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    Home » Cronaca » Nell’Ue migliorano i sistemi giudiziari e l’Italia è nella scia

    Nell’Ue migliorano i sistemi giudiziari e l’Italia è nella scia

    Il quadro di valutazione Ue per il 2016 mostra un trend positivo per gli Stati membri nei settori dell'efficienza, della qualità e dell'indipendenza degli apparati di giustizia. Nel nostro Paese è diminuito il numero di casi pendenti e la durata dei processi civili e commerciali

    Elena Bondesan</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@elena_bondesan" target="_blank">@elena_bondesan</a> di Elena Bondesan @elena_bondesan
    11 Aprile 2016
    in Cronaca

    Bruxelles – L’Unione europea è sulla giusta strada per il miglioramento dei sistemi giudiziari, e l’Italia si inserisce nella scia. Secondo quanto riportato dal quadro di valutazione dell’Unione europea della giustizia per il 2016, il nostro Paese ha diminuito il numero di casi pendenti e la durata dei processi civili e commerciali, sebbene sia ancora tra gli Stati in cui si verificano i procedimenti più lunghi. Il commissario europeo per la Giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere, Věra Jourová, ha presentato i risultati di quest’anno, basati su una rassegna comparativa dell’efficienza, della qualità e dell’indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri. Secondo il commissario “il quadro di valutazione dell’Unione europea è uno strumento utile per assistere i 28 Stati membri nei loro sforzi per migliorare l’efficienza, la qualità e l’indipendenza dei loro sistemi giudiziari”. Ed ha aggiunto che lo scopo della comparazione è duplice, permettendo di ottenere una analisi approfondita del funzionamento dei sistemi giudiziari, essenziale per la rule of law e i diritti fondamentali, e mostrando l’impatto che questi hanno sulla crescita economica. Il commissario ha sottolineato che il sistema giudiziario detiene un ruolo chiave nel creare un ambiente propizio agli investimenti e nello stabilire la giusta sicurezza a favore del ciclo economico.

    Dal quadro è risultato che quasi tutti gli Stati membri hanno fatto progressi: si è verificata una durata inferiore dei contenziosi civili e commerciali, anche se non di quelli amministrativi, e una diminuzione del lasso di tempo necessario prima che un caso sia esaminato. Vari Stati che si sono trovati a combattere con un alto numeri di casi pendenti hanno fatto passi avanti, soprattutto Italia, Malta e Lettonia. Si sono verificati anche avanzamenti sul tema della accessibilità del sistema giudiziario, come la presentazione elettronica delle istanze relative alle controversie di modesta entità e la promozione di metodi alternativi di risoluzione delle contese. Ancora però esiste un margine di miglioramento nella disponibilità online delle decisioni e nella comunicazione elettronica fra i tribunali e le parti. Anche i mezzi tecnologici tramite cui trasferire informazioni e comunicazioni sono stati sfruttati più ampiamente. In Slovenia la possibilità di trasferire documenti online sia ad avvocati che alle parti ha permesso di risparmiare più del 2% del bilancio centrale. In Romania, dalla fine del 2015, sono disponibili online le sentenze di tutte le istanze presentate. In Italia il tempo per adottare un ordine di pagamento è diminuito fino al 45% nella maggior parte dei distretti giudiziari da quando sono state applicate le regole del processo civile telematico.

    “Il quadro di valutazione è uno strumento che permette di imparare gli uni dagli altri come rendere più efficaci i sistemi giudiziari europei” ha dichiarato Jurová, anche se non ha mancato di sottolineare che c’è ancora spazio per il progresso. Sono necessari ulteriori sforzi per migliorare la formazione in materia di competenze giudiziarie e l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per i sistemi di gestione delle cause.  La maggior parte degli Stati membri ha norme che disciplinano aspetti simili dei sistemi giudiziari, ma il loro contenuto varia notevolmente. Ad esempio, meno della metà degli Stati membri ha norme relative a misure per ridurre l’arretrato esistente e solo 6 Paesi, Italia, Belgio, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Slovenia hanno norme sul periodo massimo per i casi pendenti.

    Per la prima volta, il quadro di valutazione include anche i risultati dei sondaggi dell’Eurobarometro, effettuati tra i cittadini e le imprese per quel che riguarda la percezione dell’indipendenza della magistratura nell’Unione europea. Per quanto si sia verificato un trend positivo, soprattutto in Repubblica Ceca, Grecia, Portogallo, Romania e Croazia, la percezione varia molto all’interno dell’Unione. In alcuni Stati l’indipendenza è stata classificata ad un buon livello sopratutto grazie allo status e alla posizione di cui i magistrati possono godere. Invece la pressione dei governi, dei politici e dei portatori di interessi specifici o economici sul sistema giudiziario hanno determinato i risultati negativi di altri Paesi. Secondo il commissario il livello di indipendenza percepita deve essere ancora monitorato, non solo a favore dei cittadini ma anche per il settore del business e per un clima favorevole agli investimenti. Nel caso dell’Italia, Jurová ha riferito di essere in contatto con il ministro della giustizia, Andrea Orlando, il quale ha espresso la sua determinazione nel portare avanti le necessarie riforme e nel migliorare la percezione del sistema da parte dei cittadini e da parte del mondo del business. 

    Il quadro di valutazione Ue della giustizia viene ricavato basandosi su tre elementi fondamentali: l’efficienza, con cui si intende la lunghezza dei processi, la percentuale di casi risolti e il numero di cause pendenti; la qualità, che riguarda fattori come il monitoraggio e la valutazione delle attività della corte, l’utilizzo di indagini sulla soddisfazione, del budget e delle risorse umane. E infine sull’indipendenza del sistema giudiziario, su come questa è percepita e garantita. L’edizione 2016 utilizza nuovi indicatori riguardanti la formazione giudiziaria, l’uso di sondaggi negli Stati membri, la disponibilità del patrocinio a spese dello Stato e l’esistenza di norme di qualità.

    Tags: Andrea Orlandocontroversie giudiziarieefficienzagiustiziaictindipendenzaitaliasistema giudiziariotempi dei processiunione europea

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