- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Passa la riforma del Senato, ecco cosa cambia

    Passa la riforma del Senato, ecco cosa cambia

    Fine del bicameralismo perfetto e nuovo federalismo con l’abolizione delle materie concorrenti tra Stato e Regioni. Come funzionerà lo Stato italiano

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    13 Ottobre 2015
    in Politica

    Roma – Lo scontro è stato duro, ma alla fine il Senato ha dato l’ok alla riforma della Costituzione. Tra algoritmi sforna emendamenti leghisti e scissioni – avvenute in Forza Italia con l’abbandono di Denis Verdini e del suo gruppo, e solo sfiorate nel Pd – la battaglia ha messo a dura prova la tenuta dello stesso governo, che ha fortemente voluto questa modifica ed è determinato a portarla inalterata fino al referendum confermativo. Per questo, il testo licenziato dai senatori non dovrebbe essere più toccato nei successivi passaggi (due a Montecitorio e uno al Senato, visto che l’iter prevede due approvazioni da ciascuna delle due Camere, senza che vi siano modifiche, prima del referendum popolare, necessario in assenza di una maggioranza dei 2/3 in Parlamento).

    I 178 voti favorevoli (179, contando l’ex ministro Iosefa Idem che ha dichiarato di aver sbagliato a votare) sono arrivati non solo dalla maggioranza, che anzi ha avuto qualche defezione con il voto contrario di alcuni senatori Pd come Corradino Mineo, Felice Casson e Walter Tocci. Dai dissidenti dem e dal gruppo che fa capo all’europarlamentare Raffaele Fitto sono arrivati gran parte dei 17 voti contrari, perché le opposizioni hanno scelto in blocco di uscire dall’Aula per manifestare il loro dissenso. Il premier ha comunque superato l’ostacolo potendo contare sulla convergenza del gruppo verdiniano, che però, sottolineano dalla maggioranza, non è stato determinante per far passare la legge.

    Il nuovo assetto istituzionale, se la legge rimarrà invariata e gli italiani vorranno confermarla al referendum, prevede la fine del bicameralismo perfetto. La Camera dei deputati manterrà le prerogative attuali e sarà l’unica Assemblea legislativa e la sola a votare la fiducia al governo. Le funzioni del Senato saranno invece ridotte. Avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali. Riguardo alle leggi ordinarie, potrà chiedere alla Camera di introdurre delle modifiche, ma i deputati non avranno l’obbligo di accoglierle. Solo su alcune materie, quelle che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni, servirà la maggioranza assoluta dell’Aula di Montecitorio per ignorare le richieste del Senato.

    La nuova assemblea di Palazzo Madama avrà inoltre un nuovo assetto. Dagli attuali 315 senatori si scenderà a 95. Di questi, 21 saranno sindaci (uno per ogni regione o provincia autonoma) e 74 saranno consiglieri regionali. Altri 5 senatori, per arrivare a un totale di 100, saranno nominati dal presidente della Repubblica e rimarranno in carica 7 anni. Scomparirà quindi la figura dei senatori a vita.

    Il problema della legittimazione popolare – sul quale la minoranza del Pd aveva costruito una barricata minacciando di bocciare l’intera riforma – è stato risolto prevedendo che i cittadini, al momento delle elezioni regionali, esprimano la preferenza per i consiglieri indicando anche chi preferiscono come senatore. L’elezione spetterà comunque ai Consigli regionali, che sceglieranno un sindaco nella Regione e individueranno al loro interno i restanti senatori di competenza (il numero varia a seconda del peso demografico di ciascuna Regione) secondo il principio di proporzionalità tra le forze politiche rappresentate al loro interno.

    I nuovi senatori non riceveranno compensi aggiuntivi rispetto a quelli percepiti in veste di sindaco o consigliere regionale, ma godranno delle stesse immunità previste per i deputati. Dunque, niente arresti preventivi né intercettazioni a loro carico senza una preventiva autorizzazione da parte del Senato.

    L’abolizione del bicameralismo, nelle intenzioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha il senso di snellire l’iter legislativo e l’azione di governo. Una finalità perseguita anche dalla norma che impone la modifica dei regolamenti parlamentari per introdurre l’obbligo di indicare una data certa per il voto sui disegni di legge presentati dall’esecutivo.

    Cambieranno le modalità per l’elezione del presidente della Repubblica. A esprimersi saranno solo Camera e Senato, non più affiancati dai delegati regionali. Per i primi 3 scrutini non si cambia, servirà la maggioranza dei 2/3 dei componenti. Dal quarto al sesto scrutinio si scende ai 3/5 degli aventi diritto, mentre dal settimo in poi basteranno i 3/5 dei votanti (attualmente è prevista la maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi).

    Riguardo alla partecipazione popolare, il numero di firme per richiedere un referendum sale dalle attuali 500 mila a 800 mila. Si abbassa però il quorum per considerare valida la consultazione: basterà che si rechi alle urne la metà degli elettori che ha votato alle precedenti elezioni politiche, mentre adesso è necessario raggiungere la metà più uno degli aventi diritto al voto. Anche presentare leggi di iniziativa popolare sarà più difficile: serviranno 150 mila firme contro le attuali 50 mila. Tuttavia, i regolamenti parlamentari dovranno indicare tempi certi per l’esame, garantendo dunque che verranno almeno discusse.

    Anche la forma di federalismo viene ritoccata. Con la modifica del Titolo V, infatti, non ci saranno più materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni. Saranno accentrate le decisioni in materia di energia, infrastrutture strategiche e sistema di protezione civile. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potrà legiferare su materie di competenza regionale “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”.

    Le province vengono cancellate dalla Costituzione. Si tratta di un passaggio fondamentale per una successiva abolizione di questi enti territoriali, che non avranno più lo status di organismo costituzionale. Status che non apparterrà più neppure al Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), il quale verrà quindi abrogato.

    Tags: Denis Verdininuovo senatoreferendumrenziRiforma costituzionaleriformeSenato

    Ti potrebbe piacere anche

    LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, DONALD TRUMP PRESIDENTE USA (Imagoeconomica)
    Editoriali

    Il disastroso “mid term europeo” di Trump

    24 Marzo 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Politica

    Referendum sulla giustizia, i Verdi Europei: “Votare No per difendere l’indipendenza della magistratura”

    19 Marzo 2026
    Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Lussemburgo, 4 marzo 2026]
    Politica Estera

    Iran, Costa: “La nostra prosperità è sotto pressione”

    4 Marzo 2026
    Politica

    Ora l’UE semplifica i PNRR per evitare di sprecare i soldi del Recovery

    20 Gennaio 2026
    Politica

    Il 2025 dell’UE dalla A alla Z

    22 Dicembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione