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Tornano i Glasgow Rangers e l'

Tornano i Glasgow Rangers e l'"Old Firm", il derby di Scozia oggi più politico che mai

Cattolici e protestanti divisi da calcio, storia, senso di appartenenza, politica. Ed Europa. Con un referendum sull'Ue che aggiungerà ulteriore rivalità

Bruxelles – “Us and them”, noi e loro. Ancora una volta, come tutte le volte. La Scozia si riappropria della (pluri)premiata ditta (insieme 101 scudetti, 69 coppe nazionali e 42 coppe di lega), anche se sarebbe più appropriato definirla  “la vecchia fabbrica”, quella che sotto il nome di Old Firm produce da sempre il miglior calcio del nord della Gran Bretagna. Vicendo 1-0 sul Dumbarton il 5 aprile i Glasgow Rangers sono tornati nella massima serie dopo l’assenza costretta dalla crack finanziario della società del 2012. Un ritorno in grande stile, visto che i Rangers si sono regalati l’accesso alla fine di coppa nazionale eliminando i rivali di sempre del Celtic (5-4 ai rigori). Una cosa non da poco, in questo angolo di Europa dove storia, comunità e identità fanno da sempre fatica a convivere. Celtic e Rangers, noi e loro. Un binomio storico molto più che sportivo. Casacche colore “royal blue” per i Rangers, devoti alla Corona, protestanti; maglia rosso-verde, i colori dell’Irlanda, per il Celtic, la squadra degli immigrati irlandesi, cattolici, repubblicani. E più europeisti.

Noi e loro, insieme nonostante tutto. Britannici e irlandesi ma pur sempre scozzesi, simili ma non uguali. Tifosi di Celtic e Rangers uniti nella diversità. Il motto dell’Unione europea sembra quasi ritagliato su misura per questa realtà mai facile, di cui il calcio non è che l’espressione più evidente perché a maggiora cassa di risonanza (mediatica). Torna dopo quattro anni il derby più antico d’Europa e del mondo. Si chiama Old Firm non a caso. La vecchia fabbrica dalle antiche e rigide tradizioni rotte solo grazie all’Europa. E’ l’inizio della stagione calcistica 1997/98 quando l’italiano Lorenzo Amoruso diventa il primo capitano cattolico nella storia dei Rangers (fondati nel 1874!), la più importante squadra protestante di Scozia. Merito anche della sentenza Bosman che ha abbattuto le frontiere per i calciatori, merito di un’Ue che – sebbene il Regno Unito non sia in Schengen – ha facilitato la circolazione di individui in Europa.

Già, l’Europa. Quella calcistica, fatta di Champions League e sfide stimolanti contro squadre di tutto rispetto, è l’unica Europa che mette davvero tutti d’accordo, nella vecchia fabbrica. Dove permangono nette divisioni sugli altri significati d’Europa. Inevitabile, del resto, avendo una diversa idea di appartenenze. Lo dimostrano i fan delle due squadre dal duello appena rinnovato: uno dei cori di riferimento dei Billy Boys, lo zoccolo duro del tifo dei Rangers (“duro” davvero), è il patriottico “Rule Britannia”. La Gran Bretagna domina, sola al comando. Insieme è la regola del Celtic, eredità dell’Irlanda oggi con la moneta unica. “You’ll never walk alone”, non camminerai mai solo. O no? Il quesito referendario a cui i cittadini britannici – elettori delle tue tifoserie inclusi – dovranno rispondere il 23 giugno si fonda sulla stesso concetto. Lo stesso alla base dell’ultracentenario binomio che anima i britannici di Rangers e Celtic: us and then, noi e loro.

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