- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 29 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cultura » La Brexit potrebbe penalizzare le università britanniche limitando gli studenti stranieri

    La Brexit potrebbe penalizzare le università britanniche limitando gli studenti stranieri

    Per effetto delle politiche sul contenimento dell'immigrazione e delle nuove graduatorie universitarie penalizzanti per gli istituti più piccoli (e spesso migliori)

    Veronica Di Nunzio</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@VeroDinunzio" target="_blank">@VeroDinunzio</a> di Veronica Di Nunzio @VeroDinunzio
    25 Ottobre 2016
    in Cultura

    Bruxelles – A causa della Brexit, o meglio, della scelta politica del governo di interpretare il voto referendario come chiusura delle frontiere, alcune università di fama mondiale del Regno Unito potrebbero perdere il loro diritto di reclutare un ampio numero di studenti internazionali. Calerebbe così la qualità dei laureati, perché non si potrebbero selezionare i migliori studenti potenziali in tutto il mondo, calerebbero le entrate economiche delle università, dunque diminuirebbe la qualità dell’insegnamento e calerebbe infine la qualità dei professionisti formati in Gran Bretagna.

    Il ministro degli Interni britannico, Amber Rudd, ha dichiarato durante il suo discorso alla conferenza del partito conservatore del mese scorso che, secondo nuovi piani del Home Office, verranno probabilmente messe in atto delle restrizioni per i ragazzi stranieri che decidono di studiare nel Regno Unito. I nuovi piani comprenderebbero nuove norme sui visti per le università considerate di “lower quality” (qualità inferiore) e si teme che il governo introdurrà anche nuove e controverse classifiche di insegnamento per suddividere le istituzioni in categorie “gold, silver or bronze” (oro, argento o bronzo), poste per giudicare la qualità delle università e il diritto di accettare più o meno ragazzi stranieri.

    Secondo Universities UK, un’organizzazione dei rettori universitari britannici, gli studenti stranieri portano più di 10,7 miliardi di sterline nelle casse del Regno Unito e gli studenti internazionali non comunitari costituiscono il 13% dei ricavi delle università del paese. Le università sono molto preoccupate per la possibile introduzione da parte del Home Office del Teaching Excellence Framework (quadro di riferimento per l’eccellenza nell’insegnamento), il nuovo sistema di ranking dell’insegnamento nelle università, che oltre a valutarne la qualità stabilirebbe anche quali istituzioni dovranno cessare o limitare l’accesso di studenti stranieri nelle loro aule. Tutto questo potrebbe avere conseguenze molto gravi su alcune università di ricerca che rappresentano delle eccellenze riconosciute a livello mondiale, le quali potrebbero rischiare di non classificarsi bene nei nuovi ranking di insegnamento a causa della loro dimensione ridotta e ad un sistema di classifica che in sostanza pesa anche il numero di studenti.

    Il Tef classificherà l’insegnamento universitario sulla base di alcuni fattori tra cui le percentuali di studenti che dopo la laurea riescono a trovare un lavoro in linea con le loro qualifiche e il giudizio degli studenti sulle università nella National Student Survey, un sondaggio annuale che pubblica le opinioni degli alunni sulla qualità delle istituzioni universitarie del Galles, Inghilterra e Irlanda del Nord. Università come la London School of Economics (Lse), che si colloca ogni anno fra le università migliori d’Europa in altre classifiche, rischiano di non raggiungere degli altrettanto alti risultati nel Tef. Nella Lse gli studenti internazionali rappresentano il 70% degli alunni e limitarne l’accesso avrebbe un effetto enorme sui bilanci dell’università.

    Il rettore di un’università del Russell Group ha dichiarato che “il discorso di Rudd si riferiva principalmente sulla qualità dei corsi e delle istituzioni. Come si può misurare la qualità nell’insegnamento in un modo che non sia impugnabile nei tribunali? Si utilizza il Teaching Excellence Framework (Tef). Ma alcune università appartenenti al Russell Group non raggiungono buoni risultati nel Tef. E questo significa che probabilmente si arriverà ad uno scontro”.

    Edward Byrne, presidente e rettore del King’s College di Londra dice che il King’s sostiene il Tef ma aggiunge che “non è giusto collegare il Tef alla regolazione del reclutamento di studenti internazionali in quanto non è stato progettato per questo scopo. Danneggerebbe l’attrattiva del Regno Unito come destinazione di studio”. Byrne aggiunge che il King’s ha elevati standard di ammissione ugualmente rigorosi sia per gli studenti nazionali sia per quelli internazionali e “le richieste presso il nostro istituto da parte di ottimi studenti da tutto il mondo sono numerosissime”.

    Nel suo discorso Rudd ha insistito sul fatto di essere “appassionatamente impegnata a fare in modo che le nostre istituzioni leader a livello mondiale siano sempre in grado di attrarre i più brillanti e i migliori”, ma ha aggiunto che “un sistema d’immigrazione studentesca che tratta tutti gli studenti e le università in egual maniera punisce coloro che dovremmo desiderare di aiutare”.

    Colin Riordan, rettore della Cardiff University, sostiene che “cercare di limitare il numero di studenti stranieri che entrano in questo paese perché contribuiscono al numero di migranti non ha alcun senso. Il popolo britannico non vede gli studenti come dei migranti o come un problema”. L’arresto del reclutamento universitario per gli studenti stranieri sarebbe, secondo Riordan, “un colpo assolutamente devastante. Ridurrebbe estremamente la diversità che conta moltissimo. Si ridurrebbero anche gli standard, dal momento che è nostro compito reclutare gli studenti migliori, ovunque essi si trovino. E gli effetti finanziari sarebbero gravi”.

    Nelle prossime settimane nel Regno Unito si assisterà ad una vera e propria battaglia quando la questione verrà discussa dai rettori in una riunione del Consiglio delle università del Regno Unito. I rettori temono che se un istituto subisce grossi tagli potrebbe danneggiare la reputazione di tutto il settore all’estero, specialmente se tale istituzione rappresenta una delle eccellenze del Regno Unito.

    Tags: Amber RuddBran Bretagnabrexitimmigrazioneinghilterrastudiare in Europauniversità

    Ti potrebbe piacere anche

    [foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]
    Politica

    Aula divisa ma sull’immigrazione vince il ‘sì’ alla stretta, il Parlamento UE approva il controverso regolamento rimpatri

    26 Marzo 2026
    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Immigrazione, l’Italia ottiene l’impegno UE a prevenire crisi dal conflitto con l’Iran

    20 Marzo 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Riunione dei leader sull'immigrazione a margine dei lavori del Consiglio europeo (Bruxelles, 19 marzo 2026)
    Politica

    Iran, pre-vertice UE sull’immigrazione: l’Italia e i partner si preparano per eventuali crisi

    19 Marzo 2026
    Lo stretto di Hormuz (Credits: Jonathan Raa / IPA agency)
    Politica Estera

    Iran, ora l’UE teme per la sicurezza alimentare e una nuova crisi migratoria

    16 Marzo 2026
    immigrazione UE
    Diritti

    Migranti, nel 2024 l’UE ha accolto 4,2 milioni di persone, ma i nati all’estero subiscono maggiore discriminazione: I dati di Eurostat

    27 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione