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    Home » Cronaca » C’è del marcio in Danimarca: è legge la confisca dei beni ai migranti

    C’è del marcio in Danimarca: è legge la confisca dei beni ai migranti

    Il Parlamento ha approvato ad ampia maggioranza legge per spogliare i richiedenti asilo dei beni di valore superiore a 1.350 euro così che "chi può" contribuisca alla sua stessa accoglienza. Triplicati i tempi per i ricongiungimenti familiari

    Lena Pavese di Lena Pavese
    26 Gennaio 2016
    in Cronaca
    Danimarca

    Bruxelles – È diventata legge la contestata proposta della Danimarca che consente alla polizia di confiscare i beni di valore ai migranti che chiedono asilo nel Paese. La proposta, che secondo i critici ricorderebbe le spoliazioni dei nazisti ai danni degli ebrei deportati nei lager, è stata approvata dal Parlamento danese con una maggioranza schiacciante: 81 voti favorevoli, 27 contrari e un astenuto. La proposta del governo liberale ha ricevuto l’appoggio dei tre alleati di centro-destra ma anche del partito socialdemocratico, principale forza di opposizione.

    Diventerà dunque effettiva la confisca ai migranti dei beni di valore superiore alle 10mila corone, cioè circa 1.350 euro. Valore elevato rispetto alla prima stesura del testo che parlava di appena 3mila corone. Secondo le nuove regole i migranti potranno invece tenere quei beni che sono necessari a mantenere uno standard di vita modesto, come orologi o telefoni, o che hanno un valore personale e affettivo, come fedi nuziali e altro beni legati al matrimonio. L’intento dichiarato del governo è quello di ammortizzare le spese per l’ospitalità dei richiedenti asilo facendo partecipare loro stessi ai costi.

    La riforma prevede anche un allungamento dei tempi (da uno a tre anni) per poter richiedere la riunificazione familiare. Questo significa che la conclusione del processo potrebbe richiedere molti anni. Secondo i critici, la decisione violerebbe la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e quella Onu sui diritti dei bambini, oltre che la Convenzione sui rifugiati sempre delle Nazioni unite.

    Tra le riforme anche un accorciamento a due anni da cinque dei permessi di residenza, l’inasprimento dell’obbligo di competenza linguistica, l’obbligo di aver lavorato nel Paese per due anni e mezzo su tre invece di tre su cinque per ottenere il permesso di residenza, l’aumento del costo per richiedere tale permesso. Infine, Copenaghen intende riservarsi il diritto di scegliere 500 rifugiati in base al “potenziale d’integrazione”, cioè sulla base delle competenze linguistiche, dell’educazione, dell’esperienza lavorativa, dell’età e della motivazione.

    Tags: bruxellesconfiscadanimarcaleggemigrantirichiedenti asiloRifugiatiue

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