Bruxelles – Spagna e Portogallo non hanno fatto abbastanza per correggere gli squilibri del bilancio e rispettare le regole comunitarie, per questo la Commissione europea ha deciso di avviare una procedura per richiedere nuovi aggiustamenti fiscali, procedura che potrebbe comportare anche delle sanzioni nei confronti dei due Paesi. La richiesta è stata inviata al Consiglio Ecofin a cui spetta il compito di prendere la decisione.
“Spagna e Portogallo hanno percorso una lunga strada fin dall’inizio della crisi, grazie ad importanti aggiustamenti fiscali e a riforme per riguadagnare competitività. Tuttavia, ultimamente i due Paesi hanno virato dalla strada della correzione dei disavanzi eccessivi e non hanno rispettato i loro obiettivi di bilancio”, ha spiegato il vicepresidente all’Euro Valdis Dombrovskis
Il deficit spagnolo è stato del 5,1% nel 2015 mentre Bruxelles chiedeva che fosse portato al 4,2%. Inoltre lo sforzo fiscale per il periodo 2013-2015 è stimato all 0,6% del Pil, molto lontano dal 2,7% richiesto. Il deficit del Portogallo l’anno scorso è stato invece del 4,4% del Pil, mentre per Bruxelles avrebbe dovuto essere dl 2,5. Lo sforzo fiscale per il 2013-2015 è stato dell’1,1%, meno della metà del 2,5% richiesto.
In base all’articolo 126 del trattato sul funzionamento dell’Ue (Tfue), la Commissione ha proposto allora al Consiglio di agire, stabilendo che i due Paesi membri in questione non hanno corretto i loro disavanzi. Secondo l’articolo 126 “se decide che esiste un disavanzo eccessivo, il Consiglio adotta senza indebito ritardo, le raccomandazioni allo Stato membro in questione”. Questo significa che se il Consiglio riterrà corrette le analisi di palazzo Berlaymont la Commissione sarà “giuridicamente obbligata” a presentare proposte di sanzioni entro 20 giorni dalla delibera del Consiglio, spiega una nota dell’esecutivo, anche se “può raccomandare al Consiglio di ridurre la quantità o annullare del tutto le sanzioni”.
“Terremo conto delle conseguenze della crisi economica e degli sforzi già fatti che apprezziamo molto. Dobbiamo applicare il patto in maniera intelligente, e questo significa che ci sarà una possibilità per i Paesi di avanzare una richiesta motivata per ridurre le sanzioni, anche fino a zero”, ha spiegato Dombrovskis. “Il ruolo della Commissione è applicare il Patto di Stabilità ma applicheremo le regole in maniera intelligente, ovvero totalmente senza volontà di punire”, ha garantito il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, secondo cui “il fatto che le conseguenze finanziarie possano essere uguali a zero non è una interpretazione creativa delle regole, ma è essa stessa la regola”.

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