedere ad Ankara uno sforzo pari a quello che l’Ue sta chiedendo, bollando poi lo Stato come non sicuro. Ma alcuni Stati, Germania in testa, sono contrari a passare sotto silenzio la questione curda e includere Ankara tra gli Stati che non destano preoccupazioni. Ma il tema non dovrebbe essere all’ordine del giorno della riunione di questa settimana.

    Tags: consiglio europeoguardia costieraimmigrazioneRifugiatispiegoneue

    Ti potrebbe piacere anche

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Politica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    17 Aprile 2026
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Politica Estera

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    17 Aprile 2026
    Inkyo Cheong e Maroš Šefcovic. Fonte: EC - Audiovisual Service
    Economia

    L’UE punta sull’Indo-Pacifico: nuovi passi con Seul e Tokyo su commercio digitale e difesa

    17 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica via aeroporto tra] Allarme Carburante Commissione UE
    Mobilità e logistica

    L’UE rassicura: “Nessun allarme carburante per aerei, ma ci prepariamo a possibili carenze”

    17 Aprile 2026
    Emissioni Gas serra UE
    Green Economy

    Nel 2024 le emissioni di gas serra UE calano del 40 per cento sul 1990

    17 Aprile 2026
    Colpi di arma da fuoco vengono esplosi in aria dai sobborghi meridionali di Beirut nelle prime ore del 17 aprile 2026, mentre i residenti celebrano l'inizio di un cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore a mezzanotte. Il cessate il fuoco era stato annunciato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo colloqui diretti a Washington tra funzionari israeliani e libanesi, i primi negoziati di questo tipo da decenni. Copiright: Nael Chahine/MEI/SIPA / IPA
    Politica Estera

    L’UE accoglie la tregua in Libano, Costa: “Deve essere attuata e verificata sul campo”

    17 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione