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    Home » Politica » Brexit, presidenza lussemburghese: “Non cambieremo i trattati”

    Brexit, presidenza lussemburghese: “Non cambieremo i trattati”

    Secondo il ministro Asselborn, Cameron non può tenere in ostaggio tutta l'Ue per una questione che è soprattutto interna ai Tory. Domani Italia a colloquio con britannici. Gozi: "No a veti su maggiore integrazione tra mercato unico e zona euro"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    17 Novembre 2015
    in Politica
    Cameron Brexit

    Bruxelles – Gli alti funzionari sono già impegnati in incontri bilaterali, il tema sarà al centro della riunione dei capi di Stato e di governo di dicembre: Cameron ha imposto la sua proposta di riforma dell’Ue (e la possibile Brexit conseguente a un rifiuto) come un tema centrale dell’agenda europea dei prossimi mesi, ma “l’intera Unione europea non può essere presa in ostaggio per trovare una soluzione” a quella che è “soprattutto una questione interna ai Tory”, il partito del premier. Non sembra intenzionata a perdere troppo tempo in discussioni sulle richieste di Londra la presidenza di turno lussemburghese dell’Unione europea. “Quello che possiamo fare per tenere la Gran Bretagna nell’Ue lo faremo, ma non possiamo diluire i fondamenti dell’Ue e penso che i britannici abbiano capito che non si possono cambiare i trattati”, chiude netto la porta, Jean Asselborn, ministro degli Esteri e degli Affari europei del Lussemburgo dopo la riunione dei ministri degli Interni che ha preparato il prossimo incontro dei leader.

    Ancora “non abbiamo parlato della sostanza”, delle quattro specifiche aree in cui Lonra chiede modifiche, spiega Asselborn ma “penso non si debba avere paura di dire che è molto importante che la Gran Bretagna resti nell’Ue: è evidente, chi dice il contrario non ha capito la portata di un’uscita della Gran Bretagna per l’Ue né economicamente né strategicamente”. Ma l’Ue non deve essere pronta a tutto per evitare la Brexit: “Questa entità si chiama ‘Unione’ – ricorda il lussemburghese – e se qualcuno non vuole restare unito all’Unione non ha capito come funziona l’Europa”. Insomma “non possiamo diluire i fondamenti, l’essenza dell’Ue”, chiarisce Asselborn, ricordando che “l’Ue è più del mercato unico”, uno dei pochi aspetti che Cameron apprezza e che anzi chiede di rafforzare. “Il metodo comunitario – continua – è una delle caratteristica principali dell’Ue che è un’unione in cui l’integrazione non deve essere scartata”. In breve: “Non possiamo dire come principio che se qualcuno non vuole integrarsi lo capiamo, lo accettiamo”, ribadisce Asselborn.

    Negli incontri bilaterali ora in corso per entrare nel vivo delle questioni poste da Cameron, domani sarà la volta dei tecnici italiani che incontreranno i rappresentanti britannici. “Per noi è molto importante che il regno Unito rimanga nella Ue” ma, “vogliamo utilizzare questo dibattito e negoziato non solo per avere il Regno Unito in Europa ma anche per migliorare in qualche modo anche il funzionamento della Ue”, spiega Sandro Gozi, sottosegretario italiano agli Affari europei. Per l’Italia, aggiunge Gozi, è “importante” che oltre ad un “più efficace rapporto” fra Eurozona e gli altri Paesi del mercato unico, il dibattito “implichi anche un approfondimento ed una integrazione della zona euro ed un approfondimento della governance”. Questo elemento “deve emergere nel momento in cui lavoreremo con i britannici per esaminare nello specifico le loro richieste su come organizzare il rapporto fra il mercato unico e la zona euro, sul cui processo di integrazione non possiamo accettare veti da nessuno”, conclude Gozi.

    Tags: brexitcameronGran Bretagnalondrareferendumue

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